"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 12 agosto 2007

Italiani sempre più indebitati

15mila € a famiglia
E i romani battono tutti, a quota 21mila


ROMA (11 agosto) - L'indebitamento medio delle famiglie italiane ha toccato nel marzo di quest'anno i 14.800 euro. È quanto risulta da una elaborazione della Cgia di Mestre, che ricorda come l'importo (sicuramente pesante), non è comunque paragonabile a quello registrato dalle famiglie statunitensi, che ha superato alla fine del 2005 gli 84mila euro.

Le famiglie più indebitate. In Italia il carico maggiore di "sofferenze" per nucleo familiare è quello che coinvolge la provincia di Roma, dove si arriva ad una media di 21 mila 148, 70 euro. Seguono le famiglie milanesi (20 mila 142,96 euro), quelle della provincia di Lodi (19 mila 616,48 euro), le trentine (19 mila 270,18 euro) quelle di Reggio Emilia (19 mila 175,07 euro) e le bolzanine (con 19 mila 34,54 euro). L'indebitamento comprende, tra le varie voci, l'accensione di mutui per l'acquisto della casa, i prestiti per l'acquisto di beni mobili, credito al consumo e finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.

Meno ansia al Sud. A vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o delle finanziarie sono le famiglie del Sud, in particolar modo quelle residenti nella provincia di Vibo Valentia, dove il debito medio per nucleo è di 6 mila 494,58 euro (meno della metà della media nazionale). A precederle le famiglie di Benevento (6 mila 526,39 euro), quelle di Reggio Calabria (6 mila 587,82 euro), le avellinesi (6 mila 680,13 euro), quelle di Isernia (6 mila 732,65 euro) e di Enna ( 6 mila 876,80 euro).

Indebitamento per famiglia. Anche quando si parla di incremento dell'indebitamento per famiglia avvenuto negli ultimi 5 anni (a partire cioè dall'introduzione dell'euro) è al Sud che vengono registrate le percentuali di crescita meno elevate. Una su tutte è quella registrata nella provincia di Potenza, dove l'incremento è stato del 37, 3%. Mentre ai primissimi posti della classifica, nuovamente di dominio del Centro e del Nord, spiccano solo tre province del Mezzogiorno: Napoli, dove il debito delle famiglie è cresciuto del 105, 6%; Caserta 98, 36%, per arrivare a Crotone 93, 31%.

Dove il debito cresce. Il record della crescita del debito delle famiglie, comunque, appartiene alla provincia di Reggio Emilia, che ha registrato un incremento del 105, 78%, seguita da Piacenza (102, 26 %), da Chieti (98, 96 %), da Varese (95, 40 %), da Brescia (90, 19 %), da Lodi ( (89, 99 %), da Pavia (89, 74 %), e da Padova (89, 14 %).

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=6930&sez=HOME_NOSTRISOLDI

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Bankitalia: Popolo Rate Cresce, Credito Consumo +31,6%

Mi sono sempre domandato del perché in Italia c’è un cosi alto proliferare di finanziarie, la risposta e da ricercare nella legge anti usura del quale riporto uno stralcio.

Mi sono anche domandato del perché questa legge scandalo sia legge in uno stato civile e Democratico, di fatto legalizza l’usura economicamente parlando.

Un tasso di interesse del 20% in 5 anni erode il capitale.

In Italia non c’è una vera Antitrust e le aggregazioni Bancarie diventano monopolistiche del mercato, basta vedere i prodotti da Banca a Banca sono fatti con o stampino cambia solo il nome del prodotto.

E giusto assimilare il rischi Bancari, ai rischi che sostiene una industria tipo Italiana ?

Secondo Ernesto si, io costruisco case per rivenderle, loro prestano soldi, entrambi rischiamo sul mercato.

Quindi se seguite il mio ragionamento vediamo dove arriviamo,

Ho ragione? Ho Sbagliato? Sta a voi decidere!

Riporto: in estratto la legge antiusura, la rivelazione in base alla legge, del tasso medio rilevato e della soglia di usura.

Ho cercato di esplicare il mio ragionamento soprattutto con formule e calcoli.

Legge anti usura 108 / 1996: tassi usura periodo ottobre - dicembre 2006

Il tasso anti usura viene rilevato trimestralmente dalla banca d’italia ed è ottenuto come media dei tassi effettivi globali, ossia comprendenti anche spese e commissioni, praticati dal sistema bancario e finanziario. Il suddetto decreto fissa quindi i tassi di interesse effettivi globali medi che ha rilievo ai sensi della legge anti usura penale.
Le operazioni su cui applicare la legge anti usura sono genericamente indicate nelle seguenti: apertura di credito in conto corrente, anticipi, sconti commerciali ed altri finanziamenti alle imprese effettuate dalle banche, factoring, credito personale ed altri finanziamenti alla famiglia effettuati dalle banche, prestiti contro cessione del quinto dello stipendio, leasing, credito finalizzato all’acquisto rateale e credito revolving, mutui con la garanzia reale, ovvero relativi al mutuo a tasso fisso ed al mutuo a tasso variabile.

N.B. Al fine di determinare il tasso usurario, ai sensi dell’art. 2 legge n. 108 / 1996, i tassi di interesse rilevati per essere considerati usura, debbono essere aumentati della metà, cioè, il tasso è considerato dalla legge usurario qualora superi il dato rilevato maggiorato della metà. Solo allora si è puniti ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 644 del codice penale, cioè superata la soglia di cui sopra il fatto è considerato dalla legge come reato penale.

Tuttavia, i tassi non comprendono la commissione di massimo scoperto che, nella media delle operazioni bancarie rilevate, si attesta a 0,73 punto percentuale.
I sottostanti dati concernono la rilevazione dei tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge antiusura.

Tassi di interesse (soglia usura al 31/12/2006)

Prestiti contro cessione del quinto dello stipendio

Fino a 5.000-

tasso medio rilevato 19,85 - tasso soglia di usura 29,775

Oltre 5.000 -

tasso medio rilevato 11,11 - tasso soglia di usura 16,665

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Indebitamento per nucleo familiare in Italia €. 21.640,00, fonte il Mondo N.3 2007

PIANO DI AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE

€.21.640.00 mesi 60

Tasso medio rilevato al 31.12.2006 11,11%

Valori espressi in:Euro

RATA MENSILE: 471.0

IMPORTO TOTALE DA RIMBORSARE SECONDO LA LEGGE :28,262.0

N.B. O PRESO IN CONSIDERAZIONE IL TASSO MEDIO RILEVATO, MA MOLTI PAGANO DI PIU’ DEL 11,11% DI TASSO DI INTERESSE.

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Ma veniamo alla valutazione di Ernesto:

Quale la % equa da applicare come tasso di interesse?

Prendiamo in considerazione un prestito dietro garanzia della cessione del quinto dello stipendio.

Il per il costo del denaro si prende come riferimento l’Euribor 3 mesi a 365 gg. Tasso 3.654 %

Nelle transazioni commerciali con le aziende, la banca ricarica uno spred ( una maggiorazione in punti %)

Lo spred viene ricaricato per il semplice fatto che la banca considera di prendere in prestito il denaro, quindi non tiene conto delle sue riserve patrimoniali. Teniamo per valido questo principio ormai consolidato.

Qualità delle linee di credito :

La linea di credito e garantita da una cessione di credito su fattura, chiamata normalmente anticipo fattura, consiste da parte della banca nell’anticipo di un credito esigibile mediate emissione di fattura, la banca anticipa fino al 80% dell’importo della fattura. quindi del tutto assimilabile alla cessione del quinto sullo stipendi, soprattutto se in presenza di un TFR non percepito dal lavoratore e vincolato al buon esito della fine del prestito.

Spred applicato su Euribor dalla banca per una società artigiana è 1% quindi il tasso di interesse risulta essere del 4,654%

Facciamo un’altra valutazione comparativa:

La linea di credito su cessione del quinto dello stipendio e assimilabile alla linea di credito commerciale?

Si, il fattore tempo che crea una incertezza, in quanto la transazione commerciale a un suo fine trascorsi 90 giorni mentre il prestito su cessione del quinto dello stipendio dura 5 anni e il lavoratore può anche essere licenziato o licenziarsi, questa maggiore assunzione di rischi da parte della banca può essere mitigata in presenza di un TFR non percepito dal lavoratore capiente per l’importo del prestito almeno per il 50% e vincolato al buon esito della fine del prestito.
Con questi dati ,quanto sarebbe il giusto ricarico sui costi che la banca deve applicare?

Prendiamo il settore delle costruzioni edili negli appalti pubblici.

A fronte dei costi sostenuti ricavabili d analisi per la formazione di un elenco prezzi si deve applicare un ricarico del 15% per spese generali di gestione aziendale e un 10 % come utile di Impresa per il rischi assunto dall’imprenditore .TOTALE sui costi 26.50%.

Ora la Banca prende in prestito da un’altra Banca € 21.640,00 con il tempo restituisce il capitale al suo creditore, quale il costo sostenuto dalla Banca?

Valori espressi in: Euro

RATA TASSO A REGIME: 3,654

IMPORTO TOTALE DA RIMBORSARE (MONTANTE): 23, 700.0

Il costo sostenuto dalla banca è 21.640,00 – 23.700,00 = 2.060,00

Moltiplichiamo 2.060,00 x 26,50% = 545,90 utile bancario

Valore complessivo da restituire Alla banca = 23.700,00 + 545,90 = 24.245,9

Diviso 60 rate = 404,10

Differenza canone mensile fra tasso applicato e valutazione di Ernesto

471,00 – 404,10 = 66,90 x rate mutuo 60=4.014,10 : anni 5 = risparmio annuale 802,80

Perché invece lo stato Italiano fa leggi che chiama tassi antiusura ma da la possibilità di applicare tassi usurai economicamente parlando.

Qui si rimane nella regolarità fino all’applicazione di un tasso del 20% che in cinque anni erode il capitale.

UNA RITOCCATINA A QUESTA LEGGE AVREBBE DATO AGLI ITALIANI, PIU’ DI QUANTO IL GOVERNO A FATTO CON LA FINANZIARIA. I DEBITI LI FANNO I MENO FALCOLTOSI!!!

E che non mi si dica che sono ragionamenti dirigistici, perché il libero mercato funziona se libero veramente è non se protetto da leggi insensate o da accorpamenti che formano cartelli in un sistema sprovvisto delle tutele necessarie per i cittadini utenti.

fonte: ernestoscontento.wordpress.com/2007/01/

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