"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

sabato 1 settembre 2007

La casta dei ripetenti


Left n.31 del 3 agosto 2007Parlamentari da cocasquillo, onorevoli furboni, partiti rapaci. Niente legge sul conflitto d’interessi, sulle telecomunicazioni, niente riforma della 40. Notizie dal Paese dei politici zero in condotta



di Pino Di Maula


Impossibile governare l’Italia. Così da sempre vogliono far credere generazioni di democristiani per giustificare scandali e polpette. Non è un caso che coloro i quali, ieri, scendevano in piazza col crocifisso demonizzando spinelli e coppie di fatto, arrivino, oggi, a legittimare la compagnia di cocasquillo con la scusa della lontananza dai propri cari. Cose poco onorevoli? Forse. Non meno però di chi, la mattina, presenzia a manifestazione per invocare il carcere duro e, il pomeriggio dispensa ai propri portaborse buste gialle zeppe di banconote. Per la nota fiscale, basta la compiacenza di una ditta edile (ora fallita) e di un ricovero milanese per anziani. Bisognerebbe chiedere a Di Pietro di indossare di nuovo la toga. In tal modo avremmo meno mine vaganti sia nell’esecutivo che al ministero delle Infrastrutture. Dove non si è perso il gusto al cemento facile.

Bisognerebbe poi ripristinare quel Movimento Pensionati Uomini Vivi che - come denunciò Bernardo Iovine su Report un anno fa – editando un giornalino, beccò decine di milioni di euro per poi passarli in quelle belle banche della Lega di Bossi. Lì, pare funzionasse un generosissimo servizio al consumatore. Ti offrivano soldi senza far storie. Senza neanche una telefonata di Fassino. Senza. Con poco assai si ritrovano invece gli italiani dopo un anno e mezzo di governo Prodi. Senza una Rai decente perché guai a toccare i poteri consolidati dalle segreterie dei partiti. Di tutti i partiti. Senza legge sul conflitto d’interessi e relativa legge sulle telecomunicazioni perché ognuno è ostaggio dell’altro e, tra lazzi e intrallazzi, tutti sanno che si potrebbe cadere a ottobre. Per la gioia di Casini.

Ma il peggio è che siamo ancora senza uno straccio di riforma della legge 40 che strappi dal Medioevo questo Paese; ancora senza un soffio di senso civico che imponga ai partiti di centrosinistra di accordarsi su una qualsivoglia legge che permetta a un magistrato di condannare chi lascia, senza muover paglia, il proprio partner nel dolore a morire di cancro. Cronaca di qualche giorno fa. L’uomo non era sposato e conseguentemente non aveva nessun dovere verso quella donna. Lei gli ha probabilmente dedicato una vita, ma non avendo sottoscritto nessun contratto in Comune o in Chiesa, per la legge italiana quella donna malata si è meritata una lenta agonia senza cure. Qualcosa di semplice e ovvio per rendere quelle norme che regolamentano la cosa pubblica in funzione delle persone, senza per questo giudicare chi dove e quando due possono baciarsi. Senza per questo dover per forza metter su una nidiata di ragazzini. Come succede in fattoria dove ci sono il toro e la vacca. Ma lì è tutta un’altra storia. Come per fortuna è un’altra storia quella espressa, mercoledì, con il voto all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Senato: «Un deciso cambio di passo sul fronte della produzione di energia puntando all’efficienza e all’utilizzo delle fonti rinnovabili, strategie che sono già oggi in grado di garantire margini di profitto più elevati agli operatori economici». Parole del senatore Francesco Ferrante che ha presentato la relazione approvata in vista della Conferenza Nazionale sui Mutamenti Climatici che si terrà a settembre. Parole encomiabili, ma che di fatto, rimandano a settembre non solo i diritti civili ma anche l’ambiente.

3 agosto 2007

fonte: http://www.avvenimentionline.it/content/view/1508/1/

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