"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

domenica 20 gennaio 2008

Le lenti a contatto del futuro hanno anche lo zoom


Si potranno ingrandire i dettagli e avere "online" le informazioni sugli oggetti presenti nel campo visivo


MILANO – Non è fantascienza
e neppure una versione rivisitata di classici film quali "Superman" o "Terminator": sono in arrivo i primi occhi bionici. Speciali lenti a contatto flessibili, dotate di circuiti elettronici e di un display Led, che consentiranno allo spettatore di zoomare su determinati scenari e - istantaneamente - ottenere tutte le informazioni necessarie sulla persona o l'oggetto presente nel campo visivo. Attraverso lo schermo virtuale, inoltre, si potrà persino navigare in Rete. Il traguardo verso il "super-occhio" sembra ora molto più vicino. Le possibilità d'uso nella vita di tutti i giorni sono infinite. Il team di ricercatori dell'Università di Washington, capitanati da Babak Parviz, sono infatti riusciti per la prima volta – utilizzando tecniche di lavoro in nanoscala - a dotare una lente a contatto biologicamente sicura di un microchip elettronico.


IL TEST SUI CONIGLI - Il prototipo, già testato con successo sui conigli, è stato presentato in questi giorni al convegno dell' "Institute of Electrical and Electronics Engineers". Lo speciale supporto contiene un circuito e una serie di diodi che emettono luce rossa. «Guardando attraverso queste lenti è possibile vedere ciò che i circuiti elettronici stanno generando, sovrapposto alle immagini che arrivano dal mondo esterno», spiega in un comunicato Parviz, professore associato di ingegneria elettronica. «Per ora si tratta di un piccolo passo, ma già estremamente promettente. Saranno poi gli stessi utenti a scoprire tutti i possibili utilizzi di questo speciale supporto. Il nostro obiettivo, per ora, è stato solo quello di illustrare la tecnologia e dimostrare che funziona e che è sicura».


I POSSIBILI UTILIZZI -
Gli impieghi potrebbero essere innumerevoli: dagli automobilisti, che non dovranno più fissare la strada ma avranno – per esempio – tutti i dettagli memorizzati sul display della lente; ai piloti d'aerei, che non saranno più costretti a guardare gli strumenti; dagli appassionati di videogiochi, che potranno immergersi quasi completamente nel mondo virtuale fino agli internauti che potranno portarsi praticamente il web dovunque. Il circuito, ha assicurato il professore, influisce minimamente sulla normale visione: c'è spazio a sufficienza perché l'occhio continui a svolgere il suo lavoro.


I PROBLEMI DA RISOLVERE -
Prima di entrare in produzione restano, tuttavia, da perfezionare diversi dettagli importanti: dall'alimentazione, che potrebbe arrivare alla lente tramite onde radio e pannelli fotovoltaici; ai materiali elettronici, che sono estremamente delicati e nello stesso tempo potenzialmente tossici. Le prime applicazioni con solo qualche pixel, dice però Parviz, potrebbero essere disponibili molto presto.


Elmar Burchia
19 gennaio 2008

fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_gennaio_19/occhio_bionico_test_db91ab14-c6a1-11dc-9f4d-0003ba99c667.shtml

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Electronic Contact Lenses for Better Vision

Researchers at the University of Washington managed to embed an electronic circuit and LEDs directly into contact lenses, which seemed to look good on rabbit eyes. Though the circuit is not functional and the lights don't light up, the development shows that future applications like direct video to the eye may indeed be possible.

The prototype device contains an electric circuit as well as red light-emitting diodes for a display, though it does not yet light up. The lenses were tested on rabbits for up to 20 minutes and the animals showed no adverse effects.

Ideally, installing or removing the bionic eye would be as easy as popping a contact lens in or out, and once installed the wearer would barely know the gadget was there, Parviz said. [Babak Parviz is a University of Washington assistant professor of electrical engineering --ed.]

Building the lenses was a challenge because materials that are safe for use in the body, such as the flexible organic materials used in contact lenses, are delicate. Manufacturing electrical circuits, however, involves inorganic materials, scorching temperatures and toxic chemicals. Researchers built the circuits from layers of metal only a few nanometers thick, about one thousandth the width of a human hair, and constructed light-emitting diodes one third of a millimeter across. They then sprinkled the grayish powder of electrical components onto a sheet of flexible plastic. The shape of each tiny component dictates which piece it can attach to, a microfabrication technique known as self-assembly. Capillary forces -- the same type of forces that make water move up a plant's roots, and that cause the edge of a glass of water to curve upward -- pull the pieces into position.

The prototype contact lens does not correct the wearer's vision, but the technique could be used on a corrective lens, Parviz said. And all the gadgetry won't obstruct a person's view.

"There is a large area outside of the transparent part of the eye that we can use for placing instrumentation," Parviz said. Future improvements will add wireless communication to and from the lens. The researchers hope to power the whole system using a combination of radio-frequency power and solar cells placed on the lens, Parviz said.


Press release
: Contact lenses with circuits, lights a possible platform for superhuman vision


fonte: www.medgadget.com/archives/2008/01/electronic...

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3 commenti:

Franca ha detto...

Siamo quasi ai pezzi di ricambio...

Anonimo ha detto...

Asimov, da grande scienziato e grande romanziere, teorizzava sull'avvento dei robot.. Ma, come sempre la realtà supera la fantasia. Non saranno i robot a distruggere gli uomini.. saranno gli uomini a distruggere se stessi trasformandosi in robot.
Cominciando dal cervello, che mi pare sia ormai quasi del tutto svuotato di ogni sua funzione 'superiore'.
mauro

edgar ha detto...

Quand'ero bambino, affascinato dalla fantascienza com'ero, una notizia del genere mi avrebbe senza dubbio felicitato. Oggi da adulto, "conoscendo" gli uomini e i loro appetiti... questa notizia mi raccapriccia.