"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

sabato 2 febbraio 2008

La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi



di Curzio Maltese


La vera spallata a Prodi alla fine l'ha data il Vaticano.

Era chiaro da tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi, elargitore di mille favori alla Chiesa durante il suo quinquennio a Palazzo Chigi. La Chiesa ha agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un'intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione.

La spallata della Chiesa
al centrosinistra era partita da lontano. Non c'è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l'azione del governo. Ma nell'ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l'attacco al Veltroni sindaco sul "degrado di Roma".

Ora, è chiaro che l'uno è "anche" papa e l'altro è, guarda caso, leader del Pd. Quanto alla predica del papa sui mali di Roma, dagli "affitti troppo alti" allo scarso attivismo dell'amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L'Apsa, che gestisce le proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può fare nulla per calmierare gli affittti?

La Chiesa è il primo evasore (legalizzato)
delle tasse romane, con l'esenzione dall'Ici, così come è il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L'elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d'acqua ai pass delle automobili per il centro.

Era ben studiato il pretesto della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in sé ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mpndo ed hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell'Universita di Roma? Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a san Pietro, senza dire che si trattava di politica.

Così è andata,
e nella folla di sanPietro c'era in prima fila Clemente Mastella, il quale proprio in quell'occasione, per sua ammissione, decide l'uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone, segretario di Stato vaticano.
Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della Dc.
I leader del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi.


fonte: il venerdì, 1 febbraio 2008

...

5 commenti:

Franca ha detto...

E questo nonostante che siamo stati abbondantemente servili nei confronti del Vaticano e di Confindustria...

Anonimo ha detto...

Mettiamoci d'accordo altrimenti non si capisce una mazza.
Il governo è caduto per una questione etica-morale di tipo religioso o per vili e materialistici calcoli affaristico-politici.
Insomma chi volete come alibi la gli studenti della Sapienza o i casi De Magistris-Mastella-Saccà-Berlusca.
Volete il grido di allarme di un Papa o i vari scandali finanziari-lobbistici dei soliti figli di putt---a?

Scegliete Dini-Mastella-Berlusca-Geronzi-Tanzi-Saccà o Benedetto XVI?

Incomincio a pensare che siete proprio scervellati :-)) di sinistra s'intende.

Mat

Anonimo ha detto...

Caro Mat, non si tratta di costruirsi 'alibi', si tratta di vedere la realtà italiana senza fette di 'salame' sugli occhi. E' ovvio che gli 'interessi' religiosi vanno a braccetto con gli interessi affaristico-politici, o neglio, nel caso di Mastella di puro opportunismo. La genesi della caduta di Prodi si può tranquillamente far risalire alla famosa "porcata" di Calderoli: una legge elettorale destabilizzante creata ad hoc alle ultime battute del governo Berlusconi. La destra, non certo formata da polli, da parecchio sentiva aria di bruciato, e si è inventata la legge elettorale nella 'certezza' della sconfitta.. Se un peccato hanno commesso è di non aver creduto fino in fondo alla possibile vittoria elettorale, tanto che hanno perso per un pugno di voti..
Ma tant'è.
Fatta la porcata hanno semplicemente aspettato che il governo Prodi, nato agonizzante, arrivasse a tirare gli ultimi, come è poi successo. L'unico scorno loro (della destra) è che l'agonia sia durata tanto a lungo.
Di spallate ne sono arrivate tante (o almeno tentativi), e quelle della Chiesa sono risultate decisive: se non altro hanno convinto i dubbiosi (come Dini, per intenderci) da che parte stava il bastone del comando.
Prodi, buonanima, ha tentato ogni via per tenere insieme il governo traballante, e bisogna dargli atto che l'ha fatto con competenza e tenacia. E nulla è servito l'inginocchiarsi, come dice l'articolista, per ingraziarsi le alte sfere del potere politico-religioso. Che aria tirava lo si era capito già quando è stata cooptata, a sorpresa, la famigerata Binetti nell'esecutivo del futuro Pd. Un tentativo di ingraziarsi, appunto, le gerarchie ecclesiastiche e lanciare un segnale di buona volontà politica e sociale.
Nulla è servito, come sappiamo. Ma non diamo la colpa alla sinistra, tout court, per favore, perché sarebbe pura ipocrisia. O drammatica cecità mentale.

mauro

Anonimo ha detto...

Troppa carne al fuoco caro Mauro.
Per quel che ricordo, e prescindendo dalla legge elettorale voluta dalla destra (criticata perchè gli eletti sono scelti dai partiti), l'unico governo che è durato una legislatura è stato quello di Berlusconi. Prodi già cadde in tempi non sospetti, anzi cadde anche D'Alema.
Se vi stà bene trovare del torbido ovunque, e cercando davvero si riesce a trovare "ovunque", continuate così.

Mat

edgar ha detto...

Condivido quel di Mat.