"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

lunedì 3 dicembre 2007

Venezuela, bocciata la riforma di Chavez

Il presidente ha ammesso la sconfitta prima dell'arrivo dei risultati completi
I no si sono attestati al 50,7%, i sì al 49,29. Forte l'astensione, al 44,9%


"E' stato un esercizio di democrazia"

Nella notte il risultato a sorpresa. Non passano le "pillole di socialismo"
Il leader resterà comunque in carica fino al 2012. I motivi della batosta
di OMERO CIAI


Il presidente venezuelano Hugo Chavez

CARACAS - Che qualcosa non andava s'è cominciato a capire quando il Cne, la commissione elettorale, mentre su Caracas calava la notte ritardava la diffusione dei risultati. Una scusa, apparentemente, c'era: molti seggi avevano chiuso le operazioni di voto diverse ore dopo l'orario fissato, le quattro di pomeriggio (le nove in Italia). Così, mentre le agenzie internazionali, Reuters in testa, diffondevano i dati (sbagliati) degli exit poll per i Tg della sera, al palazzo di Miraflores (sede della presidenza) si svolgeva una riunione, fra spin doctor del presidente e leader dell'opposizione, nella quale si decideva di annunciare la bocciatura del referendum di Chavez sulle riforme costituzionali soltanto a notte fonda, mezz'ora dopo l'una, "per evitare incidenti".

Il risultato finale è quello di un paese, il Venezuela, apertamente spaccato in due (50,7 al no, 49,2 al sì) ma l'unica cosa che davvero conta è la prima sconfitta di Chavez dopo nove anni di vittorie senza appello.

Qualcosa, nella sua marcia trionfale verso il "socialismo del XXI secolo" s'è inceppato, e da adesso il leader venezuelano ha almeno una data di scadenza: il 2012, momento in cui finirà il suo attuale mandato presidenziale. Questo almeno in teoria perché gli effetti della sconfitta di ieri vista la posta in gioco potrebbero anche aprire nuovi scenari nel volgere di pochi mesi.

Infatti quello che gli elettori hanno bocciato non è solo l'ipotesi di un mandato presidenziale "a vita", com'era previsto nella riforma, ma anche il progetto, le "pillole di socialismo" che i nuovi articoli introducevano nella Costituzione: dalla possibilità di espropriare i privati per "garantire il fabbisogno alimentare della popolazione" alla necessità di "incoraggiare l'economia socialista" consentendo al presidente di controllare la Banca centrale svuotata della sua autonomia fino al divieto, per legge, di privatizzare le aziende statali.

Una miscela di nuove misure, dove accanto ad una ampia estensione dei poteri del presidente c'erano la "settimana corta" e l'abbassamento a 16 anni dell'età minima per votare, che visto il risultato deve aver spaventato anche numerosi elettori di Chavez. Di certo aveva spaventato il suo ex ministro della Difesa, Raul Baduel, l'uomo che lo rimise al potere dopo il fallito golpe del 2002, tanto da convincerlo a passare all'opposizione.

Un altro elemento, considerando l'alta astensione, oltre il 44 percento, può essere anche trovato nella stanchezza "dell'esercito bolivariano", quel popolo dei più poveri che fino ad oggi Chavez ha trascinato al voto praticamente una volta all'anno dal 1998. Oppure nell'assuefazione al conflitto. Quelle terminate con la sconfitta di ieri sono state davvero le tre settimane "nere" di Hugo Chavez. Ha cominciato re Juan Carlos, il 10 novembre, con quel suo ormai famosissimo "porque no te callas?" (perché non stai zitto) rivolto a Chavez al termine del Vertice ispano-americano di Santiago del Cile. Poi è arrivato Uribe, il presidente colombiano, che all'improvviso gli ha tolto la mediazione che gli aveva affidato con la guerriglia delle Farc per liberare la Betancourt. Trattativa ben avviata e grazie alla quale Chavez avrebbe incassato un ritorno d'immagine da leader influente e vincente in tutta l'America Latina e non solo. Fino ad una storia meno nota ma altrettanto importante: l'annuncio della scoperta in Brasile di nuovi e consistenti giacimenti di petrolio. L'ultima novità che manda all'aria il progetto di Chavez di dominare con l'energia tutto il continente costruendo un gasdotto dal Venezuela alla Patagonia. Peggio di così. In tre settimane ha azzerato le relazioni con la Spagna, litigato con la vicina Colombia ed è stato costretto a ridimensionare le brame di allungare la sua influenza petrolifera fino all'Antartide. Forse ieri ha perso il referendum nel quale aveva messo in gioco tutto il suo futuro politico anche per questo.

Ora, mentre l'opposizione per la prima volta fa festa per le strade di Caracas, Chavez fa buon viso a cattivo gioco. "E' stato un esercizio di democrazia", ha detto dopo aver annullato la conferenza stampa prevista per la vittoria, "accetto la sconfitta, ma io - ha detto rivolto all'opposizione - una vittoria di Pirro come questa non l'avrei voluta".

(3 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/chavez-spagna/bocciata-riforma/bocciata-riforma.html

...

10 commenti:

Anonimo ha detto...

quanto accaduto dimostra che in Venezuela le votazioni sono state assolutamente regolari.
Non so in Russia.

nullo

edgar ha detto...

Sig. nullo, la faccenda è molto più complessa di quello che sembra.
Putin è sotto pressione (o meglio... sotto assedio), deve difendersi come può da un "eterno" nemico che vuole mangiarlo.
Questo nemico mette in pubblico gli errori di Putin e le sue malefatte non perchè è un benefattore, ma perchè è un mostro più cattivo e pericoloso.... e vuole rimanere l'unico.
Spero che ciò non si verifichi mai.
Anche se non è da me: forza Putin! Resisti! Controllati i confini e gli "infiltrati" che fingono essere liberi oppositori desiderosi di democrazia!

Un saluto agli amici.

Spicchiodiluna ha detto...

E' stato una grande rivincita della forza del voto. E ce la insegnano i venezuelani che hanno mostrato di avere coscienza critica e autonomia dall politica del potere. E dire che Montesquieu aveva ipotizzato che i popoli dei vari sud, in quanto abitanti di climi caldi, erano incluni alla prigrizia politica. spicchiodiluna.wordpress.com

Equo ha detto...

Sul Venezuela ho commentato altrove. In quanto alla Russia... nessuno mi convincerà mai a sostenere un piccolo mostro per tener lontano un mostro più grande. Questa è una logica masochista e le alternative sono molte.

elena ha detto...

Sono sostanzialmente d'accordo con Equo. Ho letto un bell'articolo di Carlo Bertani (andate a visitarlo, il suo link è tra quelli segnalati) in cui dice delle cose giuste su Putin e gli riconosce i meriti che ha. Ma resta il fatto che la Siberia non è un buon metodo per tacitare l'opposizione, almeno non per me. Altrimenti davvero rischiamo di citare Machiavelli solo nelle parti che ci fanno comodo... e addio ai miei ideali.

Anonimo ha detto...

sig. edgar,
non eleviamo Putin ad alfiere della libertà solo perchè qualche volta risponde a muso duro a Bush.

nullo

Franca ha detto...

Putin non è certo un'eroe, ma Bush non è da meno.
Nell’ultimo rapporto di Amnesty International è emerso che gli Stati Uniti sono oggi il principale violatore dei diritti umani e delle libertà nel mondo.
Però questo non ci fa lo stesso effetto, perchè degli Stati Uniti abbiamo una visione pregiudizialmente diversa…

edgar ha detto...

Sottolineo marcatamente ciò che ha scritto Franca.
E inoltre, più in generale, lo stato Russo:
1 - quando ha avuto problemi con l'Afghanistan s'è la è sbrigata da sè, fino a perdere(per colpa della CIA e questo finalmente lo sappiamo tutti).
2 - quando ha i suoi grattacapi con la Georgia e i suoi separatisti, tenta di sbrigarsela da sola, non si porta il mondo intero verso guerre sante a destra e a manca.
Glielo riconosciamo o no questo?

Come dice qualcuno più a Sud-Est, gli U.S.A. sono il grande Satana.
Lo sono anche per me... è un cancro che è "entrato" nel mondo dopo la seconda guerra mondiale, attraverso un cavallo di Troia: la promessa della felicità per ogni individuo.

Anonimo ha detto...

forse vi sfugge che putin sta affamando il suo popolo a furia di alimentare il grande capitale?
i russi stanno peggio,molto peggio di prima; ripeto,egli mostra i muscoli con bush per accreditarsi come presidente di una grande superpotenza; e comunque tra Chavez e Putin preferisco il primo.

nullo

edgar ha detto...

Senz'ombra di dubbio, Nullo, senz'ombra di dubbio.