"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

mercoledì 23 gennaio 2008

Argomentazioni scomode

Oggi ho assistito inorridito alla puntata-speciale della popolare trasmissione Ballarò.

Vi era l’attore Luca Zingaretti che leggeva, coadiuvato da altri due, il testo del libro “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi, figlio del commissario Calabresi ucciso durante i cosidetti anni di piombo.

L’atmosfera è di quelle impegnate, il volto dell’attore è su sfondo nero, le letture dei tre si alternano in modo affascinante, ad ogni pausa (corrispondente al punto) appare un video retrò ed un pianista accompagna le immagini con un suono delicato.

La lettura è interpretata con la solita impostazione vocale dell’attore pseudo-impegnato. I commenti contro gli ex militanti di lotta continua si sono sprecati gratuitamente, rapportando alle loro gesta omicide e idealistiche, la dignità offesa delle vedove e degli orfani delle vittime. Rapportando ancora, che gli “uomini cattivi” adesso fanno convegni nelle università italiane, mentre chi ha lavorato per lo Stato ed è stato ucciso, viene appena ricordato, per non parlare dei parenti delle vittime che devono sorbirsi in TV, ex terroristi intervistati sui luoghi tristi di quei tempi.

Luca Zingaretti sembrava crederci a ciò che leggeva, ma Zingaretti è un attore... a buon intenditor poche parole.

Con questo non voglio asserire che mi complimento con chi ha ucciso uomini e donne, perchè la vita è sacra! Ma Mario Calabresi, Luca Zingaretti e i parenti delle vittime hanno perso la guerra contro uno Stato traditore e non contro la Giustizia.

Signori, se oggi ex-terroristi tengono lezioni nelle università vuol dire che qualcosa l’hanno capita o imparata durante tutti questi anni e soprattutto stanno comprendendo le nefandezze del sistema fascistoide in cui viviamo. Anzi, per come vanno le cose oggi, le loro teorie (escluso quelle omicide sia chiaro) riscuotono un certo consenso.

Poi perchè chi ha sbagliato in passato, dobbiamo relegarlo a vita nel limbo dei dannati? Non possono riscattarsi come previsto dalle leggi e dalla morale?

Io credo che quando qualcuno si ribella in modo energico, vada ascoltato immediatamente prima che passi alle armi. Invece lo Stato/popolo/massa ignora e/o reprime chi grida il proprio dissenso o il proprio male di vivere. Per fare un’esempio, oggi lo Stato/popolo/massa ignora le richieste dei movimenti definiti violenti, additandoli come estremisti esaltati. Per me invece, sono individui da portare al tavolo delle trattative.

Scusate ma oggi la tastiera è incandescente e il fuoco vuole uscire. Non posso accettare l’esaltazione della mediocrità di massa basata sul buonismo.

Avviso: Il benpensante che fortuitamente dovesse leggere questo post, se lo becco a scuotere la testa... giuro che gliela taglio! Edgar-talebano!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

di quale Stato parli??
e chi sarebbero gli interlecutori?
i cittadini vogliono giustizia, uguaglianza e lavoro ...... chi sarebbe quel fesso disposto ad ascoltarli??

Mat

Anonimo ha detto...

Comunque Edgar non ti preoccupare, quando andremo alle elezioni queste cose ci saranno promesse da tutti quelli che si candideranno.

Giusto il tempo di "sognare". Del dopo non ti spiego nulla :-)
Mat

edgar ha detto...

... e faranno un nuovo libro dei sogni (il programma).
Comunque vorrei vedere, in caso di nuove elezioni, con che faccia e con quali argomenti si presenterà il centrosinistra. Vabbè che hanno la cosidetta faccia di bronzo :(

elena ha detto...

Purtroppo le nuove elezioni mi sa che le vedrai molto presto...
Comunque: complimenti perché mi hai battuto sul tempo: avevo intenzione di farlo io, un post su Ballarò di ieri. Anche se per motivi un po' diversi.
Certo, la puntata di ieri era intitolata "Passa una vela... spingendo la notte più in là" e non, chessò, "cari ragazzi, vi raccontiamo gli anni settanta". E va bene. Anche se poi questo è stato il messaggio che passava.
Allora, vi dico qualcosa io, che in quegli anni c'ero e cominciavo a capire il mondo.
Non ho alcun problema nel concordare con Edgar sul fatto che le divergenze non si appianano a colpi di pistola. Non ho mai difeso i terroristi, BR, Prima Linea o chiunque altro. Per un motivo molto semplice: anche ammettendo che la loro analisi fosse giusta, era il passaggio alla pratica che ha dimostrato subito quanta acqua faceva. Perché, cari ragazzi, gli anni '70 non sono stati solo gli anni del terrorismo. Sono stati anni di rivendicazioni giuste da parte di gente che credeva di poter rendere questo mondo più giusto e democratico, come sono stati anche anni di risposte violente, altrettanto terroriste, da parte della solita destra becera pagata dai servizi deviati (vedi Piazza Fontana, l'Italicus, Piazza della Loggia, Bologna...) e di un uso quantomeno improprio della polizia. A parte il particolare - per me non trascurabile - che se davvero Pinelli e Calabresi erano così poco nemici, sarebbe anche stato carino poter ascoltare la stessa versione dalle figlie di Pinelli (la pacificazione nazionale sarebbe stata più credibile, no?), non si può pretendere che tutti si credesse nelle forze dell'ordine, che la figura di Calabresi e di chiunque altro partecipasse a quegli anni per puri dati anagrafici venisse guardata con rispetto e fiducia quando, PROPRIO IN QUEGLI ANNI; venivano ammazzati tanti ragazzi di sinistra da quella stessa polizia… con l’avallo dello stato e delle istituzioni (chiedete ai genitori, ai fratelli, agli amici di quei ragazzi che giustizia hanno avuto, che riconoscimenti, che risarcimenti!).
Segantini è stato ammazzato negli anni settanta, come Zibecchi, tanto per citarne due. Anzi, ne voglio ricordare anche un altro, di ragazzo ucciso dalla polizia: Roberto Franceschi, di cui proprio ieri ricorreva l’anniversario della morte. Ma ovviamente i TG non ne hanno parlato. Questo non fa audience.
Comunque, è un fatto che il terrorismo rosso ha provocato una reazione violenta contro QUALUNQUE tipo di opposizione. Bastava non essere “irreggimentati” che automaticamente si diventava terroristi. Bastava far parte della sinistra extraparlamentare per avere “trattamenti di riguardo” – potrei raccontarne, di episodi… e su questo atteggiamento di sospetto nei confronti di chi non “faceva quadrato” con lo stato si uniformò lo stesso PCI.
Allora torniamo sempre alla mia domanda del cuore: a chi giovava il terrorismo rosso, che ha ucciso “quel” Moro che tentava una conciliazione con il PCI, ha ucciso sindacalisti, giudici e comunque non persone decisamente nemiche… e con questo non voglio dire che se avessero ammazzato Almirante avrebbero fatto bene. Però a noi, alla sinistra, hanno fatto più male che bene. E questo è un fatto.
Avrei molto da dire anche sulla Rai in generale… ma lo farò in un altro post. Anche perché stasera sono troppo inviperita.

edgar ha detto...

Grazie Elena, credevo di non essere capito.
La cosa interessante è che io non ho vissuto (camminavo carponi all'epoca) quegli anni e nemmeno mi sono stati raccontati da parenti o amici.
Quindi analizzo tutto rapportando il mio sguardo contemporaneo con il passato. Insomma uso una specie di filtro storico chessò ;)
Ciao.