"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

mercoledì 31 dicembre 2008

Buon Anno Nuovo...

Che il 2009 ci dia la forza di lottare perché immagini come queste siano per sempre bandite...

http://www.controguerra.org/images/Sharon%20e%20la%20carozzina%20di%20Yassin%2022-3-04.jpghttp://andreabraconi.files.wordpress.com/2007/12/gaza-01.jpg
http://data3.blog.de/media/477/2124477_9baa5cd099_m.jpeg
http://www.thewe.cc/thewei/_/images_2/us_terror_state_/afghan_infant_attacked_by_us.jpe

e finalmente...





http://www.columbia.edu/~fdc/pace/pace.gif

Buon 2009 a tutti gli individui di buona volontà.
elena

mercoledì 2 aprile 2008

The witch is back!!!



Era una notte buia e tempestosa...
All'improvviso il tasto "aggiorna" si trasforma nel peggior incubo di un blogger che sta postando: invece di presentare una schermata aggiornata del proprio sito, ti apre una finestra su cui campeggia la frase: ERROR 404 - Blog not found.

Conscendo la mia proverbiale ignoranza del mondo dei computer e di come funzionano, non mi sono preoccupata troppo: ho pensato di aver cliccato un tasto sbagliato. Ma l'inconveniente si è riproposto un numero imprecisato.
Sconfitta ma solo momentaneamente, ho deciso di rimandare all'indomani. Ohibò: ho scoperto sconcertata che TUTTI i blog in cui facevo da co-autrice erano svaniti nel nulla...
Ho iniziato a leggermi i siti di supporto di google e blogger ed ho scoperto che non ero l'unica, ad essere stata brutalmente "messa a tacere", ma per quanti messaggi, richieste di aiuto, form io abbia compilato, per parecchio tempo non ho avuto alcun cenno di riscontro, mentre qualcun altro, più fortunato o forse più gentile di me, ogni tanto riusciva a "ripescarsi" il suo blog desaparecido.
Finché, a forza di insistenze, minacce e suppliche... il mio blog è passato dallo stato di "introvabile" allo stato di "violatore di TOS". Senza che alcuno si preoccupasse di dirmelo in via preventiva, senza che alcuno dicesse a che diavolo di TOS ci si riferiva, senza la possibilità di fare ammenda... altri forms, altre mail, altra attesa.
Finché il grande Gatsby ha voluto concederci (a noi violatori impenitenti e molto facilmente ignari di TOS) la possibilità di redimerci purgando i nostri blogs da eventuali peccati di SPAM (infatti, eravamo in quaresima!)
Detto, fatto. Poi c'è voluto ancora un po' di tempo... ma alla fine il blog è riemerso dalle nebbie del nulla.
Quello che non ho capito è che razza di TOS abbia mai violato, visto che il blog sottoposto a revisione - come ora appare - è stato solo "snellito" di:
- traduttore
- contatore presenze
- mappa dei visitatori
- calendario
- chat
- forum
- controcontatore dei giorni alla pensione dei parlamentari neo-eletti
e mi sembra null'altro.
Nel frattempo è passato un mese... molti dei miei contatti ed amici devono avermi dato per scappata e quasi nessuno ormai transita per di qua, temo.
Noi però, pur senza poterlo divulgare a tutti, ci siamo trasferiti su

http://solleviamoci.wordpress.com/

e stiamo lentamente ritessendo la tela... non cancelliamo questo blog e tutto ciò che contiene, ma... come dire, l'idea di sparire nuovamente nel nulla senza lasciare traccia non ci ispira.
Ergo, vi invitiamo tutti "di là"!

Un grosso abbraccio.
elena

PS: mi dispiace veramente moltissimo per Fabio, Ladytuxy e Max, di cui non so fino a che punto sono stata causa scatenante di sparizione: nei miei messaggi di protesta a google/blogger ho sempre parlato anche per voi e ho elencato i vostri blog; purtroppo però, non essendo io la "titolare" anche di quelli, non ci posso mettere le mani...
Con Fabio poi mi sento particolarmente in colpa, perché per il fatto che nel frattempo ho perso il suo indirizzo e-mail e quando ne sono tornata in possesso ho scoperto che non funziona più...
chiedo quindi a chiunque sia in contatto con il nostro beneamato Presidente della BdF - ma ultimamente però! - di dirgli di mettersi in contatto con me: magari riusciamo a recuperare anche la Banca!!!
Suerte.

martedì 4 marzo 2008

GRAZIE GOOGLE, PER AVERCI CENSURATI






SOLLEVIAMOCI E' STATO COMPLETAMENTE RIMOSSO "MOTU PROPRIO" DA GOOGLE
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SENZA UN PREAVVISO, SENZA UNA RIGA DI SPIEGAZIONE NONOSTANTE LE NOSTRE RIPETUTE MAIL DI RICHIESTA DI DELUCIDAZIONI SUL CASO
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NON PIACEVAMO

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NON PIACEVA IL NOSTRO MODO DI FARE INFORMAZIONE, E, FORSE, ERA DIVENTATA PREOCCUPANTE LA POPOLARITA' CHE IL BLOG AVEVA RAGGIUNTO E CHE AUMENTAVA IN MANIERA ESPONENZIALE..
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CENSURATI, MA NON SCOMPARSI!


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CI TROVATE QUI, SULLA PIATTAFORMA DI WORDPRESS, ALL'INDIRIZZO
WWW.SOLLEVIAMOCI.WORDPRESS.COM

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HASTA LA VICTORIA
SIEMPRE!

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elena e mauro
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domenica 10 febbraio 2008

«Veltroni e Berlusconi promessi sposi»



Attacco di Diliberto: «Evitare questo patto scellerato».

Bonaiuti: «Walter arriva da Marte»


MILANO - La prima reazione al discorso di Walter Veltroni a Spello arriva quasi in tempo reale ed è quella, non tenera, di un uomo dell'Unione, Oliviero Diliberto: «Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme». Questa la tesi de leader dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto che aggiunge: «per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra». Il segretario del Pdci torna a parlare anche della decisione del Pd di correre da solo definendola una scelta che «è autolesionismo e lesionismo allo stesso tempo: una pulsione omicida e una suicida».

«UN DISCORSO FORTE E BELLO» - Al contrario, secondo il ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi, quello di Veltroni a Spello è stato «un discorso forte e bello». «Walter - spiega Bindi - apre la nostra campagna elettorale dando voce alle speranze migliori e al bisogno di futuro degli italiani. Lo ha fatto con la passione di chi conosce le grandi energie di questo Paese e scommette, con fiducia e realismo, sulla volontà di cambiare l'Italia».

SBARCA DA MARTE - L'affondo del centrodestra arriva da Paolo Boniauti: «Veltroni sbarca da Marte e ci tiene un sermone domenicale». Così il portavoce di Silvio Berlusconi, che aggiunge: «Ma stiamo ai fatti: dove era lui in questi due anni in cui il governo della sinistra ha messo in ginocchio l’Italia? E prima di rialzare la politica, non sarà meglio rialzare l’economia italiana e gli italiani sommersi da una gragnuola di tasse del governo Prodi?». Poco prima aveva parlato anche Altero Matteoli(An): «Veltroni è il finto nuovo della politica Italiana ed il suo discorso è stato davvero privo di contenuti. Abbiamo ascoltato solo annunci vuoti. Da oltre trent'anni in campo - aggiunge Matteoli - ora tenta di presentarsi come il nuovo, dopo essere stato comunista, direttore dell'Unità, segretario dei Ds, vicepresidente del Consiglio nel primo governo Prodi. Ha promesso la diminuzione delle tasse ma senza interventi seri sulla spesa pubblica ciò è destituito di fondamento». «Sarà il centrodestra a diminuire le tasse ai cittadini con interventi forti, non con le elemosine prodiane e veltroniane. E lo farà - conclude - con forti aiuti alle famiglie e alle imprese per riavviare lo sviluppo e la crescita». Maurizio Ronconi (Udc) non va per il sottile: «Per la prima volta un comizio elettorale in un cimitero. Veltroni, oltre a fare tante promesse agli italiani, ha detto tante bugie di fronte alle migliaia di morti che riposano nel cimitero di Spello, adiacente alla piazzetta del suo comizio». «Non so se la scelta è beneaugurate ma la caduta di stile e la mancanza di rispetto - conclude l'esponente centrista - hanno passato ogni limite. D'altra parte da un laico travestito da cattocomunista non ci si poteva aspettare altro».

BILANCIO FALLIMENTARE
- «Il discorso di Veltroni a Spello non l'ho ascoltato. Comunque le promesse sono importanti, ma ancor più importanti sono i fatti, e il bilancio di Veltroni è fallimentare. Idem per Prodi». Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, mentre entra allo stadio Flaminio per assistere ad Italia-Inghilterra di rugby, si lascia andare ad un commento sul fatto politico del giorno, ovvero il discorso del leader del Partito Democratico. Ma ha per caso sentito Silvio Berlusconi? «Sono qui per godermi una giornata di sport, quello ancora vero», è la risposta di Casini, mentre stringe a sè la figlia che tiene in braccio, seduto accanto al presidente del Coni Gianni Petrucci.

«CHIEDA SCUSA» - «Ho qualche dubbio sul fatto che Prodi e la sinistra abbiano salvato l'Italia, ma questo non mi interessa. Ho la certezza, invece, sul fatto che hanno rovinato le famiglie italiane e questo purtroppo mi interessa».Questa la reazione di Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, che aggiunge: «Al posto che le 'trombonate' da balcone di piazza Venezia ora Veltroni si ponga in ginocchio come leader di quella ex maggioranza, ora minoranza, e chieda scusa a nome di tutti al popolo italiano per averlo reso povero, insicuro e zimbello da stampa internazionale».


10 febbraio 2008

fonte: http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_10/reazioni_discorso_Veltroni_Diliberto_Matteoli_e7b77a9c-d7ca-11dc-ad39-0003ba99c667.shtml

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Storia di un giornale di partito e di una "bella famiglia come le altre"



Raccontata dal Direttore del Corriere d'Italia, Mauro Montanari

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora - direte voi- un giorna-le come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro.

E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara?

Anzitutto l'editore, Clemente Mastella,
farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c'entra? Se è bravo. non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.

Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio,
bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato?
L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.
Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.

Ve lo ricordate il magistrato De Magistris?
Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.

Ma torniamo un attimo agli spostamenti.
La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola
della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.


Mauro Montanari
- Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS

E l'Arcobaleno si prepara: «non un voto inutile»



«La vera novità è la costruzione di un soggetto unitario a sinistra, un soggetto che incroci giovani, precari, lavoratori e che punti a determinare un'ipotesi di alternativa di società. Un soggetto assolutamente indisponibile a larghe intese e a patti con la destra». Lo ha detto il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, intervenendo all'assemblea "Fare presto" al cinema Farnese a Roma. Uno degli appuntamenti di quel pezzo di sinistra che si riconosce nella sigla dell'arcobaleno. I partiti a sinistra del Pd, da Rifondazione alla Sinistra democratica, ai Verdi fino ai Comunisti di Diliberto, da qualche giorno stanno lavorando alla creazione di una identità la cui natura ancora non è stata chiarita: cartello elettorale, indistinto soggetto politico o il nucleo di una vero e proprio partito.

Per Giordano «il processo unitario a sinistra deve essere accelerato in virtù delle scadenze elettorali. È inutile nasconderci dietro un dito ci sono delle resistenze alla costruzione della soggettività unitaria e plurale in forme nuove, ma io penso che queste resistenze possano essere battute se tutti quanti insieme mettiamo la nostra volontà di innovazione». Il segretario di Rifondazione ha ribadito il parere favorevole del suo partito al tesseramento per il nuovo soggetto politico.

«Sull'ipotesi di patto di consultazione lanciato da Veltroni - ha aggiunto Giordano - penso che sia stato indotto dalla spinta del senso di responsabilità. Noi però siamo una forza alternativa alla destra: la sinistra si muove esattamente su questo terreno ed è una sfida leale e costruttiva con il Pd a chi rappresenta meglio l'alternativa alla destra». Circa l'invito lanciato dai leader del Pdl e del Pd a evitare voti inutili, infine, Giordano ha ricordato che «il voto per la sinistra in Italia non è mai stato inutile: se dovesse prevalere questa opzione ci troveremo di fronte a un'intera classe sociale senza rappresentanza».

La Sinistra democratica di Fabio Mussi
ha raccolto invece in un documento approvato all'unanimità dal comitato promotore di Sd. Per gli esponenti del movimento, nato da una costola dei Ds dopo il congresso di Firenze, bisogna dire «no» ad un «semplice cartello elettorale», è «molto importante» che la sinistra vada unita alle elezioni, «con un simbolo, quello della «Sinistra-l'Arcobaleno», e un programma, sulla base della carta degli intenti presentata l`8 e il 9 dicembre agli Stati Generali, coerenti con quel progetto politico» dice il documento.
diffusi attraverso cui costruire le liste, la proposta politica, il profilo della campagna elettorale e la squadra di donne e uomini che insieme al leader della lista, Fausto Bertinotti, la deve condurre».

«Avendo ben chiara la crisi politica
che ha attraversato l`Unione - spiega - avremmo voluto un nuovo centro sinistra, fondato su un nuovo programma, per governare il Paese. La scelta di solitudine del Partito democratico ha reso questa prospettiva impossibile. In tale quadro il voto per la «Sinistra-l'Arcobaleno» è il voto più utile per fermare Berlusconi ed evitare quelle larghe intese di cui parla il sindaco di Torino, che cancellano le distinzioni tra destra e sinistra e con esse, incredibilmente, le differenze nelle risposte tra l`una e l`altra alle domande di sviluppo del Paese».


Pubblicato il: 10.02.08
Modificato il: 10.02.08 alle ore 14.48
fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=72811

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Frankie Hi-NRG canta il precariato

Sarà sul palco del prossimo Festival di Sanremo ma non ha improvvisamente deciso di darsi alla canzonetta. Frankie Hi-NRG MC sta per cantarle di nuovo chiare, stavolta sul mondo del lavoro. DePrimoMaggio, il suo nuovo album, uscirà proprio durante il Festival e conterrà il brano in gara (Rivoluzione, con il featuring di Roy Paci e lo special guest Enrico Ruggeri) e altre canzoni in cui Francesco Di Gesù (questo il vero nome di Frankie) dirà la sua su precariato e disoccupazione.

Già i titoli dei pezzi parlano chiaro: Call Center (con il featuring di Ascanio Celestini, il cui nuovo film, Parole sante, racconta proprio la lotta dei lavoratori del più grande call center italiano), Direttore (con il featuring di Giorgia), Precariato e Pugni in tasca (con quelli di Paola Cortellesi), Mattatoy (in cui si ascolta la voce del giornalista Gianluca Nicoletti). In più, una chicca: la cover di Chicco e Spillo, il primo grande successo di Samuele Bersani.

Realizzato assieme agli storici collaboratori del rapper torinese (Francesco Bruni, Lino De Rosa, Alberto Brizzi, Marco Capaccioni e Leonardo Fresco Beccafichi) DePrimoMaggio si intitola così, spiega Frankie, "perchè, vista l'attuale situazione italiana, del lavoro più che la festa occorrerebbe fare la commemorazione". Staremo a sentire.

In attesa del nuovo album, tutti gli album di Frankie Hi-NRG recensiti uno per uno

(17:39 - 06 feb 2008)

fonte: http://www.delrock.it/articoli/2008-02/frankie-hi-nrg-canta-il-precariato-in-deprimomaggio.php

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Ascanio Celestini presenta il suo film 'Parole Sante'
Ascanio Celestini presenta il suo film 'Parole Sante'

In occasione dell’anteprima a Milano del film/documento Parole sante ho incontrato Ascanio Celestini, regista e autore della pellicola. Simpatico e semplice si pone subito come uno che vuole raccontarsi e raccontare con la naturalezza di chi crede in ciò che fa.

Ascanio, Lei ha prodotto una pellicola controcorrente in un periodo in cui l’evasione sembra essere la chiave del successo?
Ho semplicemente fatto raccontare ai personaggi del “Collettivo PrecariAtesia” la loro storia non come l’antropologo che descrive un iter culturale, ma dando la possibilità a ciascuno dei protagonisti di raccontarsi rivivendo il vissuto. Ascoltare una storia significa farla raccontare.

Come è maturata l’idea di affrontare il fenomeno del ‘precariato’?
Si tratta di un problema che, lungi dal decrescere come affermano alcuni economisti, sta crescendo in maniera esponenziale e drammatica. Non che non esistesse nel passato: l’hanno vissuto mio padre e mio nonno, ma poi sono riusciti ad avere un lavoro stabile. Oggi è diverso: si va avanti con l’incertezza fino a non si sa quando e soprattutto manca la prospettiva di miglioramento. Anzi è maturato nelle coscienze un meccanismo di ‘perdita di possibilità’.

Si sente un precario?
Sono un lavoratore autonomo, un artigiano e non dipendo da capricci o interessi altrui.

Come mai ha scelto come oggetto dell’analisi proprio un ‘call center”?
Intanto si tratta di uno dei ‘call center’ più grandi d’Europa, il primo in Italia e l’ottavo al mondo con 300.000 telefonate al giorno, e si può considerare a buon diritto una specie di laboratorio aziendale: i primi esperimenti vengono testati proprio in questo alveare dove ogni giorno entrano quattromila persone la maggior parte precari (3500 ca.) per un lavoro pagato 550 euro al mese.

Cosa ha rilevato di particolare in questo mondo?
Ho cercato di raccontare la parte positiva che è quella dell’auto-organizzazione, cioè il fatto che un gruppo di giovani si sia riunito per capire i propri diritti e difenderli anche se ha pagato con licenziamenti, soprusi e prove di forza perdendo l’unica forma di sostentamento che aveva da anni, come è successo alla coppia Salvatore e Cecilia. È una storia di sconfitte che però hanno costruito una coscienza.

Ritiene di non avere detto qualcosa?
Ho cercato di tenere fuori il ruolo dei partiti e dei sindacati anche se all’inizio avevo pensato di fare un documentario diviso in due con una parte dedicata a loro. Poi ho deciso di stare ‘super partes’ anche politicamente senza attaccare nessuno né di destra, né di sinistra perché il vero problema è costituito da questi giovani che chiedono qualcosa e che dovrebbero essere ascoltati e conosciuti anche dai sindacati per evitare che insoddisfazioni e disperazione formino un mix esplosivo.

Inserita il 31 - 01 - 08

Da venerdì 8 febbraio al cinema Metropolitan di Roma - via del corso, 7

Parole Sante




Un documentario di Ascanio Celestini presentato alla Festa di Roma nella sezione Extra

Domenica 10 febbraio alle 20.30 Ascanio Celestini saluterà il pubblico in sala.

A Torino già in sala al King Kong Microplex - via Po, 21, sara' prorogato fino al 17 febbraio.

Cinecittà è un pezzo di Roma a ridosso del Grande Raccordo Anulare. Accanto a uno dei primi centri commerciali della capitale quattromila lavoratori precari attraversano ventiquattro ore al giorno il portone di un’anonima palazzina, una fabbrica di occupazione a tempo determinato che sembra un condominio qualunque. Tra loro alcuni operatori telefonici hanno organizzato scioperi, manifestazioni, scritto un giornale e presentato un esposto all’Ufficio Provinciale del Lavoro. Si sono autorganizzati, hanno rischiato e sono stati licenziati. Qualcuno poteva salvarsi e accettare un lavoro pagato 550 euro al mese, ma “noi non siamo mica il Titanic –mi dicono- non affonderemo cantando”.

Parole sante! Rispondo io.


fonte: http://www.ascaniocelestini.it/main.htm

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sabato 9 febbraio 2008

PD: we can! Ma "we can" cosa?


Qualcuno prima di me c'è già arrivato e ha scritto in proposito, ma è meglio fare discorsi chiari, no? Visti i risultati di 280 e rotte pagine di programma...

Che uolter abbia preso un involontario granchio, trascinato dall'entusiasmo, o che sia così smaliziato da averlo fatto apposta?

We can, tradotto in italiano, vuol dire sì "possiamo, siamo in grado"... ma vuol dire anche (tipico esempio di ma-anchismo...) "inscatoliamo, licenziamo, imprigioniamo".

Parola di dizionario inglese-italiano.

Che ci possiamo aspettare quindi? Capacità o licenziamenti? Mah!

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Birmania, la giunta promette elezioni nel 2010. L'opposizione dubita



Spiraglio di democrazia in Birmania. È ancora presto per dirlo, ma nel paese forse qualcosa si muove. La giunta militare al potere da 45 anni ha indetto un referendum per una nuova costituzione. E promette elezioni «multipartitiche» per il 2010.

Si tratta del cosiddetto «itinerario in sette punti» verso la democrazia che è stato stilato dalla giunta, che però finora non pare averlo tenuto particolarmente in conto, come dimostrato dalla repressione seguita alle rivolte dei monaci dello scorso anno.

Le linee-guida della nuova Costituzione sono state individuate lo scorso anno, e una Commissione di nomina governativa sta provvedendo alla definitiva stesura di una Carta che manca dal 1988.

Le ultime elezioni nel Paese risalgono al 1990: vinse la Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi, alla quale i militari rifiutarono di cedere il potere che detengono dal 1962. Ora la giunta promette di rispettare quelle scadenze. La leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi si è detta «sorpresa» dell'annuncio e crede che sia «ancora troppo presto per parlare di elezioni». Intanto, come voluto dalla giunta, dovrà rimanere agli arresti domiciliari.

Pubblicato il: 09.02.08
Modificato il: 09.02.08 alle ore 16.49

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=72790

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