"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci
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sabato 25 agosto 2007

Frida Kahlo, l'arte prorompente di una pittrice messicana

Frida Kahlo

Autoritratto con collana

Foto | Vita | Galleria | Frida a fumetti | Bibliografia | In libreria | Poster Art





lo studio

Una grande pittrice, molto amata in Messico, ma non solo. La sua pittura - molto intensa - comunica sensazioni di dolore e solitudine ma anche di grande forza, dignità ed amore per la vita. Un bagno ristoratore dopo troppa cerebralità.

Guardate le gallerie e se ancora non la conoscevate resterete colpiti dal suo modo di dipingere, in maniera assolutamente semplice ed efficace, quasi familiare, come certi ex-voto delle nostre belle chiese mediterranee.


...

testo: Roberta Balmas - Bollettino Telematico dell'Arte

(...) ripensando al suo VIVA LA VIDA, non posso dimenticare che questo è stato il suo ultimo saluto. Lo ha scritto otto giorni prima di morire (1954) mentre stava terminando il suo ultimo quadro, in mezzo alle sue angurie cariche di quel rosso vivo sempre ricorrente nei suoi quadri. E' questo grido, questo desiderio continuo di gioia di vivere che ci sorprende sapendo che all'età di diciotto anni, in seguito ad un incidente, viene impalata da una sbarra di metallo dell'autobus su cui ritornava da scuola insieme ad Alex, suo compagno e amico: la sua spina dorsale viene fratturata in tre punti nella regione lombare, il bacino schiacciato, il piede destro spezzato, le pelvi rotte trapassate da parte a parte dal corrimano, situazione che le impedirà di conoscere la maternità, se non per pochi mesi, perché avrà solo aborti. Un esempio del suo dolore è il quadro, Henry Ford Hospital o Il letto volante (1932, 30,5x38 cm) eseguito a Detroit città che odiava ma dove restò per stare vicino al marito Diego Rivera. Qui ebbe il suo secondo aborto: stette in ospedale tredici giorni e il secondo iniziò a disegnare prima lei poi un feto. Realizza così questo quadro dove troviamo un letto ospedaliero in un paesaggio deserto e desolante: lei è distesa nuda in una pozza di sangue, una grossa lacrima bianca scende dal viso, la sua mano tiene un filo-cordone rosso sangue che si aprirà alla rappresentazione di sei strane figure con al centro un feto, il bambino non nato. Dolore, solitudine, tristezza, disgrazia, desolazione e quant'altro sono i sentimenti che questo quadro suscita ma Frida riuscirà a superare anche questa mancanza di maternità trasferendo il suo amore sui bambini degli altri, sui nipoti e sui figli di Rivera e Lupe o come qualcuno afferma sugli animali come le scimmiette e i pappagalli o ancora sulla raffigurazione di frutta e fiori sempre così vivi nei colori. Dipinse il quadro Letto volante per la prima volta su metallo e con tecniche che ricordano gli ex voto o i retablos messicani così precisi nel raccontare ed è così primitivo nella sua prospettiva sbagliata, negli strani colori pastello scelti per quel paesaggio industriale che si staglia all'orizzonte.


Per l'intera vita porterà con sé un dolore continuo e lacerante ma nonostante le trentadue operazioni, Frida Kahlo inneggerà alla vita con quella allegria che ha sempre ostentato in pubblico per nascondere invece la tristezza, il dolore, l'angoscia e la sofferenza che manifesterà sempre e comunque nei suoi quadri: un misto di dolore ma anche di forza, quella sola forza capace di reagire anche a situazioni che non hanno rimedio.


E proprio in questa immobilità forzata e duratura Frida troverà nella pittura il tramite, lo strumento per esprimere tutta se stessa con quel suo linguaggio particolare, di uno stile arcaico e nel contempo moderno. Era nata nel 1907 da padre ebreo di origine ungherese: era un giovane immigrato in Messico, sofferente di crisi epilettiche, fotografo di successo preciso e meticoloso nell'eseguire con cura luci ed ombre. Da suo padre forse prende quella precisione nel descrivere minuziosamente ogni particolare usando anche minuscoli pennelli di zibellino: tranne che per pochissimi quadri, Frida prediligerà il formato minore (30x37cm), più intimo, più suo, più adatto a raccontare quello che provava, come vedeva e percepiva il mondo, il fuori, l'altro.


Da piccola era un monello e anche se a sei anni si ammala di poliomielite e dovrà stare per nove mesi in camera, dopo la malattia fece di tutto - dalla boxe, al calcio, alla lotta libera al nuoto - per poter ristabilire l'uso della gamba destra che rimase invece sempre piccola: per nascondere indossava anche tre o quattro calze e scarpe dal tacco speciale che le lasciarono quel modo di camminare lievemente saltellante tipico dei passerotti. Con il padre si recava spesso in giro a passeggiare nei parchi, era la prediletta delle sei figlie forse perché l'unica che sapesse come lui cosa significasse la malattia e l'isolamento.


Mentre lui dipingeva, lei raccoglieva insetti e piante che poi a casa guardava al microscopio; imparò anche a usare la macchina fotografica, a studiare l'arte e l'archeologia messicana che ritroveremo sempre come parte integrante della sua inconfondibile arte. Dopo la sua nascita la madre si ammalò e lei, come si usava una volta, fu allattata da una balia: quando dipinse il quadro" La mia balia ed io" (1937, 30,5x 35 cm, uno dei sette quadri presenti in mostra alla Galleria Bevilacqua La Masa di Venezia dal 9 giugno all'8 ottobre 2001), si dipinse piccola nel corpo ma con la testa da adulta, la bocca semiaperta, lo sguardo fisso mentre le viene donato quel latte-sangue messicano che sgorga da un seno sezionato e dall'altro gocciolante come lo è il cielo che fa da sfondo a una foresta tropicale: latte dato da una donna il cui volto assomiglia ad una maschera tribale, un misto di mistero e morte, primitivo e folkloristico come fa notare Hayden Herrera nel suo libro Frida Vita di Frida Kahlo (ed. La Tartaruga) Frida dà l'impressione di essere simultaneamente protetta dalla balia e offerta come vittima sacrificale.


Frida Kahlo fece propria l'arte messicana, quella indigena, delle masse a cui legò anche l'impegno politico (fu membro della Lega giovanile comunista) sfociato in solidarietà e accoglienza a Lev Trockij quando arrivò in Messico nel 1937. Organizzò addirittura la partenza per il Messico di quattrocento lealisti spagnoli durante il suo soggiorno parigino: il suo impegno terminò dieci giorni prima di morire quando lei quasi inferma, in sedia a rotelle, partecipò alla manifestazione contro la destituzione da parte della CIA del presidente guatemalteco Jacobo Arbenz Guzmàn.

martedì 15 maggio 2007

13 Variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri in Val di Noto






Versione in Italiano

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13 Variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri in Val di Noto

Un film prodotto dal basso grazie al sostegno di 641 coproduttori che hanno finanziato il film con 10 Euro!!!

Noi produciamo dal basso! - Con la gente non con i capitali!


Nel marzo 2004 l'Assessore all'Industria della Regione Siciliana autorizza quattro giganti del petrolio ad effettuare ricerche di idrocarburi in quattro zone differenti della Sicilia. Una di queste è il Val di Noto, nella Sicilia sud-orientale, talmente bello e culturalmente importante da essere inserito nella World Heritage List dell'UNESCO.
Questo film-inchiesta racconta la storia della gente del Val di Noto che da due anni si oppone con determinazione a questo progetto di devastazione.
Un film-inchiesta che agli strumenti giornalistici affianca quelli sensoriali: 13 variazioni di tema su un territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni.

Visita il sito:www.malastradafilm.com/
Sostieni il comitato: www.notriv.it
Firma la petizione contro le trivellazioni:www.petitiononline.com/sicily/
Compra il dvd:www.malastradafilm.com/variazioni
Una nuova produzione dal basso è in corso - DIVENTA COPRODUTTORE: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_202.html

Per vedere il filmato clicca qui!


lunedì 23 aprile 2007

Sicilia: risbarcano gli Amerricani..








Sicilia, Paradiso delle trivelle?

Chi non conosce i capolavori del Val di Noto farebbe bene a sbrigarsi ad organizzare una vacanza per visitare l’area dei gioielli dell’arte tardo-Barocca che esso raccoglie. Un’area comprendente 8 Comuni (Catania, Noto, Ragusa, Caltagirone, Militello, Modica, Scicli e Palazzolo Acreide), situata nella Sicilia sud-orientale, un territorio pari a un terzo di tutta l’isola. Parliamo di un tesoro unico al mondo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Il perché di tanta fretta è presto detto: vi stanno per sbarcare i texani della “Panther Eureka”, compagnia americana specializzata nelle ricerche petrolifere, autorizzata dalla Regione, o per l’esattezza dall’ex assessore all’Industria Marina Noè.

Il pericolo incombe realmente, nonostante che successivamente la Giunta Regionale, presieduta da Totò Cuffaro (che per una volta ne avrebbe fatta una giusta), abbia deciso, il 20 maggio 2005, di sospendere il rilascio dei permessi, su proposta dell’ex assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, esponente di Alleanza Nazionale. Delibera poi annullata (manco a dirlo!) dal Tar per un “vizio” di forma.

Nella delibera si parla di “straordinaria rilevanza del patrimonio ambientale, paesaggistico e monumentale”, nonché di “alto rischio che i progetti di prospezione, ricerca e sfruttamento degli idrocarburi possano arrecare danni irreversibili”. Vi si ricorda, inoltre, che l’Unesco, per concedere il suo riconoscimento, ha chiesto come condizione imprescindibile un piano di gestione che vincoli il territorio e il suo sviluppo a “un uso compatibile e sostenibile”.

E, infine, viene sancito esplicitamente che tutto ciò non è compatibile con lo “sfruttamento di eventuali giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi”. Eh, già, “eventuali” perché mica è sicuro che vi siano, mentre è altrettanto sicuro l’ammontare dei danni che simili prospezioni potrebbero arrecare.

Ma adesso viene il bello!

I due articoli con cui Granata tendeva in extremis a vietare le trivellazioni petrolifere vengono respinti con voto segreto da un’asse Forza Italia-DS! Non solo, durante un rimpasto della Giunta lo scomodo ex assessore ai Beni Culturali viene trasferito, promoveatur ut amoveatur, al Turismo rendendolo, così, inoffensivo. E non si sono limitati a questo: alle ultime elezioni Regionali, il Granata, benché uomo da 9.000 preferenze, viene collocato in una posizione di lista scomoda, assicurandosi in questo modo la sua non-rielezione.

Ancora. La “guerra di Noto” ha radici in un’assurda legge regionale approvata nel 2000, sotto la presidenza di Angelo Capodicasa, oggi vice-ministro delle Infrastrutture e deputato dell’Ulivo, che ha aperto la strada all’assalto del territorio in spregio alla normativa ambientale, nazionale e comunitaria. Tant’è che a luglio il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha inviato un altolà all’attuale presidente della Regione siciliana per ricordargli che, in base alla “Direttiva Habitat”, è lo Stato a rispondere di eventuali violazioni.

E il 12 marzo scorso il Wwf ha chiesto ufficialmente al Ministro la revoca delle autorizzazioni perché prive di Valutazione di impatto ambientale e Valutazione di incidenza.

Al colmo del paradosso, tra il 2001 e il 2006 l’Unione Europea ha investito 380 milioni di euro in quest’area, per promuoverne la valorizzazione turistica e culturale.

Avverte anche il presidente del circolo locale di Legambiente, Nuccio Tiberi, che si pone il problema dell’assetto idrogeologico: “Le perforazioni del terreno minacciano di inquinare le falde freatiche. E senz’acqua i contadini abbandonerebbero presto le campagne, aumenterebbero i rischi di incendio e il degrado sarebbe inevitabile”.

E’ per tutte queste ragioni che, sabato 17 marzo, duemila persone sono scese in piazza per protestare. Si è formato un comitato popolare denominato No-Triv, chiaramente assonante al No-Tav della Val di Susa, guidato dal battagliero Vincenzo Moscuzza. Comitato che sarà bene seguire e sostenere il più possibile.

Insomma, si svende l’Italia allegramente, in barba ad ogni logica che non sia quella del profitto, personale o di “parrocchia”. E’ ora che si cominci non solo a chiamare questi gaglioffi col loro vero nome, ma che si prendano presto provvedimenti per tagliare loro le “unghie”, in modo radicale e definitivo. Ne va, sempre di più, della dignità e del futuro nostro e dei nostri figli.

mauro

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Barocco o petrolio?

Il grande Totò, malgrado la celebre gag sulla “vendita” della Fontana di Trevi, se qualcuno gli avesse detto che un americano s’è comprato – stavolta davvero – mezza Sicilia per farne groviera, avrebbe risposto: “Ma mi faccia il piacere!”

Totò Cuffaro e il suo assessore all’Industria, Marina Noè, però non sono Totò e Peppino, ma due voraci politici siciliani che considerano la Sicilia cosa loro, invece l’hanno fatto. Non è che abbiano proprio venduto, no, hanno autorizzato una multinazionale statunitense del petrolio, la Panther Resources Corporation, ad effettuare trivellazioni per cercare "idrocarburi liquidi e gassosi" in una fetta di Sicilia Orientale grande circa 750 chilometri quadrati, nel territorio di 15 comuni delle province di Catania, Siracusa e Ragusa. La concessione è del 31 marzo 2004 (cliccando sul link scarichi un articolo dell’Espresso in formato .doc) e riguarda anche il comune di Noto, località inserita nella World Heritage List dell’Unesco, che la considera Patrimonio dell’umanità. Totò Vasavasa e Marina Vasimivasimi, però, se ne impippano dell’Unesco. E se ne impippano anche delle lotte dei cittadini per evitare lo scempio del territorio e ulteriori attentati alla salute.

In provincia di Siracusa, infatti, l’industria del petrolio – da Mattei in poi – ha seminato morte e disperazione e un bambino su 5 nasce con malformazioni congenite, e gli abitanti non ne vogliono proprio sentire di trivellazioni e di petrolio.

Per documentare due anni di lotte, la Malastrada.film, insieme ai comitati contro le trivellazioni in Val di Noto, ha deciso di realizzare un documentario, “affiancando agli strumenti giornalistici quelli sensoriali: 13 variazioni sul tema di un Territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni”, si legge nel comunicato diffuso per promuovere l’iniziativa.

”La novità – chiariscono i promotori – consiste nel sistema di produzione che la Malastrada.film ha scelto di attuare: il progetto verrà finanziato dai singoli cittadini che vorranno preacquistare un copia DVD del film attraverso la piattaforma www.produzionidalbasso.com.
Una via nuova per la produzione indipendente – prosegue il comunicato – che attraverso questo sistema vuole bypassare la grande industria cinematografica, nonché l’apparato televisivo ufficiale permettendo la circolazioni di idee e conoscenze fuori dalle censure e dal controllo politico.
Ogni cittadino da ogni parte d’Italia avrà la possibilità di diventare produttore di un film che verrà pubblicato sotto licenza Creative Commons e che dunque potrà circolare ed essere diffuso liberamente senza alcun restrizione.”

mercoledì, 05 luglio 2006

http://etnarossa.splinder.com/archive/2006-07

lunedì 12 marzo 2007

Quando la fantasia supera la realtà



Stanchi di notizie catastrofiche?
Allora rilassatevi con i gessetti colorati di un vero maestro della prospettiva,

Julian Beever

la strada è il suo regno, e la fantasia il suo capitale..

"Fosse stato italiano lo avrebbero chiamato 'madonnaro'. In effetti, gli strumenti di lavoro sono gli stessi: gessetti colorati, marciapiedi e fantasia. Ma Julian Beever, inglese di nascita, è molto di più: è un genio del disegno su strada, un illusionista che trasforma le sue pitture in vere e proprie creazioni in 3D. Basta guardarle dall'angolazione giusta: la tecnica, in gergo, si chiama anamorfismo ed è nota sin dai tempi di Leonardo da Vinci. Beever, che con i suoi gessetti ha girato Europa, Stati Uniti e Australia, è diventato famoso in tutto il mondo grazie a una e-mail a catena diffusa sul web. E le foto hanno lasciato tutti a bocca aperta".

altri disegni: http://multimedia.repubblica.it/home/223367