"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

lunedì 3 dicembre 2007

C'E' POSTA PER ME


AT4 (ma, se riusciamo, 3), la rete e l’educazione


Il titolo è sibillino, almeno nella sua prima parte. Ma siccome per spiegarlo mi ci vorrebbero tre pagine, vi rimando al sito dell’amico Equo, che ne sta diffusamente parlando:
http://www.arpaspada.blogspot.com/

e che in ogni caso merita di essere visitato… questa è pubblicità progresso senza fini di lucro, sia chiaro!

Premessa: le critiche non mi fanno paura. Anzi. A volte mi piacciono pure, perché mi insegnano qualcosa. A volte mi fanno incavolare e basta, ma fa parte del “gioco”. D’altra parte, in un mondo di persone che la pensassero come me mi annoierei a morte… Ma la mail che riporto mi ha fatto riflettere:



Soggetto: onestà

Messaggio: lanciate la parola d\'ordine solleviamoci ma poi mistificate tutte le informazioni....altro che citare Tolstoi.....siete concettualmente disonesti...chi comanda in cambogiua, chi comanda in Cina, qluali sono i regini \"demoratici\" dell\'America latina...tutti made in Usa vero anche chavez-


Potrei liquidare Jean Paul rispondendogli che è, in senso etimologico:

ignorante: non conosce l’italiano né la sua grammatica ed ortografia (ma a giudicare anche solo dal nome, viene il sospetto che sia straniero. E se io scrivessi nel suo idioma come lui fa con il mio, già mi bacerei i gomiti…)

supponente e presuntuoso: suppone e presume di conoscermi a sufficienza per poter dar giudizi

arrogante: si arroga appunto il diritto di dare questo giudizio

e deficiente, perché gli mancano una serie di elementi per poter essere obiettivo.

Così facendo sarei sicura di scatenare una guerra o quantomeno di farmi un nemico a vita – anche se a rigore non l’ho nemmeno insultato. Ma a me, che mi importa di questa guerra? Niente. Quindi mi limito ad alcune osservazioni.

Non è la prima volta che qualcuno si permette di tranciarci (soprattutto a me, lo ammetto) i panni addosso semplicemente dopo aver letto alcuni post e/o aver interpretato in modo personale determinate cose dette o non dette.

Allora una si chiede se per caso non sia la rete, che in qualche modo permette o invoglia certi atteggiamenti. Nella vita reale, penso che nessuno, se sente una discussione tra persone che non conosce ed i pareri espressi non collimano con i suoi, si senta autorizzato ad intervenire con interventi lapidari quanto non richiesti. Educazione? Bon ton? Galateo? E com’è che qui in rete non funziona e c’è sempre qualcuno che arriva a sputare sentenze, senza nemmeno l’umiltà di chiedere perché certi temi non siano trattati o che pensa l’altro di determinate cose, stati o situazioni che siano? Certo un blog è un luogo “pubblico” ed in quanto tale, se il “proprietario” non mette paletti preventivi, di libero accesso. Ma lo è anche un bar… eppure mi piacerebbe sapere in quanti vi buttate in dibattiti con sconosciuti. Pochi, scommetto. Anche perché la maggior parte della gente nemmeno guarda il vicino-di-bancone…

E veniamo al merito della questione: siamo concettualmente disonesti. E certo, mica io sola…

Be’, questa non la sapevo. A parte che mi piacerebbe capire come ha interpretato l’amico Jean Paul il “solleviamoci” per addivenire alla conclusione che mistifichiamo le informazioni, ritengo che la critica verta sul fatto che non abbiamo pubblicato post – a mia memoria – su Cina e Cambogia. So bene, come lo sanno gli altri “membri della tribù” chi comanda là, ma già se lo scrivessi temo che non saremmo d’accordo: scommetto che Jean Paul sostiene che al governo ci sono i comunisti… e per me non è vero. Perché se quello è il comunismo, allora io sono una suora – che proprio… Ma non averlo scritto magari significa soltanto non aver trovato notizie “attuali” da riportare, o magari avere l’umiltà di ammettere che non sono una tuttologa e non conosco tutto il mondo come le mie tasche, non ho fonti attendibili – per determinati paesi – cui far riferimento e che nell’ignoranza sto zitta. Il regime cinese non mi piace – sono anni che non mi piace, da prima di piazza Tien an men. Adesso che l’ho scritto va meglio? E’ servito a qualcuno per sollevarsi? Per me no. Questa è una semplice opinione personale che non sposta di una virgola il senso del mondo. E poi, suvvia… non ho scritto nulla – se ricordo giusto – neppure su un sacco di altri stati: il Madagascar o il Qatar, tanto per citarne due. E allora che mi significa questo, che fiancheggio entrambi i governi, che tra l’altro non mi risultano essere precisamente sulle stesse posizioni?

Quanto poi all’ultima frase, onestamente non l’ho capita. Cosa significa? Che il regime più democratico dell’america del sud è stato quello esportato violentemente dagli USA con Pinochet, o che i governi di Lula, Chavez e gli altri sono antidemocratici perché non arrivano dagli USA? Scusa Jean Paul ma non ci arrivo. Spiegati…

Resta comunque un fatto. Io non mi sento disonesta se decido di dare voce e spazio a notizie, fatti o persone che per tutta una serie di motivi non ne hanno molto, altrove (e a volte questo è un eufemismo). Posso essere accusata di partigianeria (e certo che sono di parte! Mi ci mancherebbe solo di essere neutra…), ma per avere notizie che si trovano sulla maggior parte della stampa, potete sempre andare a leggervi quella. E poi, a noi nessuno ci paga, chiaro? Il tempo che perdiamo in ricerche, verifiche eccetera è tutto tempo “perso”. I nostri conti in banca non si rimpinguano perché diamo determinati fatti. Anzi. Quindi, prima di parlare di disonestà concettuale, vediamo di capirci bene. La disonestà implica quantomeno una manomissione dei fatti – che non c’è. Se Jean Paul ritiene che la versione ufficiale di tutto quel che accade è quella riportata dai media, faccia pure. Ma qui nessuno altera la realtà per i suoi fini. Ci limitiamo a proporre voci alternative – citando le fonti, peraltro, che non ci hanno mai smentito. Le opinioni personali sono ben poche, in confronto a quanto pubblicato. E siccome siamo in democrazia, non si capisce bene perché dovremmo allinearci sempre e comunque alle verità rivelate di Jean Paul – che poi mi piacerebbe sapere quali sono.

Forse prima di lanciare accuse sarebbe meglio verificare di non avere paraocchi….

Di gente che si atteggia a tuttologo è pieno il mondo, come di gente che va in giro con la verità in tasca. Be’, mi dispiace: io non ce l’ho.

elena

...

4 commenti:

Equo ha detto...

Condividendo sia la sostanza che la forma vorrei solo aggiungere che se l'esempio della "dittatura comunista" che Chavez, secondo i media, voleva imporre è rappresentato da una persona che accetta la sconfitta nel referendum e la considera una prova di democrazia... vorrei che tale "dittatura" si estendesse nel mondo. Mi pare che la borghesia in Cile (con l'appoggio determinante degli USA) abbia a suo tempo reagito molto diversamente alla vittoria del Fronte Popolare in libere elezioni...

edgar ha detto...

Infatti.

Anonimo ha detto...

Certo che, mamma, bisogna proprio farti arrabbiare per farti scrivere così... E concordo pienamente. Vai così, mamma della Yaris (da qualcuno avrò pur preso, no?)
Yaris

Franca ha detto...

A me è capitato più o meno lo stesso da parte di un certo "Bisturi" che non gli è piaciuto che io non avessi scritto qualcosa sulla Birmania, intendendo che siccome sono comunista ero a favore della Giunta Birmana.
Gli ho ricordato che il blog è mio e ci scrivo su quello che mi pare, se non gli andava bene, pazienza: era un problema suo.
Non è più passato, ma io non ho pianto.
Purtroppo con alcuni il dibattito, se non è a senso unico, non funziona.
Se non dai loro ragione, sei cattivo = comunista (è la stessa cosa).
Su alcuni argomenti poi molti partono da posizioni pregiudizialmente viziate da luoghi comuni.
Parlare dei paesi latino-americani in cui si sperimentano forme di socialismo, o peggio ancora di Russia e Cina, senza conoscerne profondamente le dinamiche interne è impossibile.
E' molto più facile, allora, ragionare per slogan: comunisti male del mondo, americani salvatori della patria.
Nell’ultimo rapporto di Amnesty International è emerso che gli Stati Uniti sono oggi il principale violatore dei diritti umani e delle libertà nel mondo.
Però questo non ci fa lo stesso effetto...