"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 23 settembre 2007

Il TG1 ha il mal di Pansa



Imperversa la Grilleide, e si scatenano gli opinion-maker di ogni estrazione. Il TG1 ha il suo: Giampaolo Pansa.
Che sollecitato (edizione delle 20 di oggi) dal pennarolo di facciata della testata giornalistica dell'ammiraglia televisiva di Stato sulla diatriba in corso tra Scalfari e Grillo, volutamente mette l'accento su quell'"Italiani!" scelto da Grillo come intercalare buffonesco durante la sua performance di Bologna.
Pansa sa benissimo che Grillo voleva con quel grido reiterato fare un gioco di richiamo e una sana autoironia, ma il "buon" Pansa non perde l'occasione per rimarcare il richiamo come una voglia a un ritorno ad uno Stato "sfascista" perché, lui dice, ogni dittatura, nella storia, nasce sempre dall'azzeramento del sistema democratico, che nel nostro caso è la "demolizione" dei partiti. Non solo: in pratica dice che dalle aggressioni verbali alle "pallottole" (testualmente) il passo è breve. Ora, chi è che fa demagogia? E magari prepara, e giustifica, nuovi scenari di "strategia della tensione"..
Vergognoso.
mauro
...

CHI E'

Giampaolo Pansa: il grande bugiardo

di Gennaro Carotenuto

martedì 3 ottobre 2006


E' in uscita un'altra pansata.
Questa volta si chiama addirittura La grande bugia. Le sinistre italiane e il sangue dei vinti, Sperling & Kupfer, 18 euro. La grande bugia sarebbe la Resistenza. Tra lo spellarsi le mani di tutte le destre passate e presenti, basta dare un'occhiata alle lodi del Giornale o del Tempo, Pansa ha "scoperto" le vulgate antiresistenziali di destra ed estrema destra. Le ha fatte proprie, pretende che siano verità rivelate e dogmi di fede. Le spaccia come frutto di un proprio cammino di purificazione e intima alla sinistra, alla comunità scientifica, a chiunque si sia occupato con professionalità e dedizione della guerra di Liberazione negli ultimi sessant'anni di ammetterlo: erano tutte balle inventate dai comunisti.

Per Pansa va buttato nella spazzatura il lavoro di sessant'anni di decine di storici professionisti. Ventila tra le righe che fossero tutti pagati dal Cremlino e che per esempio a Torino nel 1943 non ci siano stati scioperi, nessuna insurrezione nel 1945, "a noi c'hanno liberato l'americani" e chi ricorda anche i partigiani, ricorda male perché vuole ricordare male. Ci sciorina il suo microcosmo di Casale Monferrato dove i contadini "non ne potevano più dei partigiani razziatori" come se in Italia nel 1944 qualcuno potesse pretendere di fare la propria vita disinteressandosi della guerra e dell'occupazione.

Bisogna domandarsi se Pansa sappia per esempio chi sia Claudio Pavone, se conosca un lavoro come Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, ripubblicato quest'anno da Bollati Boringhieri, che lo aveva pubblicato originariamente nel 1991, che già 15 anni fa faceva con rigore scientifico il punto sull'uso pubblico della Resistenza da parte della sinistra comunista, e sul rapporto con gli sconfitti che per Pansa non dovremmo più neanche chiamare fascisti. Perché chiamarli fascisti è una maniera di levare loro voce (sic!).

Forse bisognerebbe ignorare l'oramai annuale almanacco antiresistenziale di Pansa, ogni anno più gridato e grossolano, che con la scusa di dare voce agli sconfitti finisce per riabilitare le presunte ragioni di questi, e debilitare le ragioni dell'antifascismo e della stessa costituzione repubblicana. Bisognerebbe ignorare quell'"io, che pure sono di sinistra, devo ammettere che" sul quale Pansa costruisce il suo successo di vendite. Una formuletta ammiccante a destra che in conclusione vuol dire che noi eravamo uguali a loro, torturatori e torturati, occupanti ed occupati, pescecani e morti di fame, chi con il fascismo e la guerra ha fatto i soldi (eccola parte della zona grigia) e chi ha dato la vita per liberare l'Italia dal nazifascismo.

I comunisti volevano la Rivoluzione e sarebbero andati sui monti per questa. Combattere il fascismo era incidentale. Tutta la Resistenza sarebbe macchiata da questo peccato originale. Riuscire a far passare un ideale rivoluzionario, la speranza di un mondo migliore, una militanza generosa e spesso eroica, ricondotta sempre alla legalità repubblicana dai dirigenti del PCI, come un complotto criminale del quale i comunisti si sarebbero macchiati, è un'operazione di profonda malafede politica da parte di Giampaolo Pansa. Da Salerno alla Costituente e per tutta la storia del PCI, la realtà non è quella che si ostina a disegnare Pansa. La realtà è che nessuna insurrezione, nessun colpo di stato, nessuna rottura democratica è mai venuta dal PCI, né con la Resistenza, né nel dopoguerra, né successivamente, né negli anni '70 con lo stragismo e la strategia della tensione, quando proprio il PCI ha rappresentato la pietra angolare della nostra democrazia.

Ma Pansa non fa lo storico, e neanche più il giornalista. Quindi può prescindere dalla realtà storica per riprendere ogni vulgata revisionista (nel senso deleterio del termine) ed affidarsi ai peggiori umori neri di questo paese. Pansa fa il polemista, non deve dimostrare una sola parola di quello che dice, e infatti non la dimostra. Gli basta appoggiarsi alla rivisitazione delle sue memorie giovanili per scegliere la sua redditizia nicchia di mercato e vendere in quella fetta di pubblico recettiva, nella quale si accomunano le destre di sempre e quelle sinistre che hanno capito come va il mondo. Se le penne di destra, fasciste e postfasciste, i Veneziani, i Tarchi, non hanno né credito né credibilità per scrivere bestseller antiresistenziali, un Pansa, spacciandosi come uomo di sinistra, ha il fisico del ruolo.

E Pansa si presta volentieri; oramai di mestiere fa la velina della vulgata antiresistenziale. Come le veline mostrano tette e curve così Pansa mostra il partigiano cattivo e il fascista che "c'aveva diritto di essere fascista" come l'italiano del 2006 ha diritto di essere xenofobo. Il Pansa antiresistenziale perché oggi la resistenza non va più di moda, rappresenta il peggior trasformismo di questo paese. Pansa, come pure le veline, mostrano ai loro rispettivi pubblici quello che vogliono vedere: tette, curve, partigiani cattivi e fascisti innocui. Non importa che veline e fascisti -ognuno nel suo specifico- siano il peggio di questo paese: hanno mercato.

fonte: http://www.gennarocarotenuto.it/public/post/giampaolo-pansa-il-grande-bugiardo-760.asp

...

15 commenti:

Anonimo ha detto...

La resistenza non ha liberato l'Italia. Vogliamo dire la verità chiara: L'Italia è stata liberata dagli americani - punto
Nella resistenza non vi erano solo uomini di sinistra, una discreta e significativa parte era formata da cattolici e laici democratici e liberali.
Quello che denuncia Pansa sono i fatti avvenuti dopo la liberazione, quando il movimento rivoluzionario comunista pensò di arrivare al potere, instaurando la fantastica "democrazia del popolo" comunista che tanto bene ha fatto ai fortunati paesi del N.E. d'europa.
Cazzo che ci siamo persi.

by Mat

Anonimo ha detto...

Sul pensiero di Pansa relativo a Grillo, pensiero che lo accomuna all'illuminato Eugenio Scalfari e relativo ad un pericolo fascista (Scalfari parlava della marcia su Roma), beh! non saprei che dire, sono senza parole.
Paragonare la società del dopoguerra 15-18 alla società attuale lo può fare solo chi ama il sensazionalismo, ma soprattutto ama ascoltarsi.

by Mat

elena ha detto...

Quello che denuncia Pansa sono atti di vera e propria epurazione e/o vendetta compiuti a suo dire dai partigiani. Poiché, come giustamente ricordi, della Resistenza hanno fatto parte anche persone che comuniste non erano, se prendiamo per vere le sue teorie possiamo tranquillamente affermare che tali atti son stati compiuti da tutti e non solo dai comunisti. Però, perché non diciamo anche che molti fascisti e qualunquisti alla fine sono saltati sul carro dei vincitori e hanno fatto gli interessi loro?
Il fantomatico movimento insurrezionalista comunista tanto si è sbattuto per instaurare un regime che si è seduto al tavolo con persone che non erano comuniste a pensare di scrivere una Costituzione per tutti... ma già, nel frattempo i leaders comunisti avevano valigie piene di rubli - di quelle di dollari nelle mani di De Gasperi però non parliamo. Del regime democristiano nemmeno. Certo non sono la stessa cosa, sta di fatto che neppure i DC hanno rispettato la Costituzione... Non esiste la democrazia se non è per tutti. Io la penso così.
Dopodiché, gli americani liberatori... forse hanno avuto buon gioco perché già c'era in atto la Resistenza... nemmeno loro possono liberare chi non vuol esselo (vedi Vietnam o lo stesso Iraq, mi sembra). Mai sentito parlare di autodeterminazione dei popoli?

Franca ha detto...

All'ingresso del campo di concentramento di Dachau c'è una scritta che dice più o meno (le parole non sono testuali) che un popolo che dimentica il proprio passato sarà costretto a riviverlo di nuovo.
Questo è quanto può accadere in Germania dove i rigurgiti neonazisti non sono più così marginali e questo è quanto potrebbe accadere a noi se perdessimo il ricordo del valore della Resistenza che ha riscattato la fase ignominiosa del fascismo.
Il revisionismo avanza sempre di più e si insinua in maniera strisciante anche perchè sta pian piano scomparendo la generazione di chi la resistenza l'ha fatta e l'ha vissuta sulla propria pelle.
Adesso il testimone è passato a noi, che abbiamo ascoltato il racconto diretto, ed è nostro compito conservare e tramandare quella memoria ai nostri figli, raccontando, consigliando libri e, soprattutto, portandoli nei luoghi che narrano le storie tragiche di quel periodo.
Tra tanti di questi luoghi consiglio il Museo Cervi a Gattatico (PR) e che mi ha molto colpito perchè vi si respira ancora la vita di questa umile famiglia contadina, diventata un esempio per tanti, che ha saputo riscattarsi col proprio lavoro e ha saputo difendere le proprie idee pagando un prezzo altissimo.

Anonimo ha detto...

Cara Elena, chiedilo ai triestini cosa successe nel dopoguerra.
Per quanto riguarda l'autodeterminazione dei popoli, chiedi un parere ai polacchi.
Per quel che riguarda la costituzione e la collaborazione offerta dai comunisti ex combattenti ed ex resistenza, chiedi un parere ai generali americani in Italia ed ai russi stessi, che già si erano divisi il mondo.
Sulla fantomatica liberazione dei popoli, mi risulta che il Vietnam del sud, almeno all'inizio, chiese l'aiuto americano e gli occupanti furono quelli del nord.
Che mi dici della Corea del sud, davvero pensi che aspiri ad essere connessa al nord.
Spesso le parole volano sprezzanti sui destini dei popoli.
By Mat

Anonimo ha detto...

Cara Franca se i popoli dimenticano il passato è solo perchè il presente li delude. Mazismo e Fascismo non sono nate in una società priva di profondi contrasti ed ingiustizie.
Se la democrazia è il bene supremo, allora i suoi sacerdoti devono avere soluzioni adeguate e sempre occhi ed orecchi spalancati.
Chi è disperato, senza speranza, umiliato dalla società e soprattutto che gli viene negato il diritto di avere una casa e costruirsi una famiglia, non sas cosa farsene di una falsa democrazia che, sorda ai diritti costituzionali, si lascia trasportare inerte dalla legge del mercato globale.

by Mat

elena ha detto...

Mat, cerchiamo di capirci: io non ho detto né scritto, mi sembra, W Stalin o qualcosa di simile... Come non posso scrivere W la Corea del Nord o altri stati "comunisti". Se vivessimo in un regime del genere, non "temere": tu non potresti scrivere quello che scrivi, ma io nemmeno. Con buona probabilità ci faremmo compagnia per qualche tempo in Siberia o in un campo di rieducazione. L'autodeterminazione dei popoli non significa che altri due si mettono d'accordo sulla tua testa e ti spartiscono, ma nemmeno che uno si arroga il diritto di decidere qual'è la tua strada verso la democrazia. Certo potrei chiedere ai triestini qualcosa del dopoguerra, ma con lo stesso principio forse dovrei chiedere agli jugoslavi cos'era successo prima. Questo mi sembra un atteggiamento più obiettivo.
Il fatto comunque, a mio avviso, resta che Franca ha ragione: dobbiamo IMPARARE dal passato, altrimenti non facciamo altro che rinfacciarci accuse ed ignominie. Senza però prendere per oro colato quello che sui libri di storia sta scritto (e sui suddetti libri non ho mai visto apologie dei partigiani comunisti a scapito di tutti gli altri). Credo sarai d'accordo sul fatto che la storia viene scritta dai vincitori... che, guardacaso, sono più americani che altro. Ma se il vincitore aggiusta i fatti nella sua ottica e sottace le sofferenze che la sua vittoria ha comportato (vogliamo parlare degli Indiani d'America?) e qualcuno trova comodo saltare sul cavallo vincente e riscrivere le cose per mettere l'accento su quello che a lui fa più comodo, allora davvero cancelliamo tutto, che la storia non serve a nulla. Sul vivere in una democrazia altamente imperfetta, come darti torto? Non potrebbe nemmeno un democristiano cieco, credo... Ma anziché rimpiangere un passato di fasti, magari più idealizzato che reale, forse sarebbe ora che ci dessimo da fare. Chi non ha speranza (ma credi che la mia situazione sia rose e fiori? ti assicuro di no) oggi ha l'obbligo di tirarsi su le maniche e cercare di cambiare la direzione del mondo. Come? Partecipando. Dialogando. Confrontando le idee e le proposte, invece di assestarsi su posizioni immutabili. Se la destra fosse alla Gobetti, non avrei problemi a pensare ad un governo pure con loro (io). Ma dalla destra caciarona di Bossi, egoista di Berlusconi, bigotta ed ipocrita di Casini e sì, anche di Fini che sta in simile compagnia non arrivano proposte che si possano discutere. Arriva solo la pretesa di difendere privilegi di casta. E non dirmi che il governo Prodi non si sta comportando meglio: lo so. Infatti, non l'ho votato per quello che sta facendo ma per ciò che era scritto nel programma... io, povera illusa come tanti.

Anonimo ha detto...

OK Elena. concordo sul tuo ultimo commento. Teniamo la storia per maestra e guardiamo al presente ed al futuro senza farci inquinare da chi ha "scritto" la storia a suo uso e consumo. Chi è dotato di buon senso, di spirito democratico e ama la giustizia può dire la sua senza richiami a ideologie, superate ormai dagli stessi attori protagonisti, e macchiate da profonde ingiustizie.
Del resto sembra che solo noi italiani ci scanniamo tra dx e sx, mentre lor signori, consumando un caffè alla buvette di montecitorio, spesso si accordano alle nostre spalle.
Ecco che già si annunciano rialzi di prezzi e tariffe, che stando all'inflazione ufficiale appaionmo ingiustificati.
Lor signori maturano pensioni dopo 30 mesi, oltre a liquidazioni e riliquidazioni da favola a fine legislatura. E sembrano tutti d'accordo, già, bisogna dire che hanno rinunciato provvisoriamente al loro ultimo aumento.

Anonimo ha detto...

Come mai fassino rinuncia all'aumento? Come mai solo ora alcuni tribuni dell'agorà politico si sono resi sensibili ai loro privilegi??
Ditemi se sono stati folgorati sulla strada di Damasco o gli strali "santificanti" sono arrivati da Stella, Rizzo e Grillo?

by Mat

Anonimo ha detto...

wwww

Anonimo ha detto...

non capisco perchè pansa attacchi Grillo.Forse che il diritto di essere coscienza critica della politica in generale e della sinistra in particolare sia di sua esclusiva proprietà? Ci siamo scordati le sue crociate sull'espresso contro lo strapotere dei partiti?
Questo illustre intellettuale che da qualche anno si è messo in testa di riscrivere la storia senza citare fonti,archivi,documenti,dai quali fa scaturire le sue illuminate conclusioni,si scorda che la Resistenza ha combattuto il fascismo,regime illiberale che dopo un ventennio di dittatura e dopo aver scolpito nella storia patria la vergogna indelebile delle leggi razziali trascinò il paese nella tragedia di una guerra perduta e vendette ai nazisti il nord italia con la repubblichetta fantoccio di Salò che si macchiò di crimini orrendi.
La resa dei conti fu aspra?
Può anche darsi,ma io non vado oltre l'umana pieà per i morti.
Non dimentichiamo chi furono gli oppressori.
Non dimentichiamo che la Resistenza di cui i comunisti sono stati parte importante è l'unico orgoglio di questo sfortunato paese.
Per qualcosa di simile la Francia durante le trattive di pace stava seduta dalla parte dei vincitori.
A proposito mat,quando gli amrericani entrarono a Napoli,i tedeschi erano già scappati,sconfitti dal popolo.
nullo

Anonimo ha detto...

Non fraintedermi caro anonimo. Non ho intenzione di svilire l'eroico comportamento di chi ha imbracciato le armi contro i tedeschi, ammiro chiunque abbia avuto il coraggio di ribellarsi a rischio della propria vita.
Voglio solo dire che un esercito come quello tedesco si poteva solo sconfiggere con un altro esercito più potente e quello alleato lo era, ma solo con l'aiuto determinante degli americani.
La resistenza, anche a napoli, fa onore a chi la fatta ed anche a noi che li ricordiamo.
Restano i fatti e cioè che i tedeschi erano in fuga, quelli fuggiti da napoli si sttestarono prima sul Volturno e poi a Cassino e sappiamo quante vittime e tempo è costato agli alleati sconfiggerli.
In parole povere sono dell'opinione che nessuna "resistenza" aveva la capacità di sconfiggere i tedeschi.
Per la storia, le 4 giornate ebbere luogo dal 28 settembre al 1 ottobre del 43.
Gli alleati entrarono in napoli il 1 ottobre del 43.

by Mat

Anonimo ha detto...

"La resistenza ha insegnato, uccidere un fascista non è reato". Se questi sono i dettami della resistenza, allora stracciamo quella pagina dal libro della buona Italia.

Anonimo ha detto...

Quattro aggettivi appropriati per i partigiani rossi:
1. VIGLIACCHI: facevano azioni di guerriglia e poi si nascondevano quando c'erano le rappresaglie tedesche sui civili;
2. TRADITORI: combattevano contro l'alleato dell'Italia;
3. INUTILI: se non ci fossero stati inglesi ed americani ora saremmo sotto il nazismo.
4. VENDICATIVI: uccidevano a sangue freddo chiunque fosse sospettato di connivenza con il fascismo a vario titolo. Spesso uccidevano anche persone che non avevano nulla a che fare con il fascismo. Riprovevole la "tosatura" in pubblico delle donne che ritenevano colluse con il fascismo.

Finchè non si useranno questi aggettivi la verità storica non sarà ristabilita.

elena ha detto...

Se c'è una cosa, tra le tante, che non sopporto, è proprio la vigliaccheria. E tu, caro anonimo che hai commentato per ultimo, ne sei un bell'esempio. Anche nel caso (del tutto ipotetico) che il tuo commento contenesse del vero, il solo fatto che non ti firmi, nemmeno con uno pseudonimo, ti qualifica. Ma che hai paura, che ti venga a prendere sotto casa a sprangate, se ti firmi "banda bassotti" o che altro? Non essere ridicolo. Non lo farei, non l'ho mai fatto, e non solo perché sono una femminuccia. Semplicemente non è nel mio stile. E se avessi letto attentamente anche solo i commenti precedenti, lo sapresti. Ma a te non interessa capire: tu sei venuto qui solo per gettare la tua "saggezza" e, ovviamente, nascondere la mano. Complimenti davvero! Non ti meriti altra risposta, e ti va bene che non ti censuro il commento - io sono troppo tollerante, ma alla fine penso che ognuno si riveli, da solo, per quel che è. Medita, se ne sei capace. E non venire più qui a sparare frasi fatte. Grazie.