"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

martedì 28 agosto 2007

In Val di Noto torna l'incubo trivelle

Per il tribunale la richiesta di valutazione di impatto ambientale era arrivata in ritardo
Uno dei pozzi potrà essere aperto. Il sindaco: "Andremo avanti nella nostra battaglia"

Il Tar accoglie ricorso dei petrolieri


I Verdi: "Siamo pronti a metterci davanti alle ruspe"




PALERMO
- La Val di Noto torna nel mirino dei petrolieri. Il Tar di Catania ha accolto un ricorso della società "Panther Eureka", ridando così un parziale via libera alle trivellazioni nel territorio del barocco dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Pronta la reazione del sindaco di Noto, che ha annunciato battaglia contro la decisione e ha invocato nuovamente il sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo, come era accaduto, evidentemente con un successo solo parziale, all'inizio di giugno. Dure prese di posizione da parte dei Verdi, che si sono detti pronti a mettersi "davanti alle ruspe".

I giudici amministrativi hanno accolto uno dei due ricorsi presentati dalla società con sede a Ragusa, quello relativo al pozzo di esplorazione da aprire tra Noto e Rosolini, in contrada Zisola-Portelli. Secondo il Tar, l'assessorato regionale a Territorio e Ambiente aveva comunicato in ritardo la necessità di una valutazione di impatto ambientale, facendo così scattare il silenzio-assenso.

Rigettato invece il ricorso per l'escavazione del pozzo "Gallo Sud 1". In quel caso, il tribunale ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale sia effettivamente necessaria per la presenza nella zona di falde acquifere e di una vasta discarica di rifiuti.

Immediata la reazione di Corrado Valvo, sindaco di Noto, che non vuole trivelle nella sua zona, che contiene patrimoni artistici di grande valore. "Lotteremo ancora con più forza chiamando a raccolta la gente, come abbiamo fatto fino a oggi. Ci opporremo in tutte le sedi e continueremo con le mobilitazioni. Il nostro è un territorio nel quale è impensabile prevedere impianti petroliferi o trivellazioni industriali".

Valvo ha invocato il sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo, già arrivato in passato. In difesa del barocco del Val di Noto e contro le ricerche di petrolio nella zona si era schierato anche lo scrittore Andrea Camilleri, autore all'inizio di giugno di un appello dalla prima pagina di Repubblica che aveva raccolto in poche ore migliaia di adesioni.

Anche diversi media stranieri si erano occupati della vicenda, divenuta rapidamente un caso. Il 15 giugno, il governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro aveva annunciato la rinuncia della Panther Oil alle trivellazioni "in tutto l'abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell'intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari". Una vittoria accolta però con cautela dagli ambientalisti: il Wwf aveva subito chiesto di non lasciarsi andare a facili entusiasmi. Parole che, a poco più di due mesi di distanza, appaiono quasi profetiche.

Le polemiche politiche. Contro la decisione del Tar si sono immediatamente schierati diversi esponenti politici. "Difenderemo l'immenso patrimonio del Val di Noto anche mettendoci davanti alle ruspe", ha annunciato il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. "Effettuare trivellazioni in un sito che è patrimonio Unesco è uno scempio ingiustificabile. La giunta di Cuffaro ha richiesto la valutazione d'impatto ambientale fuori dai tempi massimi" dimostrando che le "trivellazioni gli stanno più a cuore della tutela del più grande patrimonio del Barocco nel mondo". "C'è un inquietante intreccio tra sottili interpretazioni e defaillance burocratiche che finirà per dare il via libera alle trivellazioni in Val di Noto", ha dichiarato invece il deputato della Margherita Franco Piro. "Su tutto prevale la mancanza di volontà della Regione siciliana, che può sfociare in aperta complicità".

(28 agosto 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/noto-trivellazioni/noto-trivellazioni/noto-trivellazioni.html

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1 commento:

Franca ha detto...

"Effettuare trivellazioni in un sito che è patrimonio Unesco è uno scempio ingiustificabile". Sottoscrivo le parole di Bonelli