"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

sabato 26 gennaio 2008

Governo Prodi: Visto dall'altro lato dell'oceano




25 gennaio 2008


di Antonio Pagliula

Che percezione si ha dell'Italia dopo la caduta del governo Prodi dall'altro lato dell'oceano Atlantico? La conclusione comune, dal Messico all'Argentina, è che il nostro paese è ormai avviato lentamente verso un'inesorabile decadenza, dalla quale sarà difficile risollevarsi.

Una fine annunciata. La sconfitta di Prodi al senato è stata la cronaca di una morte annunciata. Il governo Prodi, che per vincere le elezioni del 2006 aveva messo insieme una coalizione di 14 forze politiche molto diverse tra loro, secondo molti osservatori era nato morto. Per mesi, i membri della maggioranza del "professore" hanno litigato su tutto – dalla politica estera a quella economica, dalle riforme del welfare alla famiglia - e si sono divisi perfino su come affrontare la crisi della spazzatura a Napoli. Tutto questo ha portato l'esecutivo alla paralisi.

Ora si parla di elezioni anticipate, governi tecnici o istituzionali. Comunque vadano le cose, non c'è dubbio che chi prenderà il timone del paese dovrà affrontare tempi difficili.

Questa la sensazione generalizzata che si percepisce sulla sponda latinoamericana. Un panorama che s’intristisce ancor di più se si pensa, come segnala il quotidiano argentino La Nacion, che ormai l'italiano medio fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese ed il paese è ormai in mano ad una classe politica totalmente screditata e lontana anni luce dai cittadini.

Un destino annunciato? Forse quello prospettato qualche mese fa dal Financial Times che descriveva l'Italia come il paese peggio governato d'Europa (su 27) e con una classe politica superpagata e prigioniera di un terribile binomio immobilismo/opportunismo.

Cosa rappresenta ormai l'Italia fuori dal confine? Uno stato imprevedibile politicamente, dove tutto può succedere, ma purtroppo decadente economicamente e per qualcuno ormai alle soglie di una rescissione.
Un paese virtualmente paralizzato ed ingovernabile, che con un’immagine decadente, rafforzata oltre che dalla crisi politica anche dal pessimo ritorno d'immagine del problema spazzatura a Napoli, proprio di un paese terzomondista, porta la stampa latinoamericana a chiedersi se realmente l'Italia possa continuare a considerarsi uno dei sette paesi più industrializzati.

"La sensación es que la península, golpeada permanentemente por inexplicables crisis políticas, huelgas (scioperi), servicios públicos cada vez más caros y que funcionan cada vez peor y un malestar generalizado, marcha hacia una lenta e inexorable decadencia, de la que será cada vez más difícil levantarse".

Credo non ci sia bisogno di traduzione...


Intanto la visita dell'ormai ex premier Prodi prevista in Messico per il 26 e 27 febbraio è ufficialmente cancellata
. Prodi con D'Alema ed un centinaio d’impresari doveva fare tappa a Città del Messico e Monterrey (la stessa delegazione doveva visitare anche altri paesi economicamente emergenti come Sudafrica ed India). Si spera che almeno la delegazione imperiale possa confermare il viaggio.

La visita del premier italiano sarebbe stata la più importante nella storia delle relazioni bilaterali tra Messico ed Italia, alla luce soprattutto del trattato di libero commercio vigente tra Messico ed UE.

Nessun presidente italiano viene, infatti, in Messico dall'inizio degli anni '90 quando l'allora presidente Dini, realizzò una visita di basso profilo.

Si spera almeno che il tentativo di riavvicinarsi all'America Latina, accennato dall'uscente governo non cada nel dimenticatoio.

Immagini tratte dai quotidiani messicani La Jornada, El Universal e Milenio, e dall'argentino Clarin.
La citazione ripresa dal quotidiano argentino La Nacion.

fonte: http://www.verosudamerica.com/2008/01/visto-dallaltro-lato-delloceano.html

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E COME LA VEDE 'LIBERO'
GIORNALE PER NULLA DI PARTE, DAI TRATTI, CARATTERISTICI DELLA DESTRA DI OGGI, CHE SI RICHIAMANO ALLA SOBRIETA' E ALL'ELEGANZA DEI CONTENUTI..



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5 commenti:

Franca ha detto...

Che bella copertina!

Anonimo ha detto...

Visto da vicino è ancora peggio.
E non dubitate della professionalità di Feltri, uno dei pochi e veri giornalisti super-partes che ancora stanno in Italia.
Parola di Feltri.

Mat

edgar ha detto...

In tutta lealtà, dobbiamo ammettere che lo stesso fastidio che noi abbiamo nel leggere le copertine di Libero e di Il Giornale, è lo stesso che hanno loro (Feltri & Co.) nel leggere le copertine del Manifesto e l'Unità... pensateci.

Anonimo ha detto...

Edgar.. ma ad una così bassa volgarità? Sinceramente non me n'ero accorto..

mauro

skakkina ha detto...

Le copertine del Manifesto sono polemiche, shcierate, ma di buon gusto e di grande intelligenza. Non scherziamo.

Comunque credo che questa copertina sia già stata pubblicata al tempo delle dimissioni di Prodi dopo il voto sull'Afghanistan....anzi, sono sicura di averla già vista! Volgari e pure ripetitivi!