"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

mercoledì 19 settembre 2007

E Romano parte in contropiede

"Ma la società non è meglio"

di CONCITA DE GREGORIO



Romano Prodi durante Porta a Porta

ROMA - Sarà pure letargico, Romano Prodi.
Inseguito dalle risate di Beppe Grillo che lo chiama Valium ma sai che novità, sono quarant'anni che calca la scena pubblica: non è mai stato un drago del cabaret. Non è Berlusconi, no. Ha voglia di dire "sono sveglio come un grillo": si vede che se l'era preparata, le battute non gli vengono bene nemmeno quando sono buone. Però attenzione alle parole. "Gli italiani non sono meglio della classe politica che li rappresenta", ha detto e ci vuole un coraggio da leoni, altro che Valium, a dire agli italiani pensate per voi, guardate a come vi comportate nelle vostre vite.

Dirlo mentre a migliaia scendono in piazza sulla cresta dell'onda dell'antipolitica che avanza: il grillismo di sinistra, gli antipartiti, gli anticasta, gli antiprivilegi, gli scrittori dell'impegno, gli intellettuali della protesta.
Eravamo, ieri sera, a "Porta a Porta": il feudo tv di Vespa che da tredici anni segna le stagioni ormai in sostituzione del meteo, è ricominciato dunque è autunno.

Prodi era lì sotto un cartello rosso con scritto 'Adesso parlo io'. Difatti. "Non trovo che la società sia meglio" dei politici arraffoni e cialtroni, cambiacasacca e avidi, pavidi, mangia pane a ufo, mediocri. Ha detto così e ci vuole coraggio, appunto, a farlo adesso oppure (o anche) niente più da perdere: è l'ultimo mandato, l'ultimo scorcio di legislatura, dopo di lui correrà Veltroni e dunque qualche libertà in più, qualche verità si può anche dire in scioltezza. Bene, sostiene Prodi: la politica è quella che è ma "io mi giro intorno e vedo concorsi truccati, figli che fanno lo stesso mestiere dei genitori", non c'è bisogno di aver letto i giornali nelle ultime settimane per capire di che parla.

Medici figli di medici e avvocati e notai e presentatori tv e giornalisti, certo, cantanti figli di cantanti e via con le corporazioni che si blindano e si proteggono truccando le carte come i bari alla bisca. E poi ancora. "Sì, ho fatto il testimonial dello spot per la donazione di organi: ma vi rendete conto che l'Italia importa il 40 per cento del sangue necessario? E' colpa del governo, questa, o è responsabilità degli educatori, delle scuole?". Che gente è la gente che non dà il suo sangue a chi ne ha bisogno? Chi deve insegnare la generosità, il coraggio, l'onestà a questo popolo? Dove sono gli educatori, chiede il Professore. Lo aveva già fatto parlando di tasse: perché la Chiesa tace, nelle sue omelie, sull'evasione fiscale? E' successa la fine del mondo, lì, perché toccare la Chiesa e toccarla sui soldi non è proprio un'abitudine soprattutto se sei cresciuto in parrocchia.

E poi ancora, torniamo alla serata in tv, nuova pagina nuovo argomento: la sicurezza, il controllo nella microcriminalità e le sanzioni a coloro che commettono reato siano o non siano immigrati. "Gli immigrati servono all'economia. Nella mia terra in Emilia i sik, gli indiani col turbante e la barba, mungono le mucche i marocchini fanno il pane: o ci mandiamo i nostri figli a mungere le mucche o il lavori pesanti notturni e poco pagati o li facciamo fare agli immigrati.

Certo, poi ci sono quelli che delinquono ma per combattere il crimine la prima cosa è la certezza della pena: è il sistema giudiziario che deve garantirla". Sta dicendo che i magistrati sono lassisti?, chiede felpato Bruno Vespa. Prodi allarga le braccia: "Di fatto tutte queste sospensioni, patteggiamenti..." insomma sì, una strozzatura un freno grande è lì. Ce n'è per i giudici e non basta, perché proprio a proposito di pane ce n'è ancora per qualcun altro: "Ai miei tempi si portava al forno un quintale di farina e si riceveva indietro un quintale di pane, il pane pesa parecchio meno della farina perché c'è dentro l'acqua e il resto, il guadagno del fornaio era quella differenza di peso. Oggi la farina costa poco più di 40 centesimi al chilo. E quanto costa il pane?". Rispondono tre famiglie in collegamento video: vicino a Milano costa 4 euro e 50, a Roma 2,50, a Bari 1,50.

Benissimo, anzi malissimo chiosa Prodi: "Come può costare il pane, a Milano, dieci volte più della farina? Come ci possono essere tre euro di differenza al chilo dal Nord al Sud?". Risposte sottintese: qualcuno ci specula parecchio. I fornai? Il governo sta accusando i fornai dell'hinterland lombardo di affamare i pensionati? Controreplica dei direttori di giornali, sindacalisti e industriali seduti in studio: servono controlli, serve la liberalizzazione delle professioni.

"Ma abbiamo appena aperto l'opportunità di lavoro a migliaia di nuovi fornai - risponde Prodi - Certo, i controlli. Certo che bisogna anche mandare le ispezioni nei forni" ma la tesi di fondo, l'accusa è ancora quella: ci vuole il bastone per punire, d'accordo, ma il carattere nazionale è così. Chi può lucrare lucra, chi può evadere evade. Chi è più furbo degli altri la fa franca: e l'etica, la morale di un popolo?

Dal pulpito, per stasera, l'omelia è finita. Fate il vostro esame di coscienza, dice Valium-Prodi. Fatelo tutti, "voglio proprio vedere cosa succederà a Grillo ora che ha deciso di fare un partito, perché questo è successo: farà le sue liste, dunque un partito. Io sono d'accordo con molte delle cose che dice, è giusto - con alcune specifiche - inibire il Parlamento ai condannati e sono stato il primo, non da oggi, a darmi il limite di due mandati. Ma come si sposa la richiesta di non avere tessere di partito per essere candidati con la nascita del partito di Grillo? Lo voglio vedere alla prova della selezione dei candidati, dei piccoli interessi. Lo voglio veder passare dalla protesta alla proposta: riparliamone fra quindici giorni".

Il resto è politica dei prossimi giorni. Non si può tagliare l'Irpef ma ridurremo le imposte, sull'Ici si decide il 30 settembre. La Tav si farà, "c'è un nuovo progetto a Bruxelles: abbiamo sentito le comunità locali abbiamo cambiato il tracciato". Il nucleare no, per ora. Il rimpasto di governo non sembra necessario al momento. Non è detto che dopo un'eventuale riforma elettorale si torni a votare, "non è una regola non è scritto da nessuna parte". Ma durerà, questo governo, o si vota in primavera come tanti dicono? "Può cadere per un incidente ma senza incidenti si arriva alla fine: cinque anni". E, domandone, Veltroni sarà d'accordo o vuole forse insidiarla, con quel suo programma per il partito che sembra un programma per la legislatura? "Veltroni è degno di aspirare alla guida del governo", degno, dice. Perciò il suo programma va bene così, al prossimo giro tocca a lui e tanti cari auguri.

(18 settembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/politica/prodi-porta-porta/no-valium/no-valium.html

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4 commenti:

elena ha detto...

Eggià, la società civile non è meglio della classe politica che esprime: chissà quanto ci ha pensato, per arrivarci...
Ma non si combatte il qualunquismo del "i politici son tutti ladri e bugiardi" (affermazione peraltro falsa) con altrettanto qualunquismo... non si ribaltano le colpe e le responsabilità. Così non si risolve nulla. Ognuno si prenda le sue responsabilità e cominci a cambiare dal suo piccolo. Comodo aspettare che cambi prima l'altro... Così legittimiamo tutto ed il contrario di tutto. Bella roba...

Anonimo ha detto...

... ben detto.

Val ha detto...

Ah: è così?
hiihihihihihihihihihbihihihihihihihi...ma andate a Prandulo.
La società è così come l'uomo la costruisce!
E se vero che ogni popolo ha il governo che si merita, signor Prodi,allora quelli che fanno le leggi sono ancora più colpevoli dello sfascismo in atto nel nostro paese e in modo particolare quelli che si fanno votare per una cosa e poi ne fanno altre.
Certo, che se non si è politicizzati e davvero dura preferire gente come lei e il lungo opportunista di Venaria(che squallore il richiamare,puntuale all'opportunità grillina, il congelamento degli aumenti da parte di chi ha le banche e dice di stare dalla parte(?) dei lavoratori)al caimano e soci.
Almeno loro,se lo appoggiano usano la vaselina al quale ci hanno abituati.
Conviene che lei si accentri il più possibile verso i giovani dell'azione cattolica delle varie tendenze, perchè se spera di trovare masse di giovani ulivisti si sbaglia di grosso.
Per quello che lei rappresenta, i giovani o son neocomunisti oppure proprio grillini o in ultima analisi scazzati e arrabbiati,diventati qualunquisti, perchè ne hanno pieni i maroni dei portatori di pura ipocrisia.
Comunque, la ringrazio di cuore perchè il suo è veramente un bell'esempio educativo,considerando che lei è la prima carica vera dello stato.
Veramente complimenti!

Franca ha detto...

Credo che qui abbiamo ragione un po' tutti.
Stranamente per la prima volta in vita mia non dissento del tutto dalle dichiarazioni di Prodi.
Io questa cosa l'avevo detta commentando la partecipazione al V-Day e chiedendomi quanta di quella gente che mandava a quel paese i politici poi nel suo privato, in piccolo, si comportava alla stesso modo?
Quanti non hanno mai chiesto un favore al potente di turno?
Quanti, quando le preferenze si potevano esprimere l'hanno fatto (con o senza cognizione di causa)?
Quanti di quelli che erano in piazza sarebbero disposti ad impegnarsi in prima persona, a sottrarre del tempo alla famiglia?
E così via.
Però, giustamente come dice Elena, non si può passare da un qualunquismo all'altro passandosi la palla.
Ma per cambiare in alto bisogna partire dal basso e questo spetta a tutti noi, a cominciare dal nostro comportamento nella vita di tutti i giorni.
Una società, che non è un'entità astratta, ma siamo tutti quanti insieme, quanto migliore diventerà tanto inevitabilmente produrrà anche una classe politica migliore