"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

mercoledì 15 agosto 2007

L’aviaria fa strage di paperi



15 agosto 2007

Per l’uomo nessun pericolo

di Loredana Demer

Oltre duecento volatili acquatici, almeno trenta al giorno nel corso dell’ultima settimana, sono morti alla foce del torrente Impero e nella zona di Santo Stefano al mare perché colpiti da aviaria. Non il ceppo pericoloso per l’uomo: cioè l’H5N1, bensì l’H7, mortale, comunque, per tutti i volatili, e non solo quelli migratori. Una morìa che, stando alle statistiche dell’Asl provinciale e degli esperti, non si è mai verificata prima in Liguria e con rari riscontri in Italia. Gli esami compiuti sui volatili hanno confermato proprio ieri mattina la presenza nel sangue degli animali del ceppo H7 dell’aviaria. Che non lascia scampo agli uccelli.

E dopo aver ricevuto la notizia, il veterinario Pier Luigi Conte - responsabile per l’aviaria nell’Asl imperiese - ha subito dato vita ad una unità di crisi provinciale e ha contattato via fax tutti i sindaci delle zone interessate in modo da emettere immediatamente l’ordinanza che avvisi gli allevatori di provvedere con urgenza a tutte le cautele possibili. Ma, soprattutto, affinché gli stessi chiudano in recinti con reti doppie i polli da cortile. Vietati anche mostre, mercati e fiere da Sanremo a Diano Marina, l’area ritenuta a rischio di contagio.

«E’ un ceppo assolutamente innocuo per le persone – ribadisce il capo dell’unità di crisi – ma occorre prestare molta attenzione agli animali da cortile. Finora questo tipo di patogenicità, ad alto rischio, ha colpito solo i volatili acquatici, cioè i migratori, ma qualora ci fossero animali da cortile lasciati liberi potrebbero venir contattati da altri uccelli infetti. E per loro non esisterebbe cura». Morte certa, insomma e successiva crisi di un settore che già in un recente passato è stato messo in ginocchio.

La morìa di uccelli è iniziata la scorsa settimana. Oltre trenta volatili al giorno senza vita sono stati rinvenuti alla foce del torrente Impero, nel capoluogo. Ma un focolaio è stato trovato anche alla foce del torrente che scorre a Santo Stefano al mare. Gli esami effettuati sui corpi degli animali hanno, purtroppo confermato i sospetti dei medici e ieri mattina si sono avuti i riscontri scritti della presenza nel sangue del virus H7 non pericoloso per l’uomo («nemmeno se si cibasse degli animali infetti», puntualizza ancora il dottor Conte), ma sicuramente mortale per tutti gli altri volatili.

Per i volatili non esiste cura e la diffusione, purtroppo, è rapidissima. Ecco perché l’unità di crisi ha stabilito di allertare tutti i comuni interessati (Sanremo, Arma di Taggia, Santo Stefano al mare, Riva Ligure, Imperia, Diano Marina), affinché i sindaci attraverso le loro ordinanze possano avvertire gli allevatori.

Fino a tre chilometri dai focolai circoscritti (Santo Stefano e la foce dell’Impero) è stata creata una zona di protezione totale con prelievi di sangue continui sugli animali e controlli a tappeto negli allevamenti presenti sul territorio in questione. E poi è stata decisa una fascia di sorveglianza entro i dieci chilometri.

Ma quali possono essere le cause dell’improvvisa quanto virulenta epidemia di aviaria? Secondo il veterinario la colpa potrebbe essere attribuita ai mutamenti climatici e alla loro influenza sui fenomeni migratori. Solitamente le migrazioni avvengono nel periodo compreso tra dicembre e marzo. Ma le probabili variazioni di clima potrebbero aver costretto i volatili a ritardare di mesi gli spostamenti. E fra questi erano sicuramente presenti animali malati. Che hanno poi contagiato i volatili presenti nelle oasi alle foci dei corsi d’acqua imperiesi. La morìa ha colpito soprattutto germani reali e papere.

«Non si vuole creare nessun allarmismo inutile – ribadisce Pier Luigi Conte, delegato all’ambiente anche nel Comune di Vallecrosia – ma è chiaro che gli allevatori devono seguire scrupolosamente quanto prevedono le norme in merito. L’importante è che gli animali vengano tenuti ben chiusi e non possano avere contatti con i volatili selvaggi». Già ieri pomeriggio la prima ordinanza urgente firmata dal sindaco di Taggia, Vincenzo Genduso.

fonte: http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/estrazione_timone/2007/08/15/&CODE=e8b487c8-4ada-11dc-95e6-0003badbebe4

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

ecco, bravi, non create allarmismi inutili dicendo fregnacce

elena ha detto...

Ecco, bravo, lascia commenti su post vecchi così magari nessuno ti sgama e ti risponde... soprattutto non ti firmare, che fa tanto "persona che si assume le sue responsabilità"...
Meglio essere anonimi ed accusare gli altri di dire fregnacce che confrontarsi, no?
E poi, di che allarmismi parli?