"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

lunedì 7 novembre 2011

Meteo: di responsabilità e di umanità. Maancheno.

Le precipitazioni - che definire abbondanti è mero eufemismo - abbattutesi in particolare sulla Liguria in questi ultimi giorni hanno causato danni ingenti, non solo alle cose (che, per quanto possa dispiacere, son sempre sostituibili) ma anche alle persone. Ci sono state delle vittime - e ad una perdita di questo tipo non c'è rimedio. Normale, logico quindi lo sgomento, l'angoscia e anche la rabbia.

C'è stato chi ha sostenuto che non era il caso di buttarla in politica, chi ha chiesto il taglio di teste, chi ha operato distinguo, chi ha provato tra le righe a dar la colpa a Crozza reo di aver osato scherzare con santi e madonne, chi ha perfino scomodato i Borboni... insomma, un po' di tutto, compreso lo sdegno (per me giustificatissimo) nei confronti di certe alte cariche dello stato che hanno disertato il funerale di Sandro Usai, reo di non essere un milite morto portando la "pace" all'estero.


Non voglio prendere posizione sulla necessità di dimissioni dei vari sindaci - ma soltanto perché penso che giudicare spetti ai rispettivi cittadini, non perché ritenga che non abbiano alcun tipo di responsabilità... ma ecco, è proprio di questo aspetto che voglio parlare.

Da cittadini, è facilissimo criticare. Per esempio io potrei dire che l'amministrazione di Sanremo in questa circostanza ha peccato di eccessiva precauzione, visto che abbiamo le scuole chiuse da venerdì (domani si replica) e in fondo non è successo nulla. Ma, a parte l'indubitabile fatto che preferisco sapere mia figlia a casa "per nulla" piuttosto che in giro a rischio, c'è un'altra considerazione che mi preme: è facile criticare standosene comodamente in poltrona a casa. E' facile dar la croce addosso a chi ci governa, quando sbaglia. Attenzione: non sono una giustificazionista, chi sbaglia secondo me deve pagare, chi si impegna a fare il bene della sua città (o comune o stato o quel che è) deve farlo e non pensare unicamente al suo tornaconto. Ma una cosa non ho letto da nessuna parte (il che non significa che qualcuno magari non l'abbia anche scritto, mica posso leggere tutto): la richiesta di una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza.

Parlo per esperienza: è molto più comodo starsene tranquilli nelle proprie case che "perder tempo" in riunioni dei consigli comunali, dove si parla di cose incomprensibili per le quali abbiamo delegato altri. Poi quegli altri fanno qualcosa che non ci piace e noi gli diamo addosso, ma morire che qualcuno si prenda la responsabilità di ESSERCI.

Allora, non è che voglio assolvere i politici in carica, ci mancherebbe. E neppure quelli che li hanno preceduti, indipendentemente dal fatto che siano di destra o di (cosiddetta) sinistra. Vorrei solo che tutti i cittadini capissero che la città, il paese, il quartiere, l'isolato sono "anche loro" e che sono loro in prima persona a doversi muovere se vogliono cambiare le cose. Anche cambiando partito di riferimento se serve, superando paure ataviche di comunisti mangiabambini, giovani violenti e quant'altro.

Perché poi spesso si scopre che la solidarietà, la responsabilità stanno proprio dove meno ce la si aspetterebbe: ad esempio le Brigate di Solidarietà Attiva (che fanno capo a Rifondazione Comunista) si sono attivate da subito per portare soccorso ai paesi colpiti, come già avevano fatto a L'Aquila in passato. E su Facebook Sabrina dichiara di mettere a disposizione il suo B&B gratuitamente per qualche genovese sfollato e bisognoso... e i ragazzi (ma non solo i ragazzi) partono dall'Abruzzo e dalla Brianza e dal pavese per occuparsi dello sgombero volontariamente, senza tanti riflettori e riconoscimenti ma con tanta umanità e solidarietà. Quella che mi pare manchi a taluni leghisti:

Lega shock: "Grazie a pioggia sgomberati campi rom a Torino"

Il maltempo, dichiara Davide Cavallotto, deputato del Carroccio,è riuscito laddove aveva fallito Fassino: l'evacuazione dell'insediamento sul lungo Stura. Rosa Callipari, Pd: "Lo ispirano cinismo e razzismo". L'ira di Fassino: frasi assurde, intanto anche i rom sono rientrati nei loro campi
Io no, non ci vado a spalare il fango. Sarei solo d'impiccio, con la mia stampella... e il contributo pecuniario che posso permettermi è davvero esiguo. Ma faccio la mia parte.

So benissimo che, con questa uscita, non mi attirerò troppe simpatie. D'altronde non scrivo per piacere agli altri (l'ho fatto ben poche volte e non m'è nemmeno venuto troppo bene) ma per offire, eventualmente, spunti di riflessione diversi.

Un paio di link:

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/9367-genova-e-non-solo-la-natura-si-ribella-i-segni-di-dio

http://domenicofiniguerra.it/2011/11/01/il-responsabile-di-quella-tragedia-sono-io-amministratore-cittadino-italiano-nonche-elettore/

http://a-sinistra.blogspot.com/2011/11/genova-la-violenza-al-territorio.html

http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/2011/11/opinione-del-rockpoeta-4-novembre-2011.html

giovedì 11 agosto 2011

DICIAMO NO AL CENTROSINISTRA, SI ALL'UNITA' DEI COMUNISTI

Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com con nome, cognome, città ed eventuale partito di appartenenza.

UNITI E COMPATTI VINCEREMO! FINO ALL'UNITA' LOTTEREMO!

Diciamo no alle alleanze con il centrosinistra, e sì all'Unità dei Comunisti.

Siamo un gruppo di compagne/i appartenenti alla moltitudine dei partiti comunisti e alla diaspora.

La situazione sempre più reazionaria della destra e il comportamento sempre più complice dei partiti borghesi (PD e SEL), la mancata risposta dei partiti comunisti, la poca credibilità e la subalternità al pd e alla nuova sinistra moderata nonchè i comportamenti settari e autoreferenziali, ci impongono di scendere in piazza, subito prima dei due congressi del Pdci e del PRC, rivolgendoci però a tutti i partiti comunisti.

Questa volta la manifestazione la faremo in casa – tra comunisti- e siamo convinti che le dirigenze di tutti i nostri partiti, sensibili alle rivendicazioni, alle richieste ed alle volontà dei loro compagni, non si esimeranno dal darne seguito e risposta.

Dopo quindici anni di tattiche erronee e sempre simili a se stesse, dopo decenni di disfatte e revisionismi, è ora di dire basta con la subalternità al governismo e alle alleanze a tutti i costi col PD. Eliminare la destra del paese è un compito per noi prioritario ed ineludibile ed è per questo che ci battiamo da sempre nelle piazze per raggiungere questo obiettivo che però non può più essere strumentalizzato per sostenere un futuro governo di centrosinistra che flirta con Confindustria, sostiene le missioni militari all'estero ed è in linea con i poteri forti come Vaticano e BCE. Abbiamo ormai un'esperienza e un bilancio chiaro sulle esperienze fallimentari dei governi di centrosinistra che portano tutti a dover riconoscere che questa prospettiva è a sua volta nemica dei lavoratori e del popolo italiano.

Consci che la eventuale presenza di quattro parlamentari in un parlamento che, al di là dei giochi di ruolo e dei copioni, è compatto a favore dei padroni, non modificherà di una virgola le decisioni filo-capitalistiche e le controriforme dei partiti del cosiddetto "centrosinistra". Crediamo sia venuto il momento definitivo per ricominciare a costruire un partito alternativo, autonomo ed in opposizione anche al PD e ai suoi accoliti. Un partito che sia avanguardia, che sia riconoscibile nelle lotte e nelle scelte politiche come strumento per la lotta di classe, un partito che non tentenni tra lo stare dalla parte dei lavoratori o degli accordi scandalo sottoscritti in campo sindacale, un partito presente e unitario,che lotti senza compromessi per l’eliminazione del precariato e della legge 30. Un partito dunque che si riconosca nei principi comunisti tutti i giorni e a tutti i livelli. Un partito che non abbia paura a fare opposizione e che lo faccia mettendo sempre al centro gli interessi e i programmi delle classi subalterne che deve rappresentare, che non sia morbido verso le scelte politiche o sindacali solo in prossimità di appuntamenti elettorali,che tralasci gli opportunismi a chi dell'opportunismo è maestro e per questo inviso da noi compagni e compagne. Un partito che sia credibile e non sia oggi contro la TAV senza se e senza ma e che poi invece frena e concede in vista di possibili accordi elettorali futuri con il PD, che non sia a parole per l'acqua pubblica e la sanità pubblica, ma contemporaneamente preghi per l’unità con sinistra e libertà che calpesta queste parole d’ordine a partire dalla Puglia, che non sia per la pace e contro le guerre imperialiste ma contemporaneamente supino alle alleanze con i guerrafondai del centrosinistra e lo supporti nel finanziare le missioni militari.

Tutto questo è film già visto e ci ha portato all'ulteriore declino e frammentazione, se non al vero allontanamento, abbandono e disaffezione di validi compagni all'impegno politico. Chiediamo un atto di coraggio e di discontinuità. La dimostrazione che i comunisti sono diversi e alternativi al modello di società dominante, nella questione morale, nelle lotte, negli obiettivi da perseguire e nella prospettiva di costruire una società diversa. La dimostrazione che il vertice ascolti e incarni i sentimenti politici della base che dovrebbe rappresentare e che si vuole lottare, uniti, per la classe lavoratrice, i precari, le donne, gli immigrati ed i pensionati a basso reddito, e non che si lavora per avere una poltrona con scorciatoie che non modificano nulla degli assetti presenti e che al contrario compromettono la nostra credibilità.

Non ci interessano le lotte interne, non ci interessano le complicità sottobanco con altri, ci interessa tornare ad essere orgogliosi di definirci tesserati di un "Partito Comunista". Non accetteremo di nuovo di piegarci ai ricatti della "Grande alleanza democratica" (2004) o di nuove alleanze subalterne variamente dipinte in questi quindici anni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nessuna utilità, nessuna crescita, al contrario,solo disillusione da parte dei compagni che si sentono ogni volta sempre più traditi.

Pertanto, la priorità su cui ricostruire questo Partito non può essere solo quella di tornare in Parlamento, soprattutto se non vincoliamo questo ritorno a un preciso programma tutto a vantaggio della classe e non a sostegno dei poteri forti. Parallelamente chiediamo l'inizio di un percorso condiviso verso una costituente aperta e partecipata, che porti alla realizzazione dell'unità dei comunisti, a un programma minimo anticapitalista e antimperialista e che non sia un progetto calato dall'alto stabilito a tavolino e per quote, ancora una volta lontano dai compagni e da tutte/i le/i comuniste ma frutto di un lavoro e di una discussione seria e costruttiva.

Un percorso condiviso che coinvolga tutte le diverse realtà comuniste disponibili e non solo un'unità tra i vertici di due partiti, ma l'apertura di una reale Costituente Comunista che dia vita ad una concreta opposizione di classe, contro lo squalo capitalista, contro il patto sociale, contro gli accordi truffa, supportati dal centrodestra e dal centrosinistra.

Noi chiediamo con coraggio e convinzione che ci sia una svolta realmente a “sinistra” e dal “basso”.

Per sostenere con forza questi obiettivi diamo appuntamento a tutti i compagni e tutte le compagne, a Roma, sabato 22 ottobre 2011, alle ore 15.00 sotto la sede della Federazione della Sinistra, per far sventolare di nuovo, con orgoglio, tutti insieme la nostra bandiera rossa.

Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com









prime adesioni:

Gennaro Thiago Nenna, PRC Circolo Fortunato Cava de' Tirreni (SA)

Costantino Borgogni, PRC Poggibonsi (SI)

Maria Antonietta Garofalo, PRC Castelvetrano ( TP ),

Elena Gaetti, PdCI Pavia

Valentina Marchesini, Circolo PRC Siena,

Fausta Dumano, Circolo PRC Carlo Giuliani Frosinone,

Mario G. Cossellu, Segreteria Circolo PRC/SE "Enrico Berlinguer" Bruxelles,

Mauro Salvi, PdCI Pavia,

Manuela Consogno, PdCi Pavia,

Nicola Iozzo PDCI Vibo Valentia,

Francesco Andreini, PRC Siena,

Roberta Laura Vannini - Guidonia Montecelio (rm)-pdci

Tea Cernigoi, Torino

Andrea Salutari, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Torino

Andrea Zampieri, PRC Mirano Ballan (VE)

Marina Susanna Loi, PRC Sardegna

Filippone Manuela Calamonaci, Rifondazione Comunista Federazione provinciale FdS

Katia Silvestrini, PRC Fabriano (ex segretaria circolo PRC Fabriano)

Massimo Filipponi detto Kolkov, Roma ex dirigente PdCI (non rinnovata la tessera per protesta)

Angelo Caputo, Giovani Comunisti (RC) circolo: Tiburtino III Roma

Anna Cotellessa, ex PdCI (non rinnovata la tessera per protesta)

Luca Furlan dei Giovani Comunisti di Gorizia (circolo PRC di San Canzian d'Isonzo)

Maria Pina Chessa, (insegnante precaria) Circolo Centopassi PRC Nuoro

Luca Marini, PRC Prato

Angela Bindi - Circolo PRC di Sovicille - Siena

Iole Superchi, Allumiere, Circolo P.R.C di Allumiere

Luisa Monaco, circolo PRC San Lorenzo, Roma

Margherita Bravo, PRC Venezia

Andrea Cristofaro, Circolo PRC Carlo Giuliani Frosinone

Alessandra Aiello, PRC Roma

Angelo Silvestri, Segreteria PRC CORI (LT)

Laura Scappaticci- senza tessera ex pdci- Arpino (FR)

Adele Patriarchi, insegnante Roma

Italo Nobile, Circolo Stella San Carlo all'Arena - Napoli

Pino de Luca, San Donaci (BR)

Loretta Mugnaini, rappresentante PRC di Scandicci

Parissi Piero, Vignoli Mauro, Pucci Parizia, ex PRC non rinnovate le tessere per protesta(Scandicci)

Gianni BASSANI, responsabile provinciale Lavoro del P.R.C. SIENA

Alessandro Perrone, CU Monfalcone/FVG

Mario D'Acunto, Comunisti Uniti Toscana

Simone Servello, PRC Petrizzi CZ

Marina Sartor, operaia, Casole d'Elsa (SI)

Sandro Targetti, PRC - Circolo Ferrovieri Spartaco Lavagnini- Firenze












documento, primi firmatari e aggiornamenti su: http://appello22ottobre.blogspot.com/

fonte: facebook

lunedì 25 luglio 2011

Lettera aperta ai cittadini israeliani

Riporto integralmente la lettera, che copio dal blog dell'amico Loris:


Cittadini di Israele,
noi siamo Cittadini d'Italia ma, insieme a voi e ai Cittadini di qualunque altro Paese, siamo cittadini del mondo.
E' in qualità di Cittadini del Mondo che desideriamo parlarvi.
I confini geografici possono essere una necessità ma limitano il riconoscersi tutti nel comune sentire di semplici Esseri Umani, ognuno con le proprie paure, le proprie fragilità, i propri sogni.
"Siamo tutti sulla stessa barca", diciamo in Italia.
Sarà per questa simbologia, forse, che siamo tanto legati alla Freedom Flotilla. Ne avete, sicuramente, sentito parlare; magari, vi avranno detto che i suoi passeggeri sono cattivi, terroristi, che vogliono la vostra fine.
Non è così!
Chi si imbarca su quelle navi è convinto che tutti i Cittadini del Mondo debbano vivere liberi, da assedi e da paure, e decidere da sé come vogliono essere governati. È convinto che nessuna "ragione di Stato" può essere una giustificazione per togliere ad altri la libertà e la dignità.
"Dignità" è anche il nome di una piccola barca che, stamattina, si è diretta a Gaza.
Il vostro Governo l'ha bloccata con mezzi militari e ha costretto i suoi passeggeri ad andare al porto di Ashdod.
A questo punto del racconto, vogliamo farvi riflettere con noi su alcuni particolari:
l'anno scorso il vostro Governo ha assalito la Mavi Marmara, facente parte della prima Freedom Flotilla, uccidendo 9 persone e ferendone molte altre. Da quasi tutti i Governi del Mondo si sono levate voci di critica. Anche l'ONU ha condannato l'atto, dichiarandolo illegale, sia perché svoltosi in acque internazionali sia per la brutalità dell'esecuzione.
Quest'anno, il vostro Governo non ha avuto bisogno di uccidere nessuno. Ha, semplicemente, comprato altri Governi (compreso il nostro). Alcuni li ha comprati economicamente, altri politicamente. Il risultato non cambia. Sapete questo cosa significa per un Cittadino del Mondo? Che, se domani, un qualunque Governo riuscisse a comprarsene altri, nessuno di noi sarebbe più libero di muoversi. Noi come voi.
Il vostro Governo ha abbordato la piccola Dignité e ha condotto i suoi passeggeri nel porto di Ashdod, dove verranno interrogati e rimandati nei rispettivi Paesi oppure processati per "essere entrati, illegalmente, in Israele". Vi possiamo assicurare che i passeggeri della Dignité non avevano intenzione di entrare in Israele. La loro destinazione era Gaza, come da sempre dichiarato e riportato da tutti i media del Mondo. D'altronde, non è proprio per questo che Israele si è data tanto da fare per impedirglielo, annunciando al Mondo che nessuno entrerà mai a Gaza, via mare, e che avrebbe usato qualunque mezzo per fermarli? E dunque, non suona schizofrenico costringere chi voleva andare a Gaza ad andare a Ashdod e, poi, accusarlo di essere entrato illegalmente in Israele?
Il vostro Governo giustifica qualunque sua azione con la motivazione di doversi difendere. Continua a bombardare Gaza, a togliere da vivere a un altro Popolo, impedendo ai pescatori di pescare e ai contadini di coltivare i loro campi. Per farlo, non esita a sparare su persone inermi. E bombarda voi, il suo Popolo, con la propaganda sul complotto per distruggervi.
Siete tutti terrorizzati, Palestinesi e Israeliani, chi per un motivo chi per un altro.
Siete tutti rinchiusi dal muro che il vostro Governo ha eretto, intorno alla vostra dignità, vostra e dei vostri fratelli Palestinesi.
Vi chiediamo: se il vostro Governo ha talmente paura da impedire anche a chi non ha armi di esprimere il proprio dissenso e di impegnarsi perché le regole che chi governa il Mondo ci sta imponendo, bypassando leggi nazionali e internazionali, conquistate in decenni di lotte civili dai nostri genitori, in quale modo possiamo evitare, noi semplici Cittadini del Mondo, di essere ridotti, di nuovo, in schiavitù?
La recente legge anti boicottaggio vi imbavaglia. Non sentite il bavaglio stringere sulle vostre bocche e sulle vostre anime?
Non siete liberi, non siamo liberi.
Indignatevi, insieme a noi. I Governi, il vostro, il nostro, non hanno paura delle armi, sulle quali, tra l'altro, fanno grandi affari. Una sola cosa temono: l'opinione pubblica.
Usano la paura, creata ad arte, per renderci deboli e timorosi di reagire.
Facciamo capire loro che, invece, non abbiamo paura della propaganda.
Indigniamoci, insieme! Diciamo al Mondo che i nostri Paesi sono migliori di chi ci governa e che vogliamo vivere insieme, mettendo insieme le nostre emozioni, i nostri bisogni, le nostre paure, le nostre fragilità, i nostri sogni.
Diciamogli che ci sentiamo tutti sulla stessa barca.


(English version)
Open letter to Israeli citizens

Citizens of Israel,
we are Italian citizens but, as you are and as all the people from any other country are, we are also citizens of the
world.
And as citizens of the world we want to address you.
Geographical boundaries may be necessary but they also hinder us from identifying ourselves as human beings, with common feelings, and our own individual fears, weaknesses, and dreams.
There's an adage in Italy that goes: “We are all in the same boat”. Maybe it's because of this image that we feel so bonded to the Freedom Flotilla. You've certainly heard of it. Maybe you've been told that its passengers are bad people, terrorists, that they want your demise.
This is not true!
The people who embarked on those ships believe that all the citizens of the world should live free from sieges and fears, and should decide for themselves how their country is ruled. They think that no “reason of state” may be invoked as a justification to deprive anybody of their freedom and dignity.
“Dignity” is also the name of a small ship that sailed this morning, bound for Gaza.
Your Government blocked it with military boats and forced its passengers to go to Ashdod port.
Before saying more, let us bring your attention to some details: last year your Government attacked the Mavi Marmara ship, which was part of the first Freedom Flotilla, killing 9 people and injuring many more. Critical voices came from almost all the governments in the world. Even the UN condemned this action, and declared it illegal, both because it took place in international waters, and because of its brutality.
This year, your Government hasn't needed to kill anyone, but simply bribed other Governments (ours included). Some were bribed with monetary rewards, others with political favors. The outcome is the same.
Can you imagine what this means for a Citizen of the World? It means that if tomorrow whatever country were able to bribe other governments, none of us would any longer be free to go around. Neither us nor you.
Your Government boarded the small Dignité and took its passengers to Ashdod port, where either they will be interrogated and sent back to their own countries or they will be put on trial for “illegally entering Israel”. We can assure you that the Dignité passengers had no intention of entering Israel. Their destination was Gaza, as it has always been declared by them and reported by mass media all over the world. After all, isn't this what Israel has been trying so hard to prevent, by announcing to the World that nobody will ever be allowed to enter Gaza by sea and that it would use any means to stop those who tried? So, doesn't it sound schizophrenic to force people headed for Gaza to go to Ashdod and then incriminate them for entering Israel illegally?
Your Government justifies all its actions as measures of self-defense.
It keeps on bombing Gaza, taking off that people's means of support, by preventing fishermen to fish and farmers to farm their fields. To reach its aim it isn't backward about shooting at defenseless people. And it bombards you, its people, with its propaganda about a conspiracy to destroy you.
You are all terrified, both Palestinians and Israelis, for one reason or another.
You are all trapped inside the wall that your Government built around your and your Palestinian brothers' dignity.
We ask you: if your Government is so frightened that it forbids even unarmed people from expressing their dissent and acting against the rules that world leaders are imposing on us – ignoring national and international laws that are the outcome of our fathers' civil struggles in the past decades – how can we, common citizens of the worlds, save ourselves from being reduced to slavery again?
The new anti-boycott law is gagging you. Can't you feel that gag on your mouths and souls?
You're not free, we're not free.
Get indignant, as we are. These Governments, your Government and our Government, are not afraid of weapons, in which they do a roaring trade, incidentally. They are afraid only of one thing: public opinion.
They use the fears they instill on purpose to make us weak and afraid to take action
Let's make them understand, instead, that we're not impressed by their propaganda.
Let's get indignant together! Let's tell all the world that our peoples are better than our leaders and that we want to live together, sharing our emotions, our needs, our fears, our weaknesses, our dreams
Let's tell them that we feel we are all in the same boat.


We Are All On The Freedom Flotilla 2

domenica 24 luglio 2011

MEA CULPA, MEA CULPA, MEA MAXIMA CULPA...

Mi rincresce turbare questa domenica estiva (però il tempo non è un granché... quindi magari vi faccio pure un favore) con questa nota che non avrei mai pensato di scrivere... ma secondo me l'accaduto è grave, gravissimo, e non essenzialmente perché riguarda me. Vedo di non dilungarmi troppo... l'altro giorno trovo in bacheca da un amico di FB questa immagine:






(qui immagine e commenti)

e scrivo:

“non aderisco, spero mi perdonerai... son stufa di 150 partitini, ne voglio UNO e GRANDE! e finché non ci mettiamo d'accordo sto dove sono... obtorto collo a volte, ma che senso ha passare da un partitino a un altro???”

rapida la risposta di un certo PMLI Londra:

“E INFATTI SONO GLI ALTRI PARTITI DELLA FALSA SINISTRA CHE DEVI MOLLARE...IN QUANTO NON LOTTANO PER ABBATTERE IL CAPITALISMO.....MA PER "MIGLIORARLO"...NOI DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO INVECE STIAMO CRESCENDO OGNI GIORNO A MACCHIA D'OLIO E SEMPRE PIU' PERSONE CI STANNO SEGUENDO PROPRIO PERCHE' HANNO CAPITO CHE NOI LOTTIAMO NON PER "MIGLIORARE" IL CAPITALISMO MA PER DISTRUGGERLO CON LA RIVOLUZIONE E PER IL SOCIALISMO. POI FA LA TUA SCELTA !”

ribatto:

“il capitalismo si abbatte, non si cambia... voglio essere islandese!!! be' insomma, è un inizio... :)”

e mi si replica:

“NON PERDIAMO NEMMENO TEMPO CON QUESTO QUALUNQUISMO...TU FAI PURE QUELLO CHE VUOI E CONTINUA A SOGNARE DI "ESSERE ISLANDESE" E AMARE IL CAPITALISMO.....NOI COMUNISTI DEL PMLI SEMINIAMO TRA IL POPOLO PER IL NOSTRO DISEGNO POLITICO. MA A QUESTO PUNTO SE NON TI INTERESSA IL NOSTRO PARTITO EVITA DI SCRIVERE QUI COSI ENTRAMBI EVITIAMO DI PERDERE TEMPO.OK? ...GRAZIE !!!

NOI DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO INFATTI LE VOGLIAMO UNIRE LE FORZE E LE STIAMO UNENDO....MA CON CHI VUOLE LOTTARE

VERAMENTE.....QUINDI PER LA RIVOLUZIONE E L'ABBATTIMENTO DEL SISTEMA CAPITALISTICO PER IL SOCIALISMO......CON CHI INVECE SI PIANGE ADDOSSO E VUOLE LIMITARSI A QUALCHE RIFORMA MIGLIORE O PEGGIO ANCORA VUOLE CHE CI SIA UN'ALLEANZA CON CRIMINALI FALSI COMUNISTI COME VENDOLA, BERTINOTTI, PISAPIA, DE MAGISTRIS, FERRANDO, FERRERO E DILIBERTO (tra l'altro sempre piu' odiati dalle stesse masse) CHE TUTTO SONO TRANNE CHE DA AVERE VICINI IN QUANTO SONO PARTE DELLA STESSA BORGHESIA DA COMBATTERE....QUELLO NO !.......L'UNIONE SI....MA CON CHI VUOLE VERAMENTE COMBATTERE E NON SOLO QUESTO GOVERNO NEO FASCISTA....MA L'INTERO SISTEMA CAPITALISTICO...VERO MARCIO DI FONDO !!!

RIBADIAMO PER LA SECONDA VOLTA....CHE CHI NON E' INTERESSATO...VA BENE....PERO' CHE EVITI DI SCRIVERE QUI IN QUANTO E' UNA PERDITA DI TEMPO PER ENTRAMBI ! GRAZIE !”

Mi incupisco un po', non solo perché non mi pare un buon metodo per confrontarsi con chi non la pensa al millesimo come te, ma per il fatto che non ero sulla bacheca di PMLI Londra, quindi non capivo bene come si permettessero di fare i padroni a casa degli altri. Fatti loro, comunque. Certo è che, se non vado a ribattere sulla bacheca di questo amico (perché semmai litigo a casa mia... o sulla bacheca del diretto interlocutore), non me ne sto zitta e buona. E infatti, pubblico da me:

“sono stata democraticamente invitata a non intervenire più dal PMLI Londra... eseguo, ma ciò non mi impedisce di commentare (a casa mia) il fatto che mi sembrano molto ma molto autoreferenziali... e poi io detesto quelli che hanno il vangelo in tasca. Più son piccoli, più son spocchiosi... io la vedo così.”( qui)

Arriva qualche commento, tra cui uno che mi invoglia a fare una nota in cui taggo parecchi amici di svariate collocazioni politiche – non tutti perfettamente allineati con me, ma questo per me non è mai stato un problema: si discute, ci si confronta, se si arriva ad un punto di incontro bene, altrimenti ognuno si tiene la sua idea... troppo facile forse).

La nota parte, con tutti gli interventi riportati sopra, e poi qualche mio commento sul fatto che neppure gli stalinisti più biechi si son mai permessi di parlarmi così, che se il mio segretario venisse sulla mia bacheca con i suoi diktat lo manderei a stendere e qualcosa d'altro che al momento non ricordo. Dopodiché pubblico una presunta lettera di un dirigente del PMLI (che qui non riporto, sperando che basti questo ad evitare altre incresciose sparizioni: magari la pubblicherò con nomi d'arte, giusto per farsi due risate) talmente fuori di testa (parlava di socialismo e morale sessuale) che concludo dicendo, più o meno (cito a memoria): “ se qualcuno è in grado di smentirla, lo faccia che mi farebbe solo piacere, perché per me è davvero triste pensare che dei compagni di un partito che si definisce comunista seguano certi diktat... sarà perché io non voglio santini né messia né vangeli da tenere in tasca...”.

Comincia la rissa: subito arriva PMLI Londra con insulti e minacce, tutte in maiuscolo (per motivi loro, mai spiegati), non solo nei miei confronti ma ovviamente verso tutti i commentatori, per poi negare l'evidenza (noi non insultiamo! Sì vabbé, dare del fascista, dell'ignorante e del vigliacco è un complimento...), arrivano pure un paio di sostenitori (tale Paolo Rossi... ma è una persecuzione! Possibile che debba litigare con tutti i “Rossi”??? è già il terzo... e una Ella nonsoché - mica mi posso ricordare tutti i nick... - che evidentemente manco si degnano di leggere ma lasciano la loro traccia con messaggi tipo “sei penosa”), poi arriva Alba a chiedere se non ci è venuto in mente che potesse trattarsi di un falso... e io che avevo scritto alla fine della nota? Dopodiché, lei in modo civile, ci informa che si tratta davvero di una bufala, mentre PMLI Londra improvvisamente ha la rivelazione: non si sta parlando di quanto da loro scritto (riconoscibile: tutto in maiuscolo) nell'altrui bacheca, ma di una lettera “a sfondo sessuale”. Una dice, adesso ci chiariamo... macché. Partono per la tangente accusandomi delle peggio nefandezze, compreso il fatto che avrei voluto tenerli scientemente all'oscuro delle mie manovre volte a delegittimarli e ridicolizzarli tramite non so bene quali strumenti messi a disposizione da fb.


Allora: chi mi conosce bene sa che non sono una grande cima, nell'utilizzo dei mezzi di fb, e che regolarmente chiedo a mia figlia... figuriamoci se scrivo una nota su fb per tenerla al riparo da sguardi indiscreti!!! Evidente poi l'intento denigratorio, vista la chiusura... dopodiché minacciano di denunciarmi alla loro dirigenza per opportune azioni nei miei confronti.

Siccome non mi fido, di costoro, chiedo che mi vengano dati gli indirizzi e-mail del loro CC o segretario o quant'altro, in modo da “autodenunciarmi”, perché se appena uno di questi vertici ha un minimo di cervello, per me è evidente che la cellula di Londra si piglia una di quelle strigliate epocali.... Dopo una decina di richieste ovviamente ignorate, finalmente mi dicono che gli indirizzi li trovo anche sul loro sito (grosso sforzo), al che ribatto che in mattinata avrei provveduto (nel frattempo si erano fatte le 4...). Vado a dormire tranquilla e serena, e stamattina la bella sorpresa: è sparita la nota con tutti i relativi commenti. Che l'abbia cancellata io è assolutamente fuori discussione, a volte soffro di sonnambulismo ma non sono così completamente rimbambita. Quindi, è stata opera di qualcun altro. Non sono qui ad accusare qualcuno di particolare, sia chiaro. Certo è che se ci si pone la domanda – mia, ormai classica - “a chi giova?” la risposta mi pare univoca... e non è bello.


Io non accetto questi metodi intimidatori e fascisti, soprattutto se vengono da qualcuno che si professa unico vero comunista. Io non accetto che qualcun altro, per un suo interesse personale, agisca da censore sulle opinioni altrui. Io non accetto che un nessuno qualsiasi si appropri dei miei dati e faccia quel che gli pare sulla MIA bacheca.

E' evidente che non sono certo io a venirvi a dire di chi dovete o potete essere amici, anche perché non posso affermare con sicurezza chi è l'autore di questo bell'esempio di autoritarismo censorio. Ma è altrettanto evidente che mi aspetto che l'artefice di questo gesto venga pubblicamente a dichiararsi e mi chieda scusa. Perché poi la vigliacca sarei io...


Cosa c'entra il titolo? Ma è ovvio... è colpa mia, perché ormai dovrei aver imparato chi evitare come la peste... e invece, tutte le volte ci casco. Questa nota però la pubblico anche nel blog: vediamo quanto son lunghe certe mani?


giovedì 14 luglio 2011

Appello ai politici italiani in Israele. Firmato: gli Italiani in Palestina.

Leggo su The alternative Information Centre il seguente appello, che condivido e pubblico:

Siamo un gruppo di cittadini italiani. Per motivi diversi, dal lavoro allo studio alla solidarietà, siamo attivi in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati, per cercare di dare il nostro contributo alla realizzazione di una pace basata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani fondamentali.

Sappiamo che da domenica una delegazione di giovani politici italiani sta partecipando a un tour organizzato dall’Ambasciata israeliana in Italia. Non ci stupisce il fatto che il tour non preveda nessun incontro con la società civile palestinese. Non ci stupisce che il Governo israeliano cerchi di auto-promuovere le sue politiche, le sue innovazioni tecnologiche e le sue strategie militari.

Quello che chiediamo ai nostri coetanei che stanno partecipando all’iniziativa è di aprire gli occhi e notare chi saranno i grandi assenti del loro viaggio. Nonostante i tentativi di Israele di impedire il libero accesso ai Territori Palestinesi Occupati oltre il muro (illegale) esistono un mondo e un tessuto sociale che devono essere conosciuti per poter far sì che la politica italiana dia un contributo sincero alla fine delle discriminazioni e delle violenze che il popolo palestinese subisce da oltre 60 anni.

Questa lettera-appello non mira a riassumere qui questa situazione di illegalità e ingiustizia: fior di dossier, report e risoluzioni delle Nazioni Unite si possono rintracciare con facilità in rete.

Questa lettera-appello è un invito che vi facciamo, come concittadini, a partecipare a una delle innumerevoli iniziative di turismo politico e turismo responsabile che vengono organizzate in Cisgiordania: dal campo Bridges instead of walls dell’organizzazione israelo-palestinese Alternative Information Center, ai tour di Hebron promossi dagli ex soldati israeliani di Breaking the silence. Da uno dei diversi itinerari dell’Alternative Tourism Group, al giro di Gerusalemme organizzato dall’Israeli Committee Against House Demolition.

Le possibilità sono molte. Crediamo di poterci appellare alla vostra volontà perché la giovane politica italiana dimostri di essere vicina alle voci e alle storie dei suoi pezzi di società che si mettono in gioco nella solidarietà agli esseri umani che vivono, ancora e nonostante tutto, in questa terra.

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PS. Ci piacerebbe poter sottoscrivere questo appello con i nostri nomi e cognomi, ma a causa delle politiche israeliane attuate nei confronti di chi vive e lavora nei Territori Palestinesi Occupati, rischieremmo di non poter avere più l’occasione di visitare queste terre.

http://www.nena-news.com/?p=11436

Per adesioni inviare una mail a: italianinterrasanta@gmail.com

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Non posso certo non aderire a questa iniziativa, dopo che in questi ultimi giorni Israele ha spadroneggiato nel mondo in tutti i modi e senza che il mondo stesso gli mettesse un freno... sia chiaro: per Israele intendo l'attuale governo israeliano, NON tutto il popolo israeliano e tantomeno tutti gli ebrei - molti di loro si stanno opponendo a questo... diciamo eccesso di autodifesa perpetrato dal loro governo!

Israele non solo ha ricattato la Grecia per impedire alle imbarcazioni della Freedom Flotilla 2 di salpare per Gaza, non solo ha fornito alle compagnie aeree non sue un elenco di "indesiderabili" che nessun rispettivo governo ha difeso (indesiderabili perché appartenenti alla Flightilla), non solo ha trattenuto, malmenato e incarcerato gli attivisti atterrati all'aeroporto Ben Gurion (certo, se ci fosse un aeroporto a Gaza, chi ci passerebbe da Israele? ma no, loro vogliono decidere per tutti...), continua ad imporre il limite di pesca entro le tre miglia, soffoca con la violenza le proteste, sradica 450 ulivi, costruisce il suo museo della (in)tolleranza sopra un cimitero musulmano... no, adesso legifera in campo internazionale ed approva la Boycott Bill (la cui prima conseguenza è che la compagnia ARCA abbandona Rawabi e straccia il contratto).


Tutto questo è gravissimo... invece l'ONU se ne sta zitta e buona, permettendo agli israeliani di comportarsi da padroni del mondo. Quindi, se prima sostenevo la necessità di boicottare i prodotti macchiati dal sangue Palestinese, adesso ho deciso di contribuire attivamente al sostegno dell'economia palestinese.

PS: apprendo ora che la barca OLIVA è stata /oliva-attaccata da navi da guerra israeliane

E bravi... continuate ad autodifendervi... a me ricordate tanto "fanno un deserto e lo chiamano pace"...

venerdì 1 luglio 2011

il mondo, Israele, la Palestina e la Freedom Flotilla

Copio dal blog della Stefano Chiarini l'ultimo comunicato stampa:

Il Mediterraneo non è proprietà di Israele – comunicato stampa

Freedom Flotilla Italia – Comunicato stampa 1 luglio 2011

La nave Statunitense “Audacity of Hope” ha deciso di tenere fede al proprio nome ed è salpata, per essere bloccata dopo un quarto d’ora di navigazione dalle autorità portuali greche che hanno intimato agli attivisti di tornare in porto ad Atene minacciando l’equipaggio ed i passeggeri con le armi. Stesso tentativo e stesso esito per la nave canadese Taharir. Intanto una nota del Ministero per la sicurezza interna greco mostra tutta la subalternità del governo di Papandreou alle politiche israeliane, dichiarando che la Grecia vieta alle barche della Freedom Flotilla 2 di salpare per Gaza. Nel mare greco, in queste ore, si sta giocando un vero e proprio braccio di ferro tra i sostenitori del diritto internazionale e quelli del diritto di Israele, diritti che come è dimostrato sin dalla nascita dello Stato di Israele non fanno che confliggere. Come ignora Gianni Letta che risponde alla sollecitazione della Freedom Flotilla Italia con un comunicato dove dice che non è in grado di garantire la sicurezza degli italiani diretti a Gaza “…trattandosi di iniziative in violazione della vigente normativa israeliana”. “Non immaginavamo che tutto il Mediterraneo fosse proprietà di Israele” hanno commentato dalla FF2 gli attivisti internazionali determinati a portare a termine la missione, non solo umanitaria, ma soprattutto politica di fare approdare le navi a Gaza. L’obiettivo è quello di rompere un assedio che si protrae da troppo tempo ai danni di una popolazione che subisce una punizione collettiva, laddove sono proprio il diritto internazionale, le convenzioni e i trattati, nati per salvaguardare le popolazioni oppresse, ad affermare che tutto questo oltre a essere inumano, è fuorilegge.

MOBILITIAMOCI PER FARE PRESSIONE SUL GOVERNO GRECO

Freedom Flotilla Italia indice un presidio davanti all’Ambasciata greca in Via Mercadante a Roma

Lunedì 4 luglio alle 17,00 e invita alla mobilitazione in tutta Italia

Invitiamo tutte e tutti a scrivere all’ambasciata di Grecia in Italia, all’indirizzo gremroma@tin.it, a telefonare al n. 06-8537551 e ad inviare fax al n. 06-841592Inserisci link7.

Per adesioni: roma@freedomflotilla.it

Contatti: 333/5601759 – 338/1521278

Sono indignata. Non basta l'arrendevolezza e l'indifferenza colpevole del nostro governo o le minacce della Clinton agli Americani, non basta la campagna di bugie sperticate messa in atto da Israele, non bastano neanche i sabotaggi che le navi della Flotilla subiscono misteriosamente, (non una sola...), non bastano gli appelli al "restare umani" (o tornare ad esserlo, o diventarlo che dir si voglia) che ogni persona di buona volontà rivolge ai propri "rappresentanti al governo", non basta neppure che un giornalista americano dichiari che le accuse dell'IDF non hanno basi sicure. Non basta nemmeno che intanto Israele inasprisca le condizioni di vita dei prigionieri Palestinesi, no, adesso Israele si mette pure a fare pressioni indebite quanto ricattatorie (ovviamente con l'aiuto dei suoi fedeli alleati americani e pure di qualche europeo, forse con la coscienza ancora sporca... ammesso che la coscienza certi individui ce l'abbiano). Non è nemmeno sufficiente che ci siano ebrei che sostengono il boicottaggio di Israele e la Flotilla.










Eggià. Israele ha il diritto di difendersi, evidentemente anche in modo preventivo e in ogni parte della terra. Se domattina il Mossad vi bussa alla porta e vi arresta perché esponete la bandiera della Freedom Flotilla 2, non stupitevi e non proclamate il vostro essere italiani: Israele deve difendersi... mica può perder tempo in quisquilie come i Diritti Universali dell'Uomo!

Una "fonte informata" mi ha detto, in una discussione su Facebook, che già sono state trovate armi a bordo delle navi della Flotilla, che la Palestina non appartiene ai Palestinesi, che Allah è un impostore e che come gli Ebrei son stati perseguitati nel corso dei secoli, ora viene perseguitato Israele... sempre di antisemitismo si tratta (se vi fidate della mia traduzione bene, altrimenti leggetevi l'originale in inglese). E se anche qualche Ebreo e/o Israeliano non la pensa come lei, non importa, perché lei si basa sui fatti mentre c'è gente che non vuole capire. Ma capire cosa? Che un popolo che un tempo subì una persecuzione durissima (non la sola, certamente, ma non è neppure stato l'unico a sperimentarla) non ha imparato niente dalla sua storia, visto che da vittima è diventato carnefice, e neppure dei suoi ex aguzzini, ma di altri che non c'entravano proprio nulla ed erano solo nel posto sbagliato al momento sbagliato?

Ancora con questa storia dell'antisemitismo... l'accusa di "antisemitismo" in questo contesto è ignorante e falsa: "semiti" sono determinati popoli, tra cui sì gli Ebrei, ma anche gli Arabi ed i Maltesi, per esempio (non lo dico io ma Wikipedia), quindi essere antisemita vorrebbe dire automaticamente essere anche contro gli Arabi, quindi contro i Palestinesi...

Quanto all'essere antiebraica, altra accusa ricorrente, anche questa è una scorciatoia facile ma inesatta. Io posso anche essere agnostica, ma non vedo perché dovrei starmela a prendere con gli Ebrei e non con i Cattolici (ad esempio), che oltretutto conosco meglio. E poi non m'hanno fatto nulla, gli Ebrei. Sono, quello sì, decisamente antisionista ed aborro le politiche del governo israeliano, ma d'altra parte sono in ottima compagnia, se un Rabbino sostiene che lo stato di Israele deve essere smantellato...


Che dire poi dell'affermazione (presuntuosa, a mio avviso) che Allah è un impostore? Non mi pare un grande esempio di tolleranza... allora preferisco essere agnostica e non riconoscere alcuna divinità senza per questo denigrare quelle altrui (come faccio io) piuttosto che pretendere di avere la verità in tasca. Perché poi è questa convinzione di essere gli unici nel giusto a causare intransigenza, odio e fanatismo. Altro che pace... al massimo, come scrisse un tale, "fanno il deserto e lo chiamano pace". Appunto.

Quanto poi al fatto che la Palestina non è dei Palestinesi, mi sembra la stessa cosa che i coloni americani sostenevano nei confronti dei nativi Indiani d'America... perché faceva loro comodo, non perché fosse una verità, ma siccome loro erano più forti, ecco che "la Storia" ce li presenta come legittimi portatori di libertà e democrazia... e scusate se la cultura indiana era molto più democratica di quella a stelle e strisce!

Fate in fretta a leggere tutto, che tra pochi giorni potrei essere oscurata... potenza della democrazia. E leggete anche il post di Loris, che vi ricorda anche gli appuntamenti di "Genova 2001-2011: loro la crisi, noi la speranza"



















martedì 14 giugno 2011

Italia, il bel Paese (nuovamente!) dove il dolce sì suona...













Hanno vinto i sì.
Gli Italiani hanno dimostrato che non ne possono più di esser rappresentati da personaggi improponibili e che non si fanno circuire dai diktat di partito, che sono coerenti e che quando dicono "NO al nucleare" non si rimangiano quel NO! nemmeno dopo 24 anni. E finalmente, di nuovo, c'è un venticello che spira ed il dolce SI' risuona...

Evidente che sono contenta... almeno un po'.
Non starò a tediarvi con analisi sociologiche (di esperti ne abbiamo a sufficienza) o esternazioni di gaudio smodato... voglio solo fare alcune considerazioni personali.

Innanzitutto ci tengo a ringraziare quel 5% circa di elettori che sono andati a votare "NO" ai quattro quesiti referendari. Grazie perché non avete disertato le urne e avete dato il vostro contributo al raggiungimento del quorum. Certo, con il senno di poi si potrebbe obiettare che ci saremmo arrivati comunque... appunto: con il senno di poi. Nessuno, credo, aveva grossi dubbi sulla predominanza di sì (almeno per quel che riguardava i primi tre quesiti, perché il quarto...), qualsiasi fosse l'affluenza alle urne: il problema era solo il raggiungimento della benedetta soglia che impedisse che l'espressione popolare venisse inficiata. Questo comportamento mi ha favorevolmente colpito, lo devo ammettere, soprattutto dopo aver litigato su FB con un astensionista che sosteneva il suo rispetto per l'ambiente proprio non andando a votare... che importa se così dimostra rispetto nullo per gli altri? Io cerco di rispettare le opinioni altrui, ma vorrei anche che gli altri rispettassero le mie... e lo so che adesso questo discorso lascia il tempo che trova, ma insomma: la libertà di espressione è un bene prezioso e non andrebbe invocata solo quando riguarda i NOSTRI interessi...

http://youtu.be/GNv3BRkZ_uc

Passo ora ad un semplice calcolo matematico (con le sue debite conseguenze, o almeno quelle che ne traggo io). Semplice perché lo semplifico oltremodo, anzi dico subito che lo sballo, lo estremizzo... a tutto vantaggio degli "oppositori".

Traggo i dati da wikipedia, che non mi sembra sia un pericoloso covo di comunisti... dunque: avevano diritto al voto 47.118.352 elettori più 3.300.496 residenti all'estero, per un totale di 50.418.848 votanti (e già qui pare che siamo nel campo delle opinioni... secondo Wikipedia il totale è 50.594.868: ma che calcolatrice hanno usato?). Di costoro si è effettivamente presentato ai seggi il 54% (arrotondato per difetto), pari a 27.226.178 individui ed il 94% di loro ha votato SI' (sempre arrotondando per difetto, in modo da non poter essere accusata di faziosità o voler dimostrare tesi preconcette).


Dunque 25.592.607 persone hanno votato sì, cioè vogliono che l'acqua resti pubblica, che le centrali nucleari non vengano costruite in Italia e che la giustizia sia uguale per tutti i cittadini, cariche governative o meno. Più della metà degli Italiani aventi diritto.

Sempre da wikipedia traggo i dati relativi alle politiche del 2008 (solo la Camera, Valle d'Aosta esclusa), quando l'unto del Signore ha riscosso un plebiscito di successo personale. Gli aventi diritto al voto erano allora 47.295.978 ed i voti validi son stati 36.452.305. Di questi, 13.629.464 sono andati al PDL, cioè - per semplificare - a Berlusconi. E va bene, aggiungiamoci pure i 28.357 della val d'Aosta ed i 322.437 provenienti dall'estero: arriviamo a 13.980.258: vogliamo dire che la percentuale (che non ho voglia di calcolare con tutti i crismi perché ovviamente quelle riportate su Wiki si riferiscono al singolo comparto: percentuale estera per voti esteri etc, quindi non sommabili... ma forse è proprio quello che ha fatto il nostro: si arriva a ben l'86,8%!) di preferenza espressa per il nostro arriva al 40%? Lo so, esagero... ma va bene comunque.

Dicevo: ammesso che il 40% degli elettori (sia in patria che all'estero, Val d'Aosta compresa) abbia dato il suo voto al cavaliere, sono 14.580.922 elettori. Trentasei milioni meno quindici milioni (arrotondo sempre a suo favore) sono quasi ventun milioni e mezzo di italiani che non l'hanno votato... ergo tanto unto non è mai stato. Ecco dove volevo arrivare: anche ammesso che lo fosse (e già era una palese bugia), il dissenso nei suoi confronti è cresciuto. Tra coloro che han votato... e nessuno può sostenere che tutti gli astenuti avrebbero votato NO - io stessa conosco qualcuno impossibilitato ad esprimere i suoi SI'.

Ergo... dovrei essere felice, no? E lo sono, lo sono... ma non posso evitarmi alcune elucubrazioni. Non solo nei confronti dei soliti cavalcatori di tigri (e mi riferisco ai vertici dei partiti più che ai militanti di base, che ho spesso visto impegnarsi allo stremo anche quando il partito di riferimento nicchiava), tipo Bersani e Vendola.

http://www.youtube.com/watch?v=8V8r_e3itCE&

(l'articolo completo è qui)

Non sono una teorica del volemose bene, io... io mi ricordo e voglio che anche gli altri abbiano buona memoria. Del resto non c'è nulla di nuovo sotto il sole, già era successo qualche tempo prima con le vittorie elettorali di Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli: abbiamo vinto... ABBIAMO VINTO? Hanno vinto! I cittadini hanno vinto, non il piddì che alla prima tornata aveva un altro candidato... a proposito di Milano e Napoli: da un certo punto di vista, secondo me, sono la dimostrazione più efficace che il vento che qualcuno sente soffiare è solo una leggera brezza e rischia di scemare prima di dare tutti i suoi frutti.

Io interpreto così il fatto che i milanesi abbiano raggiunto una percentuale di votanti al referendum (52,0%) più simile a quella di certe regioni meridionali (con le debite eccezioni: ci sono seggi al sud che hanno superato di gran lunga il quorum nazionale!) e Napoli (49,3%, con PALERMO 48,5%) non abbia neppure raggiunto il quorum... (la fonte in questo caso è http://attualita.tuttogratis.it/politica/referendum-2011-quorum-risultati-e-aggiornamenti-in-diretta/P93281/): non è un buon segno.

Sembra quasi voler dire che, siccome ora entrambe queste città sono uscite dalle sgrinfie delle pessime amministrazioni che avevano, ora è tutto a posto. Nossignori: un popolo unito non sarà mai vinto... se quel popolo combatte per le sue leggi come per le sue mura. Non è questo il momento di delegare, ma di continuare ad impegnarsi in prima persona e di abbandonare gli sterili egoismi di bottega per pensare, davvero, a tutti.

Italiani e non, perché, come scriveva Donne, "nessun uomo è un'isola"...

PS: sorvolo volutamente sulle strane dichiarazioni di sfera-di-cristallo Maroni, che diceva che il quorum era raggiunto ad urne ancora aperte... e giusto di passaggio ricordo che il nostro PdC, mentre erano in corsi le operazioni di voto, intratteneva indegnamente Netanyahu

http://youtu.be/JbIeK8uTK1Q


e poi... compra collanine.

Intanto l'opposizione trova il modo per continuare a non trovare un accordo. Perché proprio ora che il piddì decide di chiedere le dimissioni di Berlusconi, Di Pietro si tira indietro e sostiene che non bisogna strumentalizzare il risultato referendario... Allora: finché si parla di acqua o nucleare, faccio comunque fatica a non considerare i SI' una risposta politica (son pur sempre il segnale di rifiuto di leggi FATTE DA QUESTO GOVERNO, mi pare). Ma siamo seri: se parliamo di legittimo impedimento come si fa a sostenere che non era una legge politica e la decisione popolare non è una precisa indicazione politica? Questi sì sono contro una legge POLITICA fatta dalla POLITICA per un manipolo di POLITICI e la gente l'ha bocciata. Politicamente? Forse no: nessuno schiamazzo, solo un voto... oppure qualcuno mi spieghi, perché forse non mi è chiaro cos'è la politica!

Secondo voi c'è da stare tranquilli? Anche perché nel frattempo qualcuno ha pensato bene di evidenziare l'apporto decisivo che la rete ha dato alla campagna per il sì (dato anche il silenzio fragoroso e l'informazione timida data al termine dalla RAI), da FB a twitter ai blog personali (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8851&ID_sezione=&sezione= è solo un esempio): volete vedere che se il vento non si rimette a fischiare forte la prossima volta ci tappano la rete?





mercoledì 8 giugno 2011

Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa - URGENTE!

Premessa

In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.

Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che alle loro ragioni - scientificamente documentate - si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate in risposta ad argomenti seri, a pratiche di protesta pacifica, all’utilizzo rigoroso di ogni spazio previsto da leggi e procedure.
L’opposizione al TAV Torino-Lione è diventata in questi anni un esempio di partecipazione democratica dal basso, di democrazia vera, di resistenza all’illegalità ed al sopruso in difesa dei beni comuni: un’opposizione popolare che può contare sul sostegno della comunità montana e di ben 24 consigli comunali.

Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento notav presentandolo come covo di estremisti e sovversivi: la criminalizzazione del dissenso è un’arma micidiale a cui ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise.

Oggi, fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra chi ha interesse ad avviare i cantieri.

Se questo è il quadro non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo rimanere in silenzio e ci rivolgiamo a singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura affinché si uniscano a noi in questo appello.

Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura:

  • rifiutiamo l’idea che la realizzazione di una grande opera possa ridursi ad un problema di ordine pubblico
  • condanniamo senza riserve l’invito ad usare la forza e a militarizzare il territorio lanciato nei giorni scorsi da rappresentanti del popolo eletti in Parlamento, da alcuni partiti e da alcune associazioni di imprenditori
  • denunciamo il disprezzo delle più elementari regole della democrazia e pretendiamo dal governo il rispetto della legalità, il rispetto dei diritti dei cittadini, il rispetto nei confronti della amministrazioni locali democraticamente elette
  • respingiamo il ricatto e le strumentalizzazioni secondo cui chi si oppone al TAV non difende il lavoro: al contrario la realizzazione di questa grande opera inutile penalizzerebbe pesantemente le economie locali in cambio di pochi posti di lavoro precario e privo di tutele e di diritti, mentre un diverso utilizzo delle risorse pubbliche creerebbe numerose opportunità di nuova occupazione
  • le ragioni di chi si oppone a questa grande opera inutile, devastante, che sottrarrebbe enormi risorse economiche ai servizi pubblici di tutto il paese sono le nostra ragioni: non ci rassegniamo all’idea che il nostro futuro possa essere deciso da quell’intreccio perverso tra politica, affari e criminalità organizzata che governa ampie aree del nostro paese e inquina la nostra società.

Il nostro riferimento continua ad essere la Costituzione, quella Costituzione nata dalla Resistenza e oggi troppo spesso violentata. Per queste ragioni esprimiamo la nostra solidarietà alla resistenza notav e ci impegniamo a sostenerla concretamente.

Torino, 7 Giugno 2011



Primi firmatari (tra i promotori a Torino di "Presidiare la Democrazia"):

Comitato notav Torino
Laboratorio per la Democrazia - Torino
Unione Culturale Franco Antonicelli - Torino
Ferico Bellono, segretario generale FIOM Torino
Emergency Torino
Pro Natura Torino
Pro Natura Piemonte
Centro Sereno Regis
Giuseppe Sergi, docente storia medievale Univ. Torino
Alessandra Algostino, docente Diritto costituzionale comparato Univ. Torino
Caffè Basaglia - Centro di animazione sociale e culturale delle comunità
CUB Piemonte
Ass. L'Interezza non è il mio forte
Fabionews
Officine Corsare
Associazione La Fonte Acquariana
Comitato di cittadinanza attiva Rivalta Sostenibile
MAG4
IK Produzioni
Mani Tese Torino


Scarica appello (pdf)










per il momento potete inviare un email a postmaster@notavtorino.org con oggetto "valsusa" e indicare il vostro nome (se l'adesione è a titolo personale) oppure l'associazione/comitato/movimento/ecc. per cui date l'adesione.

E chi può venga al presidio della Maddalena di Chiomonte

Un abbraccio, Ezio (Comitato notav Torino)

stralcio della nota pubblicata su Facebook da Laura (grazie).

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Per saperne di più:

Presidio Clarea alla Maddalena di Chiomonte

Venite in tanti, fermatevi quanto più potete, partecipate alle assemblee quotidiane alle 18:30, portate cibo e bevande da condividere

Trovi cronache e documenti sul DIARIO DI MADDALENA

Per info dell'ultima ora vedi anche notav.info/ e notav.eu/ Tel. presidio: 346 3939507

La Comunità montana ha costituito un'unità di crisi
Tel. 338 6865061


Al 12° giorno di presidio facciamo il punto con due riflessioni:

e tanto altro sul sito http://www.notavtorino.org/