"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 18 febbraio 2007

Solitudine

Oggi ho fatto un salto a Milano per via di un impegno interessante, legato al mondo della medicina naturale. Ho viaggiato assieme ad un amico, in parte in macchina, in parte in metropolitana.. Come sempre, quando non ero impegnato in conversazione col mio compagno di viaggio, mi sono soffermato sui volti delle persone che mi circondavano. Non solo i volti, anche la loro figura, e le posture che inconsciamente assumevano nelle varie situazioni incontrate.. E come sempre, pur senza giudicare (perché un giudizio non solo è sbagliato ma pure inutile) coglievo le loro emanazioni.. perlopiù di sopportata rassegnazione, a volte di tristezza, raramente di allegria, forzata o meno. Su tutto, come sempre, è prevalsa la sensazione di una grande solitudine.. Proprio là dove si ammassano gli individui, invece di un senso di condivisione si avverte un senso di estraniamento, fonte di disagio o anche di pena..

Sembra che le persone, più che non volere, non sappiano comunicare, se non su una base di trite convenzioni e falsi stereotipi.
Sarà che la civiltà moderna ci ha così frammentati, che davvero non sappiamo più chi siamo e cosa facciamo; mentre una volta la vita forse era più piana, ma la cultura era largamente condivisa e il senso di appartenenza più vero e concreto.

Questo discorso mi rifà andare indietro con la memoria, all'incontro con un'altra grande solitudine, questa volta legata ad un personaggio noto in tutta Italia: l'attore Carlo Campanini. Era l'anno 1976, allora lavoravo a Torino (in fabbrica) e tuttavia sapevo ritagliarmi spazi personali che mi davano la possibilità di "incontrare" persone e far nascere nuove amicizie. Mi interessavo di teatro, canottaggio, discipline orientali, anzi praticavo questi interessi in vari "spazi" della città. Essendo appiedato (avevo la patente, ma comprarmi la macchina non mi interessava) facevo anche molti km a piedi, dal centro alla periferia e viceversa (ma a volte andavo in tram..), alla scoperta degli angoli più suggestivi di questa grande e, a suo modo, affascinante città.
E' capitato, un giorno, di ritrovarmi dallle parti di piazza S. Carlo (la piazza del cavallo che assaltano gli iuventini tutte le volte che vincono uno scudetto..), e di intrufolarmi in un vecchio bar, anzi antico per fondazione, e molto elegante. Ero l'unico avventore, fatto salvo un signore che stava appoggiato, in fondo alla sala, a un lungo bancone. Era di spalle, l'aria dimessa e, direi, quasi abbandonata. Notando il mio sguardo, il barista mi guarda e dice: "Vede, quel signore là è Campanini, l'attore.. Ogni tanto viene. Ma non sta bene, è molto depresso..".
Quell'informazione non richiesta mi colpì (e l'immagine di quell'uomo è ancora stampata nella mia testa chiara come se la vedessi oggi), e ricordo che istintivamente mi venne il desiderio di parlargli, anche solo di andare a salutarlo.. Ma un eccessivo riserbo, o paura di intromettermi in fatti che non erano miei, mi impedì di muovermi.

Ecco, forse ,se invece di rinchiudermi in un silenzio ipocrita fossi andato da lui e gli avessi allungato una mano con un sorriso, ripeto forse, la sua giornata sarebbe andata diversamente..
Sappiamo accarezzare un cane, e manchiamo di sensibilità nei confronti di coloro che soffrono, magari in silenzio, e che ,sempre in silenzio, un giorno se ne vanno.. In fondo so che ,dentro di me, questa mia mancanza di slancio, che ho avuto allora, non me la sono mai perdonata.
Ci sono stati altri slanci, poi. Ed anche altre piccole o grandi mancanze. Tuttavia so che questo mondo sarebbe davvero migliore se guardassimo agli altri con meno egoismo, con sincero amore, quello vero, quello gratuito.. se ci sforzassimo di condividerlo. Ne avremmo indietro molto, ma molto di più.
Campanini è morto otto anni dopo, a Roma, e nel '76 la sua stella era da un pezzo che non brillava nel firmamento dello spettacolo, faceva ancora qualche spettacolo ma era piuttosto snobbato nell'ambiente. Anche dal suo vecchio amico, e mentore, Macario, che per ritornare alla ribalta nazionale stava facendo carte false.. e lo illuse per l'ultima volta. E andava dicendo, in qualche rara intervista: “La realtà oggi non è gentile con noi. [ … ] Non posso far divertire il pubblico quando ci sarebbe da piangere”.
Suo figlio dice che è morto sereno, con la consolazione della sua fede, che era grande e, immagino, proprio perché tale, anche tormentata.

Chissà se mi ha intravisto, quel giorno, dando uno sguardo allo specchio appeso in fondo a quel bar..

mauro

13 commenti:

Equo ha detto...

Un affresco di un momento reale di vita, commovente e toccante... Soprattutto per me che, conoscendo i luoghi, mi sono "visto" tutta la scena. Ero anch'io in quegli anni a Torino e coltivavo gli stessi interessi di Mauro. Strana la vita, eh? Joung parlerebbe di sincronicità significativa. Io, invece, mi limito a godere del calore che mi danno le vostre parole e del senso di familiarità che si è instaurato in pochissimo tempo. Un abbraccione.

skakkina ha detto...

Se sapessi, Mauro. Questa storia mi commuove perché ho una paura matta della solitudine, quella vera però, che non equivale semplicemente a "passare il tempo da soli", questo anzi è un ottimo e piacevole esercizio per chi solo non lo è.
C'è stato un periodo della mia vita in cui ho attraversato quella che la mia ignoranza in materia mi spinge a definire "depressione". E' stato proprio in quei momenti che mi sono chiusa in casa ed ho sviluppato un terrore per le folle: i momenti in cui ero costretta a stare in mezzo alla gente erano durissimi, mi sembrava di essere ancora più sola, di guardare gli altri come da fuori un acquario, e di chiedermi "ma dove vanno?" o "cosa pensano?". Mi sentivo totalmente estranea al mondo, come se solo io vivessi un dramma ignoto a tutti. Per nascondere questa sensazione di vero panico, tuffavo la faccia nel libro e tornavo nel mio mondo interiore.
Ora mi domando chissà quanti di quei volti che sembrano assenti vivono questa estraneazione.

Io ora non sono più sola perché ho il mio ragazzo. La mia solitudine però è per così dire "congenita", è dentro di me, pronta a tornare.

Penso alla morte di mio nonno da solo in ospedale mentre ero in Germania. Penso alla morte letteraria ma universale del capitano Drogo nel "Deserto dei Tartari", a quanto coraggio c'è voluto a morire così.
E che davvero a volte una parola basta a sollevare un pochino una vita. Che non è poco.

nunzio ha detto...

Ehi ragazzi, su col morale.... puttanate! Non lo direi mai.
Piuttosto porgo il mio calore accanto al vostro quando vi sentite soli, spero ricambiate.
Certo, cosa stiamo facendo qui in rete... parliamo e parliamo, scriviamo e scriviamo, quando invece vorrei conoscere Mauro e sentire questo racconto nel "reale" e non nel "virtuale".
Vorrei rincuorare Skakkina o almeno ascoltare tutta la sua vita senza proferir parola.
Vorrei disquisire con equo in tema di spiritualità, ma di persona.
Ciao a tutti.

elena ha detto...

Be', Nunzio, come non concordare? Però cerchiamo di vedere anche l'aspetto positivo delle cose: se tanti anni fa, in uno dei momenti più bui della mia vita, avessi avuto uno strumento come la rete e tanti amici come voi intorno, forse non sarei arrivata agli estremi che poi non ho comunque raggiunto (ma è una storia lunga... magari un'altra volta). Quindi, il "virtualume" non equivale certo ad una presenza, però... meglio che niente. Se non ci fosse la rete, forse non ci saremmo mai incontrati, ci avete pensato? E nemmeno conosciuti... chissà! Però poi in fondo sta a noi "coltivarci". Se davvero in aprile calerò su Roma, ve lo faccio sapere e vedrete che riusciamo ad organizzare un incontro... Equo, tu dove stai "fisicamente"? Io sto in zona Pavia nord, quasi Milano sud...
Suerte!

Anonimo ha detto...

Cara Elena,
scusami se mi permetto di scriverti. Non vorrei averti dispiaciuto con il mio ultimo commento su Ustica in risposta al tuo. E' solo il mio pensiero, ovviamente ce ce ne sono tanti diversi dal mio che comunque rispetto. Laura Picchi

Equo ha detto...

Come dicevo sono nato a Torino e, tra un viaggio e l'altro, ci ho anche vissuto un po'. Adesso mi sono rifugiato nella Contea :-) Sto in una casa sui colli tosco-emiliani, tra Bologna e Modena. Non è detto, comunque, che, un giorno o l'altro, non si possa organizzare una bella "adunanza" per guardarci sul muso.
Oppure vi inviterò a partecipare ad uno dei miei stage... così Elena sconfigge per sempre il suo "male oscuro", Skakkina riesce a sistemare il lutto non risolto con il nonno, Mauro trova nuovi strumenti per migliorare ancora le sue già notevoli capacità di guaritore, Istanbul si libera di catene antiche ed ormai rugginose, eccetera. Ora mi occupo degli Alberi, ricordate? ((( )))

elena ha detto...

Laura ciao. Non disdegno i fuori tema, ma sia questo argomento che Ustica richiedono, secondo me, tutto lo spazio a loro dedicato/concesso. Quindi, per favore, vai nel post su Ustica e troverai (tra poco...) la mia risposta.
Per tutti: non abbiate timore a lasciare commenti anche in post "vecchi": ho il segnalatore di "commento in arrivo" attivato, quindi so dove andare a leggere....
Equo: non sei lontanissimo ma, per ora, anni luce... che ne dici di raddrizzare un pino (una pina) contorto?

Equo ha detto...

Nessun problema, guapa. Skakkina ha anche la mia mail e l'autorizzazione a passarla agli amici...caso mai.
Mi piacciono i pini... :-)

elena ha detto...

Mah! In teoria la tua mail adesso ce l'ho pure io... ti ho scritto, ma forse mi hai cestinato perché non conoscevi quello strampalato mittente... fammi sapere, perché ti ho fatto delle domande cui vorrei risposta...
Ti piacciono i pini? Io li adoro... anche se a dire il vero non saprei scegliere, in mezzo ad un bosco...

nunzio ha detto...

ehm... scusate, non era un post "profondo" questo, o forse era un post sulla botanica ;)))

elena ha detto...

Perché, secondo te le foreste di alberi vecchi ma proprio VEEEEECCHI non sono profonde??? :)
E poi, è vero che la solitudine riguarda tutti, a qualsiasi età intendo, ma è anche vero che spesso i vecchi sono i più soli... prendi me! Che sono una PINA! :)
Tutto chiaro?

skakkina ha detto...

A Nunzio...manco le metafore più elementari...manco le basi del mestiereeee!!!! (detto alla Mario Brega)
;)

nunzio ha detto...

... qualcuno vi ha mandato una mail??? Andate a vedere!