"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 9 dicembre 2007

Cosa Rossa, standing ovation per Ingrao

Arrivo a sorpresa dell'ex presidente della Camera che aveva criticando il progetto
Applausi al suo ingresso. "Mi auguro venga una spinta grande all'unità della sinistra"

"Spero molto da questa assemblea"

Giordano: "Ricostruire un rapporto con il governo, ma nuovo accordo di programma"
Pecoraro: "Superare il 15% dei voti". Breve pausa per l'irruzione dei "No dal Molin"


Pietro Ingrao

ROMA - Alla fine è arrivato anche Pietro Ingrao all'assemblea della sinistra unita. Sciarpa rossa e bastone in mano, l'ex presidente della Camera ieri aveva dichiarato alla stampa che non sarebbe venuto, criticando il progetto di aggregazione.

Ingrao. "Ho deciso di venire e spero molto da questa assemblea. Mi auguro che venga una spinta grande all'unità della sinistra", ha detto Ingrao rispondendo alle domande dei cronisti. Appena Ingrao ha fatto il suo ingresso in sala è scattata la standing ovation. Nichi Vendola, che stava parlando dal palco, ha interrotto il suo discorso per lasciare la scena all'ultimo padre nobile della sinistra italiana. "Faccio una raccomandazione perché i vecchi fanno sempre prediche e la mia raccomandazione è una: fate presto perché la vostra unità urge e il Paese ne ha bisogno", ha detto Ingrao scaldando l'immenso padiglione che ospita l'assemblea della Sinistra e degli Ecologisti.

I morti sul lavoro. I lavori della seconda giornata si sono aperti von la testimonianza di un operaio, che ha parlato delle carenze di sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche. Poi il capo gruppo di Sd alla Camera Titti Di Salvo ha letto i nomi degli operai morti a Torino ricordando anche gli incidenti dell'altro ieri in Campania e nel Lazio. Poi, mentre la Di Salvo annunciava che domani la Sinistra sarà a Torino per "dire basta", sono state spente le luci e in ricordo dei morti sul lavoro è stato osservato un minuto di silenzio.

"Abbiamo davanti agli occhi qual è la condizione tragica del lavoro ancora oggi in Italia - ha aggiunto poi Ingrao nel suo intervento -. In nome delle vittime di Torino, in nome di ciò che rappresentano lancio qui una parola, un grido: unitevi, unitevi e fate presto perchè i problemi che avete dinanzi sono brucianti e non possiamo attendere ancora. Io che sono ormai consumato dalle lotte e dalle tragedie che ho vissuto, vi dico: avanti insieme, uniti per il riscatto del lavoro".

Vendola.
Dopo aver lasciato il palco ad Ingrao, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha ripreso il suo intervento: "Serve il coraggio di una nuova nascita" e bisogna lavorare con forza "per questo cemento del futuro", ha detto nel suo discorso, interrotto da quasi venti applausi. Secondo Vendola la prima cosa da fare è iniziare una vera e propria battaglia contro la precarietà: il confine "in cui è bloccata la gioventù". Quindi un duro attacco contro il protocollo del welfare "che non si può accettare" perché non combatte, appunto, la precarietà che "uccide il senso delle cose e determina la morte del proletariato".

Giordano. Un discorso in linea con quanto dichiarato prima dell'inizio del lavori dal segretario del Prc: "Penso sia utile ricostruire un rapporto politico con il governo a partire però dalla definizione di un nuovo accordo di programma", aveva detto Franco Giordano, tornando sulle dichiarazioni di ieri di Fausto Bertinotti, interpretate da Prodi come un segnale di distensione. Giordano, comunque, ha precisato che il suo partito, già da tempo, ha chiesto una verifica di governo e che pertanto quanto dichiarato ieri dal presidente della Camera ribadisce questo concetto. "La verifica - ha sottolineato Giordano - la faremo veramente. Proporremo le nostre priorità che sono quelle, tra l'altro, dettate dai drammi di queste ore", che secondo il segretario del Prc sono quelle relative al mondo del lavoro: salari, precarietà, pace e sicurezza.

'No Dal Molin'. I manifestanti radunati da questa mattina davanti alla Fiera di Roma per dire no alla base Usa di Vicenza, hanno fatto irruzione nell'assemblea generale della Sinistra interrompendo gli interventi dal palco. Tutti i manifestanti con le bandiere che recano la scritta 'No Dal Molin' sono saliti sul palco con fischietti e tamburi. "Ci deve essere subito la moratoria e voi dovete assumervi le vostre responsabilità", ha detto Cinzia Bottene, una rappresentante dell'associazione, molto dura con i parlamentari della 'cosa rossa' che non fanno abbastanza, secondo lei, per dire no alla nuova base Usa di Vicenza. "Non possiamo riconoscerci in un governo che svende una città e i suoi cittadini", ha aggiunto.

Pecoraro Scanio. I manifestanti della 'No Dal Molin' hanno incassato la solidarietà del ministro dell'Ambiente: "Deve essere vietata la costruzione della nuova base", ha ha detto Alfonso Pecoraro Scanio. Il leader dei Verdi sul nuovo soggetto politico ha detto che deve "puntare a superare il 15% dei voti per essere una forza di governo". Pecoraro ha specificato che "non sarà una 'cosa rossa' ma una cosa arcobaleno, una cosa nuova - ha puntualizzato -. Se fosse soltanto una 'cosa rossa' sarebbe vecchia e quelli che vogliono restare comunisti se ne andranno con Turigliatto e company". Il ministro ha parlato anche del Pd: "Il Partito democratico sta terremotando il governo. Era nato per ridurre la frammentazione e al Senato sono proliferati microgruppi".

Bertinotti. Agli Stati generali della Sinistra Arcobaleno è giunto anche il presidente della Camera. Fausto Bertinotti è stato accolto dall'applauso della sala. A chi gli chiedeva se fosse contento per l'esito della due giorni che vede la nascita del nuovo soggetto politico, Bertinotti ha risposto: "Sì, molto" e poi ha aggiunto: "Per imparare a nuotare bisogna buttarsi in acqua e mi pare che quello di oggi sia un grande tuffo".

Diliberto. "Oggi parte una nuova storia, a cui intendiamo partecipare a pieno titolo, da comunisti", ha detto il segretario del Pdci nel suo intervento. Oliviero Diliberto ha concluso con il pugno chiuso e citando Enrico Berlinguer: "Sarebbe stato con noi, anzi alla nostra guida".

(9 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/cosa-rossa/seconda-giornata/seconda-giornata.html

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7 commenti:

elena ha detto...

Posso dirlo? A me Vendola non piace... certo, ci fosse ancora Enrico Berlinguer... e non è che sia sempre stata d'accordo con lui. Ma, come dire, aveva un'altra statura. Adesso come adesso non saprei proprio chi scegliere, come "capo" della federazione. Ma Vendola no.

Franca ha detto...

Vendola non piace troppo neanche a me.
Per il momento io mi siedo e aspetto...

Anonimo ha detto...

Perchè non vi piace Vendola, forse non ha il requisito dell'apparenza? Oppure perchè è un "diverso"?
Avete il cinese a Bologna.
Dovete pur capire che il comunista puro non può che stare all'opposizione, governare è tutt'altra cosa.

by Mat

elena ha detto...

Apparenza, Mat? Quale apparenza? Dubito di averlo mai visto anche solo in fotografia...
E "diverso", che mi significa? Siamo tutti diversi. Chi in un modo, chi in un altro. Siamo tutti singolari ed unici.
Quanto al resto del tuo commento, onestamente (sarà perché è lunedì...) non l'ho capito e quindi non rispondo. Se me lo spieghi... :)
A me Vendola non piace per come si è comportato con la storia dell'acqua in Puglia. Ecco tutto.

edgar ha detto...

Tete....abbiamo danda te..te...
aaahhhgggg.... danda te..te... agua...vogliamo danda agua...

(comunque a me Nichi piace, ma non conosco/ricordo cosa ha fatto in puglia riguardo all'acqua).

Anonimo ha detto...

come fate a dire che non vi piace Vendola?? Ma se è l'unico comunista vincente di questi ultimi tempi!!!!
Caro Mat i comunisti hanno governato, eccome.
Nelle regioni rosse,dove erano liberi da condizionamenti demcristiani e quant'altro hanno governato alla grande.Le regioni una volta rosse,attualmente sono quelle più vivibili.Specie se le raffronto alla mia Campania massacrata da anni di laurismo,democristiano e non.Da dieci anni circa c'è Bassolino che comunista non lo è più;a sua parziale discolpa c'è il fatto che ogni giorno deve fare i conti con mastella e de mita.
Ultima cosa:leggo sul corriere che ieri a Roma i verdi non hanno cantato "bella ciao".Cos'è questa storia? Forse si vergognavano? E di cosa? Incominciamo bene... ma proprio bene.

nullo

edgar ha detto...

Abbiamo bisogno di nuovi Ingrao.
E ci sono, perchè nessuno è un'eroe.
Le persone speciali ci sono, i progetti "cantierabili" pure.
Occorrerebbe solo che i più anziani, non siano "gelosi" delle nuove leve all'interno dei partiti.
Bye.