"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 11 febbraio 2007

Piazza Alimonda: un'altra verità da scoprire


Ho promesso a qualche amico, tempo fa ed altrove, che avrei fatto un post sui fatti del G8 di Genova.
Non posso parlarne per esperienza diretta (non c'ero), né mi possono aiutare gli amici, perché anche loro, per loro fortuna, erano vicini ma non abbastanza.
La versione ufficiale è arcinota (basta sfogliare un qualsiasi giornale). Quella che vi propongo è un'altra versione... una poco nota, sottaciuta, negata e non presa in considerazione, nemmeno dai giudici.
Ovviamente ognuno è libero di credere a quello che gli pare... Ma vorrei che vi soffermaste un attimo a pensare, prima di decidere.
Che un carabiniere, ancorché giovane, all'improvviso decida di dare una versione diversa dei fatti che ha raccontato e vissuto è abbastanza strano. A meno ché non sia affetto da rimorsi e ripensamenti... ma, poiché dal punto di vista personale nulla gliene viene se non una brutta figura - e poiché poi al processo ha fatto scena muta -, viene da pensare che forse qualcuno l'ha intimidito dopo le prime dichiarazioni... o consigliato di tacere, per il suo bene.
Quanto alla versione ufficiale data dalla stampa, ci si può credere... certo, come si può credere che i brutali assassinii di Erba siano stati compiuti dal padre del bimbo di due anni. Esattamente come riportato inizialmente dalla stampa. Perché chi meglio di un extracomunitario può essere responsabile di un massacro, nel gelido "civilissimo" legaiolo nord? Chi meglio di un anarchico può essere incolpato di una strage come quella di Piazza Fontana? Chi meglio di un no-global può essere incriminato di violenza? Peccato che, come già detto nel post "libertà di pensiero...", i lettori non si chiedano un po' più spesso "cui prodest?"
Peccato anche che, quando poi i fatti non risultano esattamente come originariamente - proditoriamente - propinati, nessuna scusa sia sufficiente (ancorché avvenga) e nell'immaginario collettivo "i mostri" restino sempre gli stessi... Esattamente come vuole il potere che dietro tanta stampa sta.
Mi scuso per l'immagine cruda che apre questo post, ma non è colpa mia... è la realtà.
Buona lettura:
http://www.piazzacarlogiuliani.org/pillolarossa/

1 commento:

nunzio ha detto...

Stralcio dal sito Pillola Rossa:

"I CCIR (Compagnie Carabinieri ad Intervento Risolutivo) rappresentano una meteora nel panorama delle soluzioni per l'ordine pubblico, nascono per genova-G8 e muoiono con genova-G8.
Brilleranno un solo giorno, venerdi' 20 Luglio 2001.
Di una luce che è bene non scordare.
Rappresentano dichiaratamente una sorta di sperimentazione sul campo delle nuove tattiche di gestione dell'ordine pubblico... ma da dove viene l'idea?
Ecco, l'idea in effetti e' abbastanza nuova e nasce dopo Seattle. A ben vedere tutto ruota attorno ad una convinzione: la possibilita' dell'attacco offensivo e risolutivo in operazioni di ordine pubblico. La possibilita' cioe' di superare il concetto di contenimento e minimizzazione dei danni.
Un'idea dell'ordine pubblico molto americana in cui brillano sinistri i riflessi della rivolta di Los Angeles del 1992, della sua gestione militare e della dottrina che su questa si è fondata.
L'idea è che esista un limite insuperabile nella gestione dell'ordine pubblico, oltrepassato il quale il *cittadino* diventa *nemico*, e che questo limite il popolo di Seattle lo abbia oltrepassato quel giorno del blocco al WTO, autoclassificandosi come ostile all'impero e dei suoi riti religiosi (i vertici). Autocollocandosi sul terreno dell'eresia." - fine stralcio -

E' bene che questi argomenti siano chiari nella testa dei molti che credono, più per vile pigrizia che per ragioni proprie, alle notizie ufficiali.

Mentre qualcuno si ribella al costituendo potere neofascista nella forma e sostanza, i nostri anziani e i nostri fratelli li giudicano chiamandoli estremisti violenti.