
Ne ha parlato Grillo, lo so. Non sono una degli sfortunati risparmiatori coinvolti semplicemente perché all'epoca non avevo il becco di un quattrino da investire (non che oggi sia diverso, intendiamoci!), ma pubblico volentieri questa lettera-denuncia inviatami da una preziosa collaboratrice:
ULTIMO TANGO 1
Per quanto mi sia sforzata di cercare su internet, variando le parole “chiave” di ricerca, niente. Notizie aggiornate non ce ne sono. Crollo di interesse dei media? Tentativo, costruito ad arte, di cancellare dalla nostra memoria l’ennesima truffa legalizzata? Il Fattaccio esiste e le vittime anche.
La storia degli ultimi 7 anni è una storia fatta di truffe, imbrogli, false o addirittura negate informazioni, immobilismo e silenzio, iniziative sballate, proposte capestro e via dicendo.
Tanti, i dubbi sull'operato delle banche e della Consob (che è l'organismo che “dovrebbe” vigilare gli scambi di Borsa).
Le banche non hanno informato a sufficienza i clienti sui `tangobond'. Quei titoli, proprio a causa dei rischi eccessivamente elevati, non avrebbero comunque potuto essere venduti ai risparmiatori.
Non lo hanno fatto per un motivo molto semplice: come avrebbero potuto liberarsi di quelle che erano, per loro, perdite sicure? Le banche, tramite la CONSOB, sapevano benissimo che l’Argentina era prossima al default. Chi avrebbe acquistato quei titoli se si fosse evidenziato che erano ad alto rischio e che la Repubblica Argentina versava in condizioni economico-finanziarie disastrose?
Per poter vendere questi titoli spazzatura, le banche hanno utilizzato l’unico escamotage possibile che permettesse loro di non consegnare i prospetti informativi: sostenere cioè che la richiesta dei titoli è stata fatta direttamente dal cliente. Una domanda nasce spontanea: come possono dei piccoli risparmiatori con scarsa esperienza finanziaria conoscere i bond argentini? Non è ovvio pensare che siano invece stati proposti dal funzionario di banca allo sportello titoli? La documentazione sui 'tangobond' in mano alla Consob parla chiaro: dai prospetti informativi risulta che i titoli argentini, sul mercato italiano fin dal 1998, non godevano di alcun tipo di garanzia e, già dal 1999 (cioè due anni prima della bancarotta del Paese sudamericano), erano considerati un investimento ad alto rischio, il cui acquisto - secondo le stesse norme finanziarie della Consob - era riservato ai professionisti del settore (banche, assicurazioni) e non solo a loro ma anche a speculatori professionisti in grado di assumersi rischi speciali, ma non ai comuni risparmiatori. Le banche sapevano, quindi: ma nessuna ha voluto dire tutta la verità ai propri clienti, evidentemente temendo di perdere i capitali investiti e di ritrovarsi in mano titoli finanziari il cui valore futuro sarebbe stato incerto. Si calcola che i risparmi degli Italiani andati in fumo con i `tangobond' ammontino complessivamente a circa 14 miliardi di euro (quasi 28 mila miliardi di lire). Le azioni giudiziarie che si sono susseguite nel corso degli anni hanno invece portato al recupero di appena 586 milioni di euro.
Alcuni TRUFFATI, ma ancora troppo pochi, hanno deciso di fare causa alla banca e i risultati per fortuna stanno arrivando: le cause vinte sono la maggioranza rispetto a quelle perse.
Chi ha optato per il procedimento legale nei confronti della banca venditrice si è sicuramente prima informato ed ha fatto periziare la documentazione in proprio possesso per capire se c’erano i presupposti per poter far causa alla banca. In questo caso sì, la scelta è consapevole.
Chi ha aderito all’ICSID non sempre l’ha fatto in piena consapevolezza. La TFA di Nicola Stock è stata voluta dalle banche. La vera motivazione che li ha spinti a fare ciò non era venire incontro ai propri clienti danneggiati, ma togliersi di torno lo spettro delle “cause” che i risparmiatori avrebbero intentato. Molte, tante persone hanno vissuto questo dramma in un silenzio omertoso, senza informarsi di nulla e senza confidare a nessuno l’accaduto, quasi fosse una loro colpa. Meglio non dirlo, non parlarne. Fare sapere di essere stati “fregati” è una vergogna. Ammettere poi che è stata proprio la TUA banca, il TUO AMICO, direttore o funzionario a farlo, è meglio sottacerlo, non si sa mai… Quindi, tra queste persone, ci sono molte persone che potevano avere le cosiddette “carte in regola” per vincere una eventuale causa, ma non lo sapevano.
Le banche quindi, oltre ad aver sottratto con l’inganno i risparmi dei propri clienti, li hanno ulteriormente raggirati sfruttando l’ignoranza e la disinformazione, sottolineando che questa associazione è nata proprio per loro volere (l’adesione è totalmente gratuita) con l’intento di restituire il maltolto (!!!).
Quindi, come si può ben capire, la banca a questo punto ne esce anche come una benefattrice dalla faccia pulita, quando invece noi sappiamo benissimo che non lo è!
Preciso, inoltre, che non tutti coloro che hanno aderito all’ICSID erano disinformati! Per molti, infatti, non c’erano le premesse per poter agire giudizialmente e questo procedimento rimaneva l’ultima spiaggia!
DAL FORUM:
(http://tangobond.forumfree.net/)
Siamo un gruppo di detentori di obbligazioni argentine che si ritrovano da circa un anno, lavorano e collaborano insieme per fare chiarezza sulla "truffa del secolo". Siamo infatti convinti, sulla base delle informazioni raccolte, di essere le vittime designate di un piano ad alto livello ben studiato ed organizzato, per scaricare le perdite che avrebbero dovuto subire le banche sull'anello della catena più debole: i piccoli risparmiatori. Ora, noi tutti ci siamo rivolti ad un professionista, ad una banca e non al primo incompetente che passava. I rapporti tra banca e cliente sono regolati da leggi ben specifiche. Da quanto si evince dalle confidenze raccolte in questo forum e in quelli che abbiamo frequentato in precedenza sono in molti a lamentare i seguenti comportamenti dolosi da parte della propria banca:
- vendita con assoluta mancanza di trasparenza di questi pericolosissimi strumenti finanziari, spacciati per titoli sicuri alla stregua di titoli di stato italiani, senza menzione alcuna del rischio che il cliente avrebbe dovuto sopportare.
- documenti di rischio molto spesso assenti.
- vendite in contropartita diretta
- vendite effettuate non rispettando il profilo della scheda cliente.
- vendita senza la firma da parte del cliente
- informazioni false o fuorvianti
Questi sono gli elementi più comuni. Ci stiamo impegnando tantissimo per trovare tutta la documentazione possibile per inchiodare le banche italiane alle proprie responsabilità.
Dal 2001 l'Argentina si è indebitamente appropriata dei soldi dei piccoli risparmiatori italiani.
I responsabili di questa truffa legalizzata sono molteplici e non solo il paese sudamericano, ma anche l'FMI, le banche internazionali, ma non dimenticate che il ruolo più subdolo in questa triste vicenda lo hanno giocato le banche italiane. Infatti, erano il lead manager, cioè incaricate direttamente dall'Argentina a piazzare questi titoli-spazzatura nel mercato, guadagnando, per questo "lavoretto sporco" provvigioni ingentissime. La situazione del paese sudamericano è peggiorata progressivamente negli anni e le nostre banche avevano i portafogli pieni di questi titoli. La Consob e la Banca d'Italia si sono rese complici in questo raggiro poiché la prima, ha permesso alle banche, tramite un escamotage, di rivendere ai propri clienti tali obbligazioni, nonostante fossero destinate ad investitori istituzionali in grado di gestire investimenti speculativi e in grado di comprenderne il rischio insito. La seconda, che non poteva ignorare le gravissime condizioni in cui versava l'Argentina, e che ha permesso la vendita di questi titoli anche dopo la promulgazione della Ley de Emergencia Economico Financera n.25344, cioè la dichiarazione di default interno dello Stato sudamericano. La Costituzione italiana, all'art. 4,7 parla di tutela del risparmio, ed è veramente inconcepibile che le istituzioni di uno stato, che sulla carta si definisce civile e democratico, permettano che questo principio fondamentale non venga garantito ai cittadini. In questa penosa vicenda, purtroppo, non solo non vi è stata la tutela del cittadino/risparmiatore, ma, ripetiamo, alcuni organi istituzionali si sono resi complici nella rovina di 450.000 famiglie.

ULTIMO TANGO 2
Lettera di una vittima dei tangobond ( a gentile concessione dell’autrice)
Come al solito, si rischia perché si è lasciati soli. Vi lascio leggere il testo per intero. E' lungo ma ne vale la pena, perché il pericolo di fregature esiste tuttora."Quello che ci è capitato non è un penosissimo e involontario incidente: i responsabili ci sono e devono pagare. In questo momento, i detentori di bonds argentini italiani stanno portando sul groppone ben il 17% del debito pubblico dell'intero stato sudamericano: ma noi non siamo il Fondo Monetario Internazionale, non siamo uno Stato sovrano, siamo 450.000 famiglie italiane composte, per la maggior parte, da gente comune: impiegati, operai e tantissime persone anziane. Eppure stiamo facendo da banca. Una comoda banca perché, purtroppo, facciamo fatica a difenderci, malauguratamente non siamo così potenti: tutt'altro, siamo soli e vulnerabili. Ci hanno scippato i nostri risparmi, quelli di una vita, quelli che abbiamo messo da parte per il nostro futuro. Provate a pensare agli anziani coinvolti, per i quali il domani è già difficilissimo oggi. Il quotidiano, comunque sia, è un'odissea per tutti. Immaginate cosa vuol dire, quale stato d'animo d'ansia comporti l'avere poco o nulla da parte per affrontare gli imprevisti che la vita può mettere sul nostro percorso, il non poter far fronte ad impegni finanziari che ci si era assunti PRIMA, il dover affrontare senza mezzi una malattia imprevista: c'è chi per questo problema ci ha perso di fatto la salute. Ora tutti sanno che si deve stare alla larga dai bond argentini, ma vi assicuro che, quando ce li hanno proposti, la verità è stata volutamente e vergognosamente occultata per spingere il risparmiatore a comprare e, praticamente a tutti, è stata propinata la stessa zuppa: "SONO SICURI COME BOT E CCT ITALIANI". Questo era lo slogan delle banche! Tv e giornali spesso ci fanno l'appunto dell'alto tasso di interesse, che di lì avremmo dovuto capire l’Euro ma fino a poco tempo prima gli stessi rendimenti li davano anche i titoli di stato italiani, e la gente, inesperta e impreparata, è caduta nella trappola. L'Argentina, lo Stato sovrano che ha emesso queste obbligazioni, ad un certo punto - a dicembre 2001 - decide di non pagare più le cedole e, fino a febbraio dello scorso anno, non si è più saputo cosa ne sarebbe stato del nostro capitale. L'offerta capestro che l'Argentina ha fatto a febbraio 2005 imponeva il sacrificio del 70% del nostro capitale, ed il restante 30% ci sarebbe stato restituito dopo moltissimi anni (si parla da 15 a 30): questo per chi, ovviamente ha accettato la proposta, ma la stragrande maggioranza degli italiani l'ha rifiutata, trattandosi soprattutto di persone ultra settantenni ... Inoltre, non vi è comunque alcuna garanzia di pagamento certo: chi vieta all'Argentina di dichiarare un nuovo default e di tenersi anche quell'ulteriore 30%? L'Argentina, nonostante il default, sta attualmente emettendo obbligazioni senza che la comunità internazionale abbia fatto nulla per vietarlo! La decisione, badate bene, UNILATERALE di questo paese non è stata osteggiata da nessuno: né dalla comunità internazionale, né dall'FMI, né dal Governo del nostro paese. Dal 2001 ad oggi siamo senza risposte e nessuno degli organi sopra menzionati si è preoccupato di difenderci. Ad oggi è praticamente impossibile trattare con l'Argentina: è di qualche settimana fa la notizia, che ha tra l'altro avuto pochissima eco nei media, che ha interamente pagato il suo debito con il Fondo Monetario Internazionale e, quindi, l'unico strumento per far pressione è stato volutamente tolto di mezzo. La situazione italiana è atipica. Sappiate che SOLO in Italia sono stati coinvolti i piccoli risparmiatori. Negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna la vendita di questi titoli era vietata. In altri paesi sono stati coinvolti solo investitori specializzati. Ma perché? Perché, dopo tante ricerche, si è scoperto che le banche italiane erano il lead manager, cioè incaricate proprio dall'Argentina del collocamento di questi titoli sui mercati, guadagnando da questa operazione provvigioni altissime. Questi titoli erano corredati da offering circulars, cioè da documenti che spiegavano le caratteristiche di questi prodotti e dai quali si evinceva che erano prodotti NON ADATTI A PICCOLI RISPARMIATORI, ma rivolti esclusivamente ad INVESTITORI SPECIALIZZATI in grado di ben comprenderne il rischio insito.
Le vittime; guarda caso, sono invece proprio i piccoli risparmiatori. Come mai allora è successo questo? Perché la Consob non solo ha consentito ad alcune di tali emissioni di essere quotate sul mercato mobiliare italiano, ma ha permesso alle banche - tramite un escamotage - di rivendere ai propri clienti tali obbligazioni, nonostante essere fossero espressamente destinate solo ad investitori istituzionali, in grado di gestire investimenti speculativi del grado di rischio implicito a tali strumenti finanziari. Le banche, quindi, hanno continuato colposamente a sostenere coi propri clienti che si trattava di titoli sicuri, alla stregua di quelli di stato italiani. Molte banche hanno agito furbescamente poiché, al momento della sottoscrizione dei titoli, hanno praticato un ulteriore raggiro: i clienti, convinti di firmare solo i prospetti riguardanti l'operazione di acquisto, hanno finito inconsapevolmente per firmare anche documenti attestanti il rischio dell'operazione, negandosi la possibilità di difesa.
Questo sono le banche in Italia oggi, altro che trasparenza!
Eppure loro sostengono di aver agito in buona fede, che non sapevano! No, signori, non è possibile.
L'Argentina nel novembre 2000 promulga la Ley de Emergencia Economico Financera, cioè la dichiarazione di default interno. Secondo voi, la Banca d'Italia e la Consob potevano veramente non conoscere un fatto così grave? No, sapevano tutto. A questo punto le nostre banche, al corrente del fatto che l'Argentina era prossima al default, hanno scaricato interamente la perdita economica - che sarebbero state costrette a subire visto che i loro portafogli erano pieni zeppi di questi titoli - sul soggetto più debole e indifeso: i piccoli risparmiatori. Questa è la verità. Faccio parte di un gruppo che si ritrovava su un forum dedicato alla questione dei bond argentini sul sito del Sole 24 ore. Ci hanno oscurati per ben due volte, forse abbiamo rotto le scatole a qualcuno? Insieme a queste persone ci siamo occupati di divulgare la verità, di dare agli altri 450.000 una speranza, una possibilità di difesa contro le banche.
La Costituzione all'art. 47 parla di tutela del risparmiatore, ma ditemi: che tutela c'è stata in questa vergognosa vicenda da parte delle istituzioni del nostro paese? Da quattro anni la politica non fa un passo per noi. Ci sono state delle proposte di legge effettuate dalla sinistra, vergognosamente affossate dalla destra. Altre proposte anche dalla destra: ma di concreto il nulla. Siamo stati ricevuti in commissione finanze del Parlamento il 13/12/2005 per discutere del nostro problema. Abbiamo chiesto che ne era dei fondi dormienti promessi con l'art. 46 della finanziaria 2006, destinati ai cittadini vittime dei vari crack finanziari abbattutisi in Italia dal 2001 ad oggi. Ci è stato risposto che si trattava una mossa pre-elettorale e adesso sembra che questi soldi ci siano, ma credere è difficile: in campagna elettorale tutti promettono, ma non ci sono fatti concreti. Vedremo. Solo il tempo ci dirà se era verità o, ancora una volta, una promessa non mantenuta! Tutti ci consigliano le cause contro la banca, se, ovviamente, la documentazione in nostro possesso è in grado di dimostrare il dolo subito…Ma le cause costano tanti soldi. E poi sappiate che, se disgraziatamente si incappa in un giudice impreparato - e il diritto bancario non è molto conosciuto dai giudici, come mi confermava l'On. Di Pietro che ho personalmente contattato - non è affatto detto che, pur avendo le carte in regola, si vinca la causa! Il potere della banca è sempre lì in agguato a beffare ancora! Porteremo avanti anche degli esposti alle procure italiane affinché venga fatta chiarezza: ma l'avremo? Qualcosa si muove, ma chissà ancora quanto tempo ci vorrà per far valere le nostre ragioni… Noi non molliamo, ma abbiamo bisogno di essere aiutati anche da tutti gli altri cittadini italiani, che solidarizzino con noi per questa battaglia di dovere civile!
ULTIMO TANGO 3
Questa è la lunga catena dei crack e degli scandali che hanno coinvolto, solo fino al 2004, circa 1 milione di risparmiatori bruciando un controvalore di 47,5 miliardi di sudato risparmio
CRACK FINANZIARI DALL’OTTOBRE 2001 AL DICEMBRE 2004
BIPOP-CARIRE ANNO E MESE: OTTOBRE 2001 MILIARDI DI EURO: 10,00 RISPARMIATORI COINVOLTI: 73.500
BOND ARGENTINA ANNO E MESE: DICEMBRE 2001 MILIARDI DI EURO: 14,00
RISPARMIATORI COINVOLTI: 475.000
BOND CIRIO ANNO E MESE: NOVEMBRE 2002 MILIARDI DI EURO: 1,25
RISPARMIATORI COINVOLTI: 35.000
MY WAY - FOR YOU ANNO E MESE: MARZO 2003 MILIARDI DI EURO: 2,85
RISPARMIATORI COINVOLTI: 190.000
GIACOMELLI ANNO E MESE: OTTOBRE 2003 MILIARDI DI EURO: 0,300
RISPARMIATORI COINVOLTI: 6.500
PARMALAT ANNO E MESE: DICEMBRE 2003 MILIARDI DI EURO: 20,00
RISPARMIATORI COINVOLTI: 145.000
FINMATICA ANNO E MESE: GENNAIO 2004 MILIARDI DI EURO: 0,350
RISPARMIATORI COINVOLTI: 25.000
FINMEK ANNO E MESE: MAGGIO 2004 MILIARDI DI EURO: 0,250
RISPARMIATORI COINVOLTI: 13.850
CERRUTI FINANCE- FIN.PART- OLCESE ANNO E MESE: LUGLIO 2004 MILIARDI DI EURO: 0,800 RISPARMIATORI COINVOLTI: 28.500
LA VEGGIA FINANCE ANNO E MESE: NOVEMBRE 2004 MILIARDI DI EURO: 0,300
RISPARMIATORI COINVOLTI: 8.300
TOTALE MILIARDI DI EURO: 50,100
RISPARMIATORI COINVOLTI: 1.000.650
http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=2710&Ricerca=scandali%20finanziari
