"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

venerdì 22 giugno 2007

Pedo-pornografia in rete, due arresti e venti indagati





Roma | 22 giugno 2007

Si sono finti per mesi pedofili, infiltrandosi sotto falsa identità nelle chat più utilizzate. Hanno dialogato e scaricato materiale pedo-pornografico, entrando in contatto con gli adescatori di minori. Così gli agenti del compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia hanno condotto sotto copertura l'operazione "Taras' take over" volta al contrasto della pedo-pornografia on line. Due gli arresti in flagranza di reato, venti le persone indagate per divulgazione di materiale pedo-pornografico.

Le perquisizioni sono scattate tra la giornata di ieri e la scorsa notte. A finire in manette un panettiere di 40 anni della provincia di Udine e un militare sempre 40enne della provincia di Viterbo. I due sono stati fermati per il ruolo sociale che ricoprono ma anche per la quantità di materiale pedopornografico accumulato. Tra gli indagati, di diverse professioni, otto hanno in media tra i 26 e i 35 anni; in sei hanno fino ai 25 anni, ma i più attivi, secondo quanto riscontrato dalle forze dell'ordine, erano gli over 40.

Numerose le regioni interessate: Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Piemonte. Gli investigatori, coordinati dal pm Zorzi della Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia, hanno indagato su uno dei servizi di comunicazione via chat più utilizzato, che nella circostanza veniva frequentato per scambiare in tempo reale materiale pornografico prodotto utilizzando immagini e video di minori.

Nel corso delle perquisizioni, sono stati sequestrati 398 pc, 192 unità di archiviazione esterna, un migliaio tra cd e dvd, 197 floppy disk e 72 videocassette. I protagonisti involontari erano bambini costretti a subire violenze sessuali ad opera di adulti o di altri minori. Le indagini proseguono per capire se, oltre a scambiarsi materiale, gli indagati ne producessero in proprio. Sospetto nato da alcune conversazioni intercettate, in cui un presunto pedofilo parlava dell'interesse verso i propri nipotini.

fonte: http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=71227

Nessun commento: