"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

sabato 22 settembre 2007

Si parva licet



di Abu Yasin Merighi 20/09/07


La gratitudine è indubbiamente una delle migliori e più apprezzabili qualità umane, seppur, di questi tempi, merce rara e ricercata. E poiché il buon Cicerone diceva “ Gratus debet esse qui accepit beneficium” , mi sembra più che doveroso ricambiare il favore e la considerazione dimostratami in un’occasione pubblica dall’arcinoto Beppe Grillo . Premesso che non conosco personalmente il noto opinion-maker genovese, per quel che può contare una veloce riflessione personale per di più da un punto di osservazione lontanissimo, i recenti sviluppi e la consueta isteria che aleggia sinistra nel nostro paese mi inducono a scrivergli due righe di sostegno e un modestissimo consiglio, naturalmente non richiesto.

Mi son tornati in mente i tempi della cosiddetta “Mani Pulite”, quando sui muri di Milano e di altre città d’Italia appariva la scritta W DI PIETRO, con il magistrato che appariva sorridente di fronte alle telecamere ed ai microfoni dei cronisti che tenevano d’assedio il Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo. Poi Di Pietro appese la toga al chiodo, mentre incominciavano ad apparire scritte di tono opposto, con la stessa lettera all’ingiù, abbasso…..

Quando chiesero all’ex Pm che cosa intendeva fare del suo futuro, mi ricordo che rispose " Mi comprerò un bel trattore rosso, e farò il contadino dalle mie parti" ( cito a memoria, ma quello del trattore rosso me lo ricordo molto bene ). Le cose, come poi si vide, andarono diversamente, e il patrimonio di fiducia popolare che il magistrato aveva acquisito negli anni andò via via sgretolandosi e non mi pare che abbia dato i risultati che, all’inizio, molti auspicavano…

Il perché, al di là delle capacità più o meno spiccate del singolo, è abbastanza evidente: l’illusione di poter cambiare le cose dal di dentro, pensando di poter rimanere immuni dalle logiche di partito e di corridoio, dalla melma del Transatlantico e dalle zavorre di sezione, dalla mediocrità generale e dalla corruzione innanzitutto morale di cui trasudavano ( e, ahìnoi, trasudano ) il Parlamento e i vari palazzi.

Ora, mi pare che Beppe Grillo stia inducendo nella medesima tentazione, ossia quella di formare un movimento di riforma ( seppur dal basso ) che possa intervenire modificando la qualità della politica ed innalzando il livello di partecipazione collettiva al cosiddetto bene comune ( che è poi la principale accezione di Res Publica ).

Nei termini in cui si va delineando, ossia con l’idea di creare delle liste civiche ad hoc, mi sembra chiaro che il progetto sia destinato a naufragare, oltretutto in brevissimo tempo: in primis, perché non sarà facile trovare delle persone perbene e capaci disposte ad addentrarsi nei meandri amministrativi ( anche solo a livello circoscrizionale ), ma soprattutto perché un simile movimento si vedrebbe costretto a correre praticamente da solo nella maggior parte dei comuni interessati, con esiti ( vigendo, in democrazia, la logica dei numeri ) a dir poco disastrosi, a meno di improbabili imparentamenti di lista che avrebbero però immediatamente l’effetto di far decadere la natura idealistica del progetto. Mi sembra una cosa del tutto priva di senso. Grillo e i suoi boys subirebbero lo stesso trattamento riservato a una certa parte di musulmani in Italia, a cui viene contrapposta una feccia da cortile nauseabonda ed impresentabile, accreditata come rispettabile e moderata, con lo straordinario risultato di doversi continuamente giustificare o difendere da attacchi insensati, irresponsabili e violenti e di un livello di inaudita tracotanza ( solo l’altro ieri, un noto esponente di An paragonava i musulmani di Bologna alle BR, tant’è che un buontempone locale ha pensato bene di sollecitare il settore urbanistica richiedendo la modifica dell’attuale via Pallavicini – dove risiede il luogo di culto islamico – in Via Monte Nevoso ).

Tutto ciò sarebbe più che disdicevole,
avvilente. Al contrario, così come Di Pietro ai suoi tempi, è pur vero che Grillo detiene ora un patrimonio di fiducia popolare tale da far invidia a qualsiasi governante di paese arabo, ma è un vento difficilmente imbrigliabile, è un’enorme energia alternativa di improbabile se non impossibile sfruttamento, almeno allo stato attuale. Che fare allora, come non mandar deluse similari aspettative? Certo sarebbe ingeneroso consigliare a Grillo di comprare da Di Pietro quel trattore rosso messo lì in un angolo del garage ( anche se magari potrebbe prenderlo per un canta, aspetto questo cui un ligure potrebbe anche non risultare insensibile ), ma una cosa deve sapere, se ancora qualcuno non glielo ha fatto notare: e cioè che le sole rivoluzioni colorate che riescono sono quelle pagate dalla Cia. Hanno tanto spazio nei media ufficiali, godono di solidissimi sponsor e sono quasi incruente, ma hanno un difetto di fabbricazione, tipico delle cose artificiali: in genere durano poco tempo, a volte pochissimo, politicamente parlando. Non sottovaluti, Grillo, ciò che accade in Europa, specie a sud-est di Mosca. E, se proprio medita di scendere nell’agone politico, entri nell’ottica di sfrondarsi la chioma: la kippà non è facile da indossare e mal si concilia con una foresta di ricci. Magari vada pure a farsi un viaggetto a Gerusalemme ( oltretutto da quelle parti, ultimamente, i comici li premiamo pure volentieri ) si faccia vedere in giro con Fiamma Nirenstein e mantenga un profilo di contrita deferenza in certi luoghi sacri del nostro continente.

E se umiliare a tal punto
la sua notevole intelligenza gli sembrerà quasi indolore allora sì, potrà pensare che Parigi valga bene qualche ( non solo una!!! ) messa; altrimenti, credo sarebbe più utile e salutare continuare nella sua straordinaria opera di sensibilizzazione, mettendo in campo ( e non solo in rete ) sofisticate sinergie tra il mondo scientifico sano presente nel nostro paese e sempre più ampi strati della popolazione attiva e consapevole ( che pure esiste, oscurata dal ciarpame televisivo nazional-popolare ), lavorando per formare una coscienza civile che innalzi i singoli oltre il livello di consumatori disperati in cui l’attuale classe dirigente mondiale ci sta relegando forte di un potere mass-mediatico sovrastante.

Grillo medita
di mettere la testa nella bocca del leone, mentre dal pubblico decine di cannucce appuntite sono pronte a partire da cerbottane puntate sul fondoschiena del pigro animale.

Non sarebbe un bello spettacolo da vedere.


20 settembre 2007


Marco Tullio Cicerone, De provinciis consolaribus, 41, trad. “Chi ricevette un beneficio deve essere grato”.
Cesena e Beppe Grillo Meetup Group (Cesena) - Meetup.com - "dedicatemi qualche minuto, vale la pena di leggere l'articolo di Abu Yasin Merighi, datato 31/10/06 su http://www.islam-online.it... "La festa delle zucche vuote" ... beppegrillo.meetup.com/143/?gj=sj4.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"...lavorando per formare una coscienza civile che innalzi i singoli oltre il livello di consumatori disperati in cui l’attuale classe dirigente mondiale ci sta relegando forte di un potere mass-mediatico sovrastante."

Ecco perchè non bisogna affievolire nessun tentativo di "rivolta", di "presa posizione", di "strategia" di chi pensa anche solo ingenuamente, di poter cambiare la società in cui vive. Seppur crede da parte sua, di avere la verità in tasca.

Anonimo ha detto...

Forse non ho capito il succo del discorso, soprattutto considerando la citazione di Cicerone.

Per restare nel tema "roma antica", questo post somiglia tanto al discorso tenuto da Antonio " a favore" di Cassio e Bruto.

by Mat