"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

giovedì 22 marzo 2007

Giornata Mondiale dell’Acqua














Già già..



L’acqua è una risorsa naturale limitata ma allo stesso tempo è anche un bene pubblico essenziale per la vita e la salute. Il diritto dell’uomo ad avere libero accesso all’acqua potabile è indispensabile per condurre una esistenza degna. L’acqua, la sua infrastruttura ed il suo servizio devono stare al servizio di tutti”.

Questo è quanto è stato sancito dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite nel novembre 2002. La giornata mondiale dell’acqua è invece stata proclamata già nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite, e di anno in anno, diventa sempre più attuale e urgente parlarne come occasione per sensibilizzare istituzioni e società civile su una indiscussa emergenza mondiale e sulle sue possibili soluzioni" .

Peccato che gli interessi privati stiano spingendo in tutt'altra direzione..

















L'acqua è un bene vitale e come tale la sua equa distribuzione dovrebbe essere un diritto per tutti. Ma spesso e volentieri, su questioni così importanti, il mondo va a rovescio e l'acqua, essendo uno dei principali sistemi di regolazione sociale oltre che un bene economico, secondo la rivista Fortune, promette di essere per il XXI secolo ciò che il petrolio è stato per il XX: il bene prezioso che determina la ricchezza delle nazioni, tanto che la Banca Mondiale pare spingere i Paesi che chiedono prestiti per pozzi o acquedotti a concederli a condizione che vengano smantellati i servizi pubblici.
(fonte: ilprofessorechos.blogosfere.it/2005/11/)
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Nel Mondo..

Riscaldamento globale, scarsezza di acqua e mancanza di risanamento, sono alcune delle principali questioni che saranno discusse in tutto il mondo il Giorno Mondiale dell’Acqua, che si celebra oggi, 22 marzo. Quest’anno l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha fatto un appello per affrontare la scarsità che, attualmente, affligge 1200 milioni di persone in tutto il mondo. Gli ultimi dati non sono affatto incoraggianti poichè in 20 anni, se non ci sarà una azione più incisiva, il problema riguarderà i due terzi della popolazione mondiale.

In Brasile l’organizzazione ha riunito autorità e membri della società civile in una grande manifestazione a Foz do Iguaçu. Questa manifestazione servirà per la firma di un patto nazionale per la conservazione delle acque in Brasile, oltre ai dibattiti e alla presentazione di esperienze andate a buon fine nella lotta per la scarsezza di acqua.

A Belo Horizonte, nel Minas Gerais, dove dal giorno 23 inizierà il VI Forum delle Acque per lo Sviluppo Sostenibile, il tema centrale non potrebbe essere altro: la trasposizione o rivitalizzazione del Rio Sao Francisco. Il professor Apolo Heringer Lisboa, che coordina il progetto Manuelzão, ha affermato che la trasposizione è un grande errore, fatto proprio a beneficio dell’industria.








Un pellegrinaggio ha portato il giorno 17 centinaia di persone nella Sierra de Teixeira, a Paraiba, in una via sacra che è servita per far risaltare la realtà dell’Amazzonia e dimostrare che i problemi della regione fanno parte del contesto nordestino, come la polluzione e l’uso di agrotossici.

Dalle comunità sono anche partite le iniziative che si stanno realizzando per combattere la scarsezza di acqua.

A Rosario, Argentina, la giornata sarà celebrata con una serie di manifestazioni organizzate da diverse organizzazioni sociali, di fronte al Monumento Nazionale alla Bandiera. Inoltre le organizzazioni in collaborazione con le scuole stanno facendo attività divulgativa sui problemi sociali e ambientali relativi all’acqua.

In Messico la giornata sarà celebrata a Jalisco (Guadalajara) e avrà l’obiettivo di rendere consapevole la popolazione dell’importanza di conservare le risorse naturali, considerate già scarse in qualità e quantità.

A Quito, in Ecuador ha luogo la manifestazione “No alle miniere delle multinazionali che sono saccheggio, inquinamento e morte”.




(Da http://www.adital.org.br/)

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Anche il Cesvi vuole ricordare la Giornata Mondiale dell’Acqua attraverso l’impegno dei bambini del progetto Giangukai, realizzato in partnership con Ucodep grazie al contributo della Cooperazione Italiana.
Giangukai, termine che in lingua wolof significa “scuola”, è un progetto attivo da settembre 2006 per favorire l’educazione ad uno sviluppo più sostenibile e, soprattutto, ad un uso quotidiano responsabile e consapevole della risorsa acqua.
Il progetto consiste nella creazione di gemellaggi online - dedicati al tema “acqua” - tra 50 classi di III, IV e V della scuola primaria sparse su quasi tutto il territorio nazionale.
I bambini stanno lavorando intensamente da febbraio 2007 con i propri insegnanti per svolgere ricerche sul campo, temi, disegni, foto e interviste sul proprio territorio al fine di conoscere meglio l’ambiente in cui vivono e scambiare esperienze e riflessioni con la classe gemellata.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Cesvi e Ucodep lanciano un concorso creativo per le scuole aderenti al progetto. L’iniziativa si propone di creare, attraverso i disegni e le fotografie dei bambini, una “mostra virtuale” sul tema dell’acqua per la fine del mese di maggio. Le classi che invieranno i disegni e le foto più belle vinceranno un premio in libri. In questo modo si permetterà ai bambini delle classi vincitrici di usufruire di testi utili alla formazione scolastica e personale, dotando la scuola di materiali di documentazione e approfondimento (Info: www.giangukai.org)

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(leggete anche: 22 marzo 2007: giornata nazionale dell’acqua ricordando Cochabamba;
leggete, firmate e diffondete la petizione che trovate su http://www.acquabenecomune.org/)



9 commenti:

Val ha detto...

Non credo che certi personaggi facciano differenza fra natura e uomo.
Quando l'affare viene fiutato non esistono comunità o risorse naturali che tengano.
Così come sarà possibile utilzzare l'energie alternative, non altrettanto lo sarà per quello che riguarda l'acqua.
Sostituirà semplicemente l'oro nero facendo nascere i "terroristi" e gli assassini là dove più sarà copiosa...'azzi loro!
Ricordo di averlo detto sia nel sito di Prodi sia nel partito.
Bisogna allargare il partito democratico a tutto il popolo delle primarie perchè queste sono le tematiche di tutti e rischiamo di fare la fine di Al Gore,lui con tutti i difetti che possiamo trovargli ma,sensibile al problema ambientale, che per non allearsi con Ralph Nader ha consegnato l'UNICA POTENZA CHE COMANDA IL MONDO nelle mani di Bush.
Lo hanno fatto Elena,cavolo se lo hanno fatto.
Mi hanno preso in parola usando a loro esclusivo vantaggio il nome popolo delle primarie.
Da quel momento il nome non apparteneva più all'Unione ma al solo Ulivo:sarà strano ma da qui sono incominciati i loro guai e i nostri purtroppo!
Suerte
Val

elena ha detto...

dal blog di beppe Grillo.

“L’acqua non è una merce.”
Ripetetelo allo specchio ogni mattina: vi darà consapevolezza.
I numeri parlano e ci sussurrano dati che non vogliamo ascoltare. Un miliardo di persone non ha acqua potabile. Un milione e ottocentomila bambini muoiono ogni anno per malattie causate dall’acqua inquinata. Dove va l’acqua? Una tazza di caffè richiede 140 litri di acqua, un paio di jeans 11.000 litri, un’automobile 400.000 litri. E solo il 3% dell’acqua del pianeta è potabile.
In Italia l’acqua è una risorsa finanziaria e, quindi, viene privatizzata. Dove prima c’era una sorgente, una fontana pubblica sono arrivati gli imprenditori. I mercificatori dell’acqua. Un bene primario si è trasformato in azioni, in asset, in profitto. L’acqua deve restare in mani pubbliche, le nostre mani. Se non funzionano gli acquedotti pubblici, se sono bucati, vanno riparati, anche a calci nel c..o. I privati devono starne fuori.

Pubblico parte della lettera ricevuta dal presidente di Greenpeace Italia.

“La Direttiva 60/2000 dell’Unione Europea recita: “..l’acqua non è un prodotto commerciale, bensì un patrimonio che va protetto“. L’incultura dell’acqua in Italia, porta a consumare 170 litri di acqua imbottigliata per abitante all’anno, contro una media europea di 85 ed una mondiale di 15, equivalenti a 5 miliardi di contenitori plastici che si trasformano in 100.000 tonnellate/anno di rifiuto urbano.
L’acqua imbottigliata, assoggettata a regimi di controlli spesso lacunosi, ha un costo tra 30 e 50 centesimi, cui si sommano i costi di smaltimento del contenitore, mentre 1.000 litri di acqua da acquedotto, più controllata sul piano chimico-batteriologico, non costano più di 1 euro. Gli italiani dichiarano che alla base di questo paradosso c’è la convinzione che l’acqua imbottigliata sia più sicura ( 51% ), più “buona” (35%), meno “dura” (14% ).
Il nostro Paese è ricco di acquiferi sotterranei, tra i 5 e i 12 miliardi di metri cubi. Ciò nonostante, la crisi idrica è alle porte in tutto il Paese, anche come effetto del cambiamento climatico globale, che vedrà l’aridificazione nel Centro-Sud e la sub-tropicalizzazione nel Nord.
L’origine di questa scarsità annunciata?
- decennale incuria e mancata manutenzione delle reti con un livello di dispersione variabile tra il 30% della Emilia-Romagna e più del 50% dell‘ Acquedotto Pugliese
- inquinamento dei fiumi da parte di insediamenti industriali, attivi e dimessi, ed urbani, in spregio ad ogni normativa, anche per la totale aleatorietà dei controlli ambientali
- insostenibile idroesigenza di un settore primario caratterizzato per decenni da monocolture intensive e da tecniche irrigue (es. a pioggia) dissipatrici di oltre il 30% dell’acqua erogata
- mancata generalizzazione di apparati per la minimizzare i consumi a parità di prestazione, a livello dei consumi domestici. L’eccellente esperienza condotta al riguardo a Bagnacavallo in Emilia Romagna ha mostrato come questa sola misura, il cui bassissimo costo (2-3 euro/abitante) si ripaga con i certificati bianchi per la minore spesa energetica del servizio idrico, consenta di ridurre i consumi familiari di almeno il 10-12 %.”
Walter Ganapini, Presidente Greenpeace Italia

nunzio ha detto...

L'acqua non è una merce
L'acqua non è una merce
L'acqua non è una merce
L'acqua non è una merce
L'acqua non è una merce+L'acqua non è una merce+L'acqua non è una mercex70 volte 7.
Ciao.

Marzapane ha detto...

In maniera spontanea quando ho letto "l'acqua non è una merce" il cervello mi ha dato indietro il ricordo del giubileo del 2000 quando c'erano delle bancarelle che vendevano delle lattine con l'"aria di Roma".

Altro che l'acqua non è una merce. Tutto è una merce e nulla dovrebbe esserlo (secondo la mia visione... ma qui se Nunzio mi dice che è un'utopia non posso dire nulla :)

Val ha detto...

Molto bene!
Scrivendo non a tema siamo riusciti a portare il discorso dove dovevamo portarlo.
Adesso non ci resta da analizzare le due guerre principali(che aspetti ad aprire una discussione sulle guerre,boss?) in corso e capire per intero la frase "la pace si fà con il nemico" e chiedersi se per analogia anche il programma si fà con le stesse persone.
Suerte
Val
Ps:scusatemi se la discussione sul Messico non vedrà miei commenti e se ho deciso di astenermi da ulteriori commenti sul Che.
Purtroppo l'esperienza sul campo è molto più cruda e reale dell'astratto filosofico e non volendo esternare nulla,nemmeno sotto tortura,di quel che ho fatto oppure visto,preferisco fare così anche perchè sono le situazioni a determinare i comportamenti,il contrario al massimo determina le conseguenze.
L'uomo è una creatura strana capace di slanci di generosità ed amore nelle catastrofi naturali, tra singoli individui e di stupirsi della bellezza di un fiore e, in netto contrasto con se stesso distruggere, calpestare la natura e i suoi simili al punto di annientare se stesso.
Nulla è più illogico e irrazionale di questa creatura e sarà questo che la porterà all'estinzione.
Cìè una possibilità:se è vero com'è vero che, anche l'esatto contrario è sbagliato allora diventa vitale possedere la capacità di plasmare logico e illogico,razionale e irrazionale.
Nonc'e altra alternativa a questo se si vuole evitare una fine certa.
Rileggetevi e riflettete
siete voi che scrivete questo ....non io.
Ripeto,nel rispetto delle regole e dell'altro, o avremo la pretesa di vivere tutti come fratelli o come dice Martin Luther, moriremo tutti come stolti.
Suerte,
una y otra vez

skakkina ha detto...

Val, non credo di aver capito appieno il tuo commento. Vorrei cogliere il tuo invito alla riflessione (e non credere che non lo stia facendo), ma non ho capito bene dove vuoi portarmi...

Val ha detto...

Significa che possiamo discutere mille e mille volte ma purtroppo, è la società che detta le regole,ed è l'uomo che fà la società quindi finchè la nostra stupidità ci porterà a non vivere come fratelli quelli come Marza,moriranno su una montagna di pattume,da candidi innocenti e quelli come noi,con il mitra in mano,da ribelli colpevoli.
C'è un'ultima speranza....arriveremo prima noi o la natura?
Suertissima,Ska.
Val

Marzapane ha detto...

Val tu sei disilluso e io inesperto. :)

Ma la società siamo noi. Il mondo non cambia, la società non cambia perchè noi (io, tu, skakkina, elena, etc.) quando siamo nella società non contribuiamo a farla cambiare! Se le persone si raggruppano e discutono con chi è simile a loro allora avremo solo dei ghetti... questo blog è un ghetto se quello che scriviamo qui non lo portiamo anche fuori parlando con le persone diverse da noi. La società cambia quando noi interveniamo con le nostre idee anche sul posto di lavoro, sul treno parlando con un giovane studente o un vecchio professore, etc., la società e il mondo cambiano nel momento in cui deciadiamo di avere il coraggio di esprimere le nostre idee in un contesto non favorevole; quindi per questo dobbiamo essere disposti anche a prendere mazzate e non a darle. Solo così cambia la società.

Val ha detto...

Infatti ....è quello che sto,che stiamo, cercando di fare!
Un abbraccio
Val