"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

martedì 3 aprile 2007

Il sistema scolastico: quale futuro?

Intorno alla fine degli anni '90, l'istituzione scolastica italiana cominciava a conoscere quello che sarebbe stato un lungo periodo di sofferenza, per la transizione verso quella che dovrebbe essere la scuola moderna... perchè?
A chi di competenza, spetta il difficile compito di scegliere tra una scuola più "globale" o una scuola più "tradizionale".
La scuola più "globale" in sintesi, ha il fine di specializzare gli alunni verso quello che sceglieranno di fare una volta fuori dai banchi, facilitando l'ingresso nel mondo del lavoro, preparando le nuove generazioni a convivere senza traumi con un mondo in continuo e rapido cambiamento.
La scuola "tradizionale" ha invece, come già conosciamo, il fine di formare culturalmente l'individuo e di insegnarli nozioni specialistiche per l’ingresso nel mondo del lavoro.
La strada migliore sarebbe una via di mezzo, in quanto la scuola tradizionale andrebbe bene così com’è, ma non è sufficientemente idonea per un mondo come quello odierno.
La scuola globale (o moderna) è sì, formativa per le nuove generazioni, in una prospettiva di un mondo più complesso, più tecnico, ma sarebbe un pericoloso incentivo ai già forti dissensi verso la necessaria lingua latina e greca, verso i grandi classici della letteratura, i remoti avvenimenti storici, verso la ormai massacrata materia della geografia, ecc.
Già nella mia vita professionale, circondato da tecnici e imprenditori di ogni tipo, mi capita sempre più spesso di sentire lamentele sul perchè a scuola si insegni ancora Dante, si facciano imparare a memoria le poesie di Leopardi, la storia dell’Impero romano, ecc., solo perchè qualcuno dei loro pargoli ha avuto problemi al riguardo, o peggio, per una loro idea di scuola come mezzo specifico per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, per portare giovamento ad una situazione occupazionale disastrosa.
Raccapricciante idea questa, che sempre più largo consenso trova negli uomini e nelle donne che oggi, occupano posti di riguardo.
I poteri forti del pianeta, hanno comprato quasi tutto e nel nome del profitto devastato intere culture di popoli economicamente più poveri, soppresso in altri il diritto allo studio attraverso azioni lenitive nei confronti dell’economia interna del paese, ecc.; non gli basta, a questo mostro contemporaneo, neanche il neo-colonialismo... ora vuole autocolonizzarsi.
In altre parole si ha l’intenzione di mettere al servizio del profitto anche le istituzioni dei paesi cosiddetti ricchi e cioè realizzare uno dei più macabri progetti sull’Istituzione scolastica: non più acculturare le nuove generazioni, ma prepararle per le imprese, per il lavoro, per il profitto.

5 commenti:

elena ha detto...

Bravo Nunzio!
Tutte le volte che penso alla situazione della scuola italiana mi vengono i brividi... non avevo ancora scritto nulla in merito perché
1) sono troppo coinvolta (avendo una figlia che la subisce...);
2) non ho ancora capito quanto la mia visione sia "elitaria" e comunque condizionata dal mio vissuto.
Sono una delle - poche, ormai - persone che ha "fatto il classico" e non si è pentita. Certo, questo tipo di scuola non mi ha aiutato a "far carriera" o nelle cose pratiche della vita, ma mi ha aperto la mente in modo che altre scuole non fanno. Fosse per me, latino e greco per tutti... meno storia "a date" e più analisi dei fatti - ma con le diverse campane, non solo quella dei vincitori... istruzione obbligatoria per tutti fino a diciott'anni, un po' di tutto - anche informatica, non solo i classici... e poi ognuno scelga la sua strada.
La scuola non deve solo preparare al mondo del lavoro, anzi quello per me è l'ultimo dei suoi obiettivi. Certo, succubi come siamo del modello americano, è ovvio che ci stiano cercando di convincere che ci vogliono "i tecnici"... d'altra parte, loro che storia hanno? Comincia l'altro ieri e non è costellata di degne imprese... senza nulla togliere a Martin Luther King ed altri - pochi.
La scuola deve contribuire, con la famiglia, a dare allo studente i mezzi per capire, accettare o modificare la realtà. "Ai miei tempi" un ragioniere - per quanto si fosse impegnato sui libri - all'entrata nel mondo del lavoro si accorgeva presto che c'era un abisso tra quest'ultimo e quello che aveva appreso sui libri... a chi aveva frequentato un liceo la cosa era ancor più evidente, logicamente... Però ci siamo fatti tutti le ossa "sul campo" (a giudicare dai risultati, dalla situazione socio-politico-economica, piuttosto male...).
Insomma, voglio dire che la scuola non è il territorio di apprendistato. O quantomeno a me non piace che sia solo questo.
L'ho detto prima, sono di parte... però non ho mai costretto mia figlia ad imparare il latino o l'alfabeto greco antico... il secondo l'ha voluto apprendere come "linguaggio segreto", come gioco, ma sapeste che soddisfazione l'altro giorno, quando ha voluto, di sua iniziativa, che le insegnassi la terza declinazione dei nomi latini...
Embé, lo so... non è normale. Anche perché, essendo mia figlia, non aveva molte chances di esserlo... ma queste sue "impennate" mi fanno ben sperare che neanche in futuro sarà un pecorone: userà la sua testa e, se sbaglierà, lo farà per convinzione e non per moda.
Suerte!

skakkina ha detto...

Ribravo Nunzio! E' un argomento che tocca anche me, pur non avendo figli ed essendo uscita da scuola da un bel po'.
LA SCUOLA NON DEVE AVERE NULLA, MA DICO NULLA, A CHE FARE COL LAVORO!
Poi al limite per questa finalità esistono magari gli istituti tecnici, ma le materie cosiddette classiche vanno comunque privilegiate.
IO, pensate un po', ho fatto il liceo scientifico, e invece di andare a fare ingegneria mi sono buttata all'università sulle lettere classiche, quindi mi pare chiaro come la pensi.
Credo che questa società spietatamente e irrimediabilmente fondata sul tecnicismo sia paragonabile a un nuovo medioevo, dove tutti sanno come far funzionare un maledetto computer ma tutti ignorano perfino la propria lingua o i fatti fondamentali della nostra storia, o chi fosse Dante. Mi mette una tristezza infinita, è un ciclo che è cominciato quando ancora ero a scuola io, mi ha seguito all'università con la riforma Zecchino, e ora rischia di abbattersi con tanta più violenza sui miei figli.
POPOLO DI PECORONI SENZA TESTA NE' CULTURA ASSERVITI AGLI AMERICANI!!!!
Che poi, come detto "di là" a tutt'altro proposito...che ne sanno gli americani! Come dice giustamente Elena, che storia hanno? Beh, di ceto stanno facendo di tutto per occupare tutto l'ultimo tomo di storia contemporanea, di questo occorre dargliene atto.
Il modello americano: bella roba!

zefirina ha detto...

guarda caso anche io ho scritto o meglio copiato un post sull'argomento, che anche a me mi tocca da vicino avendo un figlio che si rifuta di andare a scuola, e non c'è verso e un altro che per così dire viene tartassato dalla scuola, la situazione è grave, bisogna ripetere e ripetersi fino allo sfinimento che il futuro dei nostri ragazzi dipende anche molto da quello che imparano e vivono a scuola, che bisogna trovare unpunto di incontro e non di scontro tra genitori, insegnanti e alunni, che bisogna ricordarsi che la scuola deve prima di tutto e-ducare, condurre verso il futuro, aprire le menti, allargare gli orizzonti....

Anonimo ha detto...

Scusate approfitto per parlare di un argomento attinente al futuro della scuola, ma in altra funzione rispetto al fine del post.
Sappiamo tutti molto bene che la società odierna fa schifo.
I problemi irrisolti sono davvero troppi. Se pensate che una volta se uno studente o un alunno portava a casa un giudizio (voto) negativo, in qualsiasi materia scolastica, il genitore addirittura poteva arrivare a rimedi estremi, e sapete a cosa mi riferisco.
Oggi, se succede una cosa del genere si ottiene l'esatto contrario, anzi di più, il genitore spalleggia suo figlio e adotta estremi rimedi nei confronti del professore o maestro.
La verità è che non esiste più un educazione civica, proprio come materia di insegnamento, sia per gli studenti che per gli adulti.
Ed inoltre siamo in un era frastornata dalla TV spazzatura e da mass media al suo stesso livello.
I valori etico/morali non sono più della maggior parte delle persone.
Siamo allo sfascio.
Forse noi italiani siamo solo capaci di lamentarci e non riusciamo mai a farci sentire da chi tira a campare (…………molto, ma moooooolto bene), e vivacchia sul suo scranno.
Ma dove sono finite le sane manifestazioni contro il sistema che si prende gioco dei cittadini e dei lavoratori?
Lo sapete dove?
La ns. cara sinistra amorfa, le ha fatte diventare terreno fertile per chi non ne avrebbe alcun bisogno.
Siamo riusciti a far girare il ns. mondo.
Mario...RED58

Val ha detto...

Se ci fermiamo all'aspetto formativo il tuo discorso non fa una piega ed è anche perfettamente mirato.
Se invece vogliamo incanalare il discorso su un binario più complesso e analizzare al 100% le carenze della nostra scuola, allora dobbiamo considerare anche altri fattori.
Sarà banale ma,moltissime scuole italiane abbisognano di una solerte e significativa ristrutturazione muraria (nel vero senso della parola)e inoltre manca quasi completamente l'attività fisica che deve andare ben oltre alle due ore dispensate dai professori Isef.
Del resto,se è giustissimo il tuo discorso,altrettanto lo è sviluppare insieme alla mente,il corpo.
Probabilmente ,tempo fà mi sarei fermato qui nel parlare di questo argomento, ma ora,visto che la scuola la vivo ogni giorno,ogni minuto,posso permettermi di andare ben oltre.
Guarda Nunzio,quando sento dire che bisognerebbe insegnare educazione civica nelle scuole,mi viene spontaneo chiudere gli occhi e provare un vero senso di nausea verso la persona che aferma questo.
Ma come possiamo pretendere l'insegnamento dell'etica morale,della democrazia stessa,se in ogni italiano ,vive latente un farabutto?
Vedo gente per bene,o che almeno dice di esserlo ,truccare le carte per vedere favorita la propria scuola a scapito di un'altra che avrebbe più bisogno di essere aiutata.
Vedo politici,che si stupiscono del fatto che io vada a sponsorizzare di persona le manifestazioni della commissione cultura educazione ecc ecc del consiglio di zona,la ,dove l'evento interessa.
Ti credo che le presenze triplicano,se sponsorizzi l'arte la dove l'arte vive....
Vedo politici,ancora più in alto, che sostengono la mancanza di fondi per ogni cosa,tranne che per una:la guerra!
Vedo gli italiani stare zitti.
Li vedo perdonare i propri figli colpevoli,li vedo messi in condizione di non aver più rispetto degli altri e delle cose perchè certi di non pagare dazio memori delle impunità altrui.
Li vedo prepotenti,narcisisti e noncuranti delle sofferenze altrui o dei bisogni dell'altro,se non a natale.
Li vedo uguali,mediocri protagonisti di un reality reale.
Li vedo sorridere festanti,in attesa che il ricattore,il corrutore e il concusso,tornino ad essere liberi per poter dimostrare a noi di alta rettitudine morale,tutto quello che anno imparato da quella grande scuola che è la vita di tutti i giorni.
Un grande saluto a tutti voi e un bravissimo a Nunzio.
Val