"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

mercoledì 23 gennaio 2008

Governo. La dichiarazione di voto di Diliberto


OLIVIERO DILIBERTO. Signor Presidente, colleghi, credo sia ormai definitivamente chiaro a tutti gli italiani da che parte provenissero le insidie verso il Governo: non era la sinistra della coalizione - che ha sempre lealmente sostenuto Prodi, anche con scelte difficili e pagando dei prezzi -, non era e non è la sinistra della coalizione, ma la parte più moderata, quando non apertamente conservatrice del centrosinistra. Si tratta di poteri forti, che hanno terminali anche nella nostra maggioranza, lavorano contro il Governo: Confindustria con i suoi giornali per la politica economica, l'amministrazione americana per la nostra politica estera e le gerarchie vaticane le cui continue, immotivate e violentissime ingerenze (Applausi polemici dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale)...

PRESIDENTE. Per favore, colleghi!

OLIVIERO DILIBERTO. ...minacciano come non mai il principio vitale della laicità dello Stato, suscitando sconcerto anche in larga parte del mondo cattolico e nella stessa curia. Ma vi è, rispetto al suo Governo, signor Presidente del Consiglio, un altro nemico, per certi versi più insidioso: si tratta della maggioranza del Partito Democratico.


Quando il partito più grande della coalizione dichiara che l'alleanza è finita, possono non esserci ripercussioni su un Governo del quale tutti facciamo parte? Quando il partito più grande della coalizione e il suo capo dichiarano che la prossima volta andranno da soli alle elezioni, piuttosto che allearsi con la sinistra - consegnando il Paese, con assoluta e matematica certezza, alla guida di Berlusconi -, possono non esserci contraccolpi sul Governo, del quale tutti facciamo parte?

Presidente Prodi, il capo della coalizione è lei. Lei ha vinto le elezioni primarie dell'Unione di centrosinistra. Faccia dunque valere le ragioni di tutta la coalizione, anche nella giornata di domani al Senato. Noi continueremo a sostenere questo Governo, che è l'unico legittimato a governare, perché è il frutto di una vittoria elettorale. Qualunque altra ipotesi sarebbe drasticamente in contraddizione con il mandato degli elettori. Se il Governo non dovesse farcela - e noi, ovviamente, lavoreremo affinché ce la faccia -, si vada, dunque, subito al voto, senza «pasticci» tra destra e sinistra e senza imbrogli agli elettori (Applausi di deputati del gruppo Alleanza Nazionale)! Un Governo di larghe intese, tecnico, istituzionale o di altro tipo, infatti, costituirebbe un'ulteriore ferita alla credibilità della politica e, in particolare, alla credibilità della sinistra che dovesse eventualmente e malauguratamente accettare tale ipotesi.


Noi Comunisti Italiani, in ogni caso, siamo e saremo indisponibili del tutto a questa ipotesi.
Presidente Prodi, provi, dunque, a proseguire nell'azione di Governo, ma con alcune accortezze. A noi è piaciuto il tono del discorso tenuto da lei, ieri, in questa Camera. Già molto tempo fa, però, occorreva il medesimo piglio deciso, così come occorreva maggiore coraggio quando a dicembre, anche altri colleghi, sempre appartenenti al versante moderato della nostra coalizione, avevano minacciato la crisi di fronte ad alcune correzioni al cosiddetto protocollo sul welfare sostenuto dalla sinistra. Non vogliamo, però, guardare al passato. Se il Governo, come ci auguriamo, passerà questo momento di difficoltà, si apra una fase nuova: occorre più coraggio nella redistribuzione sociale.

È vero, è stato effettuato un risanamento, ma i poveri sono più poveri e alcune categorie, che attendevano da questo Governo provvedimenti a loro favore, ancora li attendono e sono sfiduciate e deluse. Vi è delusione non soltanto tra i lavoratori più tartassati - cioè gli operai e i lavoratori manuali - ma anche tra quelli appartenenti al mondo intellettuale, ossia gli insegnanti, appartenenti al mondo della scuola, dell'università e della ricerca: tutti, infatti, si riempiono la bocca con certe parole, ma non abbiamo visto fatti. Il precariato, inoltre, va combattuto con determinazione: occorre restituire il futuro a quanti - sono milioni di persone -, avendo un lavoro precario, non sanno cosa succederà loro tra qualche mese o tra qualche anno e sono sottoposti al continuo ricatto dell'incertezza. Questo si aspettano, da un Governo di centrosinistra, le famiglie nelle quali i genitori hanno avuto o hanno contratti di lavoro a tempo indeterminato - ossia sicuro - e i figli sono alla mercé dell'incertezza perenne e della precarietà. Queste sono politiche vere a favore delle famiglie, di cui su tutti si riempiono la bocca! Occorre più coraggio riformatore, in tutti i sensi, non solo quando il Governo è a rischio.

Con altrettanta - anzi, con la massima - determinazione politica, signor Presidente del Consiglio, si approvi subito la legge sul conflitto di interessi e quella sul riordino del sistema televisivo (Applausi dei deputati del gruppo Comunisti Italiani), perché spero che questo Governo non voglia passare alla storia come l'Esecutivo più autolesionista della storia, che, per la seconda volta dopo l'esperienza tra il 1996 e il 2001 - quando governò appunto il centrosinistra e non approvò la legge sul conflitto di interessi - compirebbe lo stesso errore. Noi Comunisti Italiani glielo ricorderemo tutti giorni, signor Presidente del Consiglio. Andiamo in Parlamento con tale provvedimento e vediamo chi lo approverà: se qualcuno nel centrosinistra non lo farà, se ne assumerà la responsabilità di fronte agli elettori. Occorre più coraggio e più determinazione: se lei imboccherà questa strada, signor Presidente del Consiglio, noi Comunisti Italiani saremo con lei. Se invece il problema è solo quello della sopravvivenza, allora forse è meglio non provarci nemmeno. La fragilità numerica del Governo può essere compensata solo dalla determinazione politica, nel tentativo di recuperare i consensi perduti attraverso politiche sociali coerenti.

È una sfida alta, non v'è dubbio, ed io non mi nascondo: a noi non sfuggono le difficoltà e i molti nemici, interni ed esterni. Ma vede, signor Presidente del Consiglio, è in questi momenti che si giudicano le leadership e i gruppi dirigenti. Converrà con noi che se, alla fine, il Governo avrà risanato i conti, facendo fare sacrifici alla sua gente, alla nostra gente, per regalare poi la guida del Paese a Berlusconi, allora il giudizio della storia sarebbe davvero impietoso. Noi non ci stiamo, noi comunisti non ci stiamo: abbiamo voglia di continuare a combattere una battaglia che si può vincere e vogliamo farlo insieme a lei e, ci auguriamo, insieme a tutta la coalizione, con tanta, tanta determinazione (Applausi dei deputati dei gruppi Comunisti Italiani e Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo).


...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Un discorso elettorale per scaricare la colpa su Mastella.

Mat

Franca ha detto...

La colpa è di Mastella (poi aggiungere Dini e Binetti...)

Anonimo ha detto...

Parenti serpenti.

Non vorrei sbagliarmi, ma nessuno sembrava contento di questo governo.

Mat

Equo ha detto...

Hai ragione, Mat... ma aspetta il prossimo!
Propongo sin d'ora di chiamare in ogni sede pubblica e privata il futuro probabile governo di "larghe intese" solo e sempre "L'ammucchiata".

edgar ha detto...

mmmm.... l'ammucchiata... :P