"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 18 novembre 2007

Bangladesh, per Mezza luna i morti sarebbero 10 mila

Un elefante aiuta la popolazione in Bangladesh per ciclone Sidr - foto Ap - 220*166 - 16-11-07

Sarebbero almeno 10 mila i morti provocati dal passaggio del ciclone Sidr che ha devastato il sud del Bangladesh.

Lo sostiene la Mezza luna rossa del Bangladesh (l'equivalente della Croce rossa, ndr) che raccoglie informazioni da migliaia di volontari impegnati in tutti i distretti devastati. Ma molte zone del Paese sono ancora irraggiungibili per i soccorritori e il quadro potrebbere essere solo parziale.

Sidr, la tempesta tropicale più devastante che ha colpito il Paese nell'ultimo decennio, ha distrutto decine di migliaia di abitazioni.

Secondo il ministero incaricato della gestione dei disastri naturali, sono oltre 1 milione e mezzo gli sfollati che hanno abbandonato i villaggi lungo la costa, mentre 2,7 milioni le persone direttamente colpite da Sidr.

Incalcolabili i danni economici considerando i 250.000 capi di bestiame deceduti e i raccolti distrutti. Nella capitale Dacca, molti quartieri sono tuttora privi di energia elettrica e acqua potabile con l'alto rischio che si diffondano epidemie.

Il passaggio del ciclone ha anche provocato un disastro ecologico: Sidr ha devastato la più grande mangrovia del mondo, nella regione di Sunderbans, iscritta nel patrimonio mondiale dell'umanità e riserva naturale di migliaia di specie di animali rari.


Pubblicato il: 18.11.07
Modificato il: 18.11.07 alle ore 16.31

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=70700

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Clima, rapporto Ipcc: per surriscaldamento a rischio un terzo delle specie

Le conseguenze del surriscaldamento climatico possono essere «improvvise e irreversibili» e rischiano di causare l'estinzione di quasi un terzo delle specie animali e vegetali del pianeta.

La sintesi del rapporto presentato a Valencia dal Gruppo Intergovernativo di esperti sul Cambio Climatico (Ipcc, nell'acronimo in inglese), delinea un futuro allarmante.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon - che nei giorni scorsi ha visitato l'Amazzonia e l'Antartide, vedendo di persona gli effetti del disgelo e della deforestazione - ha detto che le conseguenze del surriscaldamento sono paragonabili a «un film dell'orrore» e ha chiesto «un'alleanza mondiale» per opporre un'economia «verde» contro la minaccia.

«Il surriscaldamento del clima è inequivocabile, ed è reso evidente dall'aumento della temperatura media globale dell'aria e degli oceani, dal diffuso scioglimento dei ghiacciai e della neve e dall'aumento globale del livello del mare»: così inizia il rapporto.

«La gran parte dell'aumento delle temperature medie generali dalla metà del XX secolo è molto probabilmente dovuta all'innalzamento nelle concentrazioni di gas serra» causato dalle attività umane.

Le emissioni annuali di "gas serra" sono aumentate del 70 per cento dal 1970; le concentrazioni di diossido di carbonio, il principale dei cosiddetti "gas serra", superano enormemente la media fisiologica degli ultimi 650.000 anni. «Undici degli ultimi dodici anni (1995-2006) sono tra i 12 più caldi» dal 1850 e il ritmo attuale del surriscaldamento - 0,13 gradi all'anno - è superiore a quello che l'Ipcc ha calcolato nel 2001.

La temperatura è cresciuta di più nell'emisfero settentrionale e specialmente nell'Artico «che si è riscaldato a una velocità doppia rispetto a quella del pianeta».

L'aumento è stato così forte che «dal 1961 si registrano innalzamento delle temperature oceaniche, alla profondità di 3 chilometri, e l'oceano ha assorbito più dell'80 per cento del calore aggiunto nel sistema climatico». L'innalzamento del livello del mare è stato molto piccola, ma riscaldare l'oceano richiede un'enorme quantità di energia. Riscaldandosi, il mare aumenta di volume e il suo livello è cresciuto in media di 3,1 millimetri all'anno dal 1993.

Secondo il rapporto, i ghiacci artici estivi sono diminuiti del 7,4 per cento ogni anno da quando nel 1978 sono cominciate le registrazioni via satellite (ma il dato è già vecchio perchè gli Stati Uniti, lo scorso 1 ottobre, hanno portato il calo al 10 per cento ogni decennio).

L'Ipcc afferma che la temperatura media dell'ultima metà del secolo XXI è stata probabilmente la maggiore mai registrata dalla scoperta dell'America, 500 anni fa, «e probabilmente la più alta negli ultimi 1.300 anni». Animali e piante già stanno rispondendo a questa novità: gli uccelli emigrano e gli alberi cambiano d'altitudine.

«Le emissioni di gas ad effetto serra sono cresciute del 70 per cento tra il 1970 e il 2004».

Sono i gas (l'80 per cento è CO2) che rendono la vita possibile: si accumulano nell'atmosfera e assorbono il calore che emette la terra, che altrimenti sarebbe troppo fredda. Ma da quando, nel 1750, l'umanità ha cominciato a bruciare carbone e petrolio senza limiti, la concentrazione è aumentata a dismisura e adesso, il manto che proteggeva la terra, rischia di asfissiarla.

In questo secolo le temperature sono destinate a crescere tra l'1.1 e il 6.4 gradi centigradi e il livello del mare tra i 18 e i 59 centimetri. Sono a rischio ecosistemi unici come quello polare o alle alte altitudini, le barriere coralline.

Saranno sempre più frequenti, intense e violente le ondate di caldo, le piogge torrenziali, i cicloni tropicali. Nessun Paese sarà esente dai cambiamenti climatici, ma i più colpiti saranno quelli più svantaggiati, soprattutto le isole piccole e le aree in cui centinaia di milioni di persone poco sopra il livello del mare.

Per far fronte a questa catastrofe incombente, i governi hanno una serie di strumenti (tasse più alte sulle emissioni, norme, tradeable permits, la ricerca, l'introduzione di una carbon tax), ma occorre un'alleanza mondiale e i tempi si fanno sempre più stretti.


Pubblicato il: 17.11.07
Modificato il: 17.11.07 alle ore 17.29

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=70684

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1 commento:

Franca ha detto...

Il punto di non ritorno sembra essere sempre più vicino