"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

giovedì 17 gennaio 2008

Guerrilla gardening: Se la rivoluzione nasce da un seme

Il movimento, nato negli Usa negli anni '70, ha la sua base a Londra
Con vanghe, rastrelli e bulbi danno vita alle aree degradate e abbandonate


di BENEDETTA PERILLI





"ABBIAMO iniziato ad attaccare alle 23. Prima rimuovendo bottiglie e cartacce, poi piantando sette arbusti di lavanda e degli alberi. Attendiamo il prossimo blitz". Così Angela 2585 da Milano. Dall'Inghilterra risponde Lyla 1046: "Era una notte buia a fredda a Leeds, nel furgone trasportavamo bulbi, piante, semi, attrezzi da giardinaggio, all'improvviso un agente di polizia ci ferma e ci domanda cosa stiamo facendo, rapida rispondo che facciamo giardinaggio, anzi no facciamo guerrilla gardening". Sono solo alcune delle testimonianze postate sul blog guerrillagardening.org, unico punto di riferimento della comunità di guerriglieri verdi.

Provengono da ogni parte del globo anche se è Londra il quartier generale di questo movimento nato negli anni '70 nella terra madre di tutti le mode, gli Stati Uniti. "Giardinaggio politico" lo chiamano gli attivisti, una forma di azione diretta non violenta praticata dagli ambientalisti al fine di riappropriarsi di aree urbane degradate e abbandonate. I guerrilla gardeners reclamano nuove forme di proprietà che riscattino i terreni pubblici dall'abbandono e dal degrado, la loro lotta è silenziosa, pacifica e profumata. Nel 1964 I giganti lanciavano la loro proposta di pace fatta di fiori che diventano metaforici proiettili da inserire nei cannoni, oggi i fiori sono diventati veri e propri strumenti di contestazione.

Ma chi sono questi guerrieri verdi armati di zappa, vanga e rastrello? Non appartengono a una classe sociale specifica, hanno età variabili e provenienze differenti. Spesso il loro profilo corrisponde a quello dei tanti che fanno parte del movimento della critical mass, cittadini comuni che hanno abbandonato l'automobile e sposato la bicicletta come unico mezzo di locomozione. Ciò che accomuna gli animatori di questo vasto movimento è sicuramente la sensibilità verso la causa ambientalista e la ricerca del bello nel comune degrado urbano. Sono persone che hanno a cuore le loro strade e i loro quartieri, che credono che anche un fiore possa cambiare il mondo. Si identificano semplicemente con il nome di battesimo seguito da un numero progressivo assegnato al momento dell'adesione al gruppo.

Agiscono quasi sempre di notte e soprattutto nelle grandi aree urbane, i loro strumenti sono fiori e piante di ogni genere oltre che una grande varietà di utensili da giardinaggio. Il processo che porta ad un'azione è complesso: un gruppo di attivisti, formatosi spesso attraverso un forum dedicato, studia il territorio per individuare un'area da attaccare, convoca sul luogo di tutti i partecipanti attraverso un tamtam segreto di mail, pianifica l'azione, si procura piante e semi scelti in base alla resistenza, al freddo e alla siccità e al colore. Infine inizia l'azione vera e propria. Prima si pulisce il terreno depurandolo da erbacce e rifiuti, poi si concima la terra e la si lavora per prepararla alla semina.

Significativa e spesso provocatoria è anche la scelta del vegetale da piantare: fiori colorati nelle zone più industrializzate, ortaggi e frutta nei centri storici, girasoli per illuminare i viali più grigi. Ma i guerrilla gardener agiscono anche allo scoperto, soprattutto quando riescono a collaborare con le associazioni di quartiere o con le autorità locali. In molti paesi la loro resta un'azione clandestina proprio perché prevede una modificazione del suolo pubblico da parte di privati.

Il nuovo trend della contestazione sociale è considerato quasi una forma di flash mob per la sua natura segreta e spontanea, rapida e di modificazione urbana ma a differenza dei pillow fight (la battaglia dei cuscini) ed affini, il guerrilla gardening ha alle spalle un vero e proprio movimento nato intorno agli anni Settanta, al quale si deve ad esempio il progetto di costruzione della granata inseminatrice capace di diffondere semi in luoghi irraggiungibili come le discariche. In seguito, nel 1984, con la pubblicazione del libro "Guerrilla Gardening" di John F. Adams si incoraggiavano gli amanti del giardinaggio a creare delle nuove varietà vegetali diverse da quelle prodotte dalle grandi aziende.

Negli anni '90 il termine ha assunto il significato odierno fino ad essere codificato in un manifesto o più comunemente noto come "A Manualfesto. Guerrilla Gardenign", un libro pubblicato da David Tracey che definisce le linee guida del buon giardinaggio politico. Il fine ultimo del movimento è quello dell'abbellimento urbano da diffondere in ogni città del mondo, le regole poche e semplici: cercare sempre piante e semi economici o gratuiti, ancor meglio se coltivate in casa, dissodare il terreno, indossare scarpe resistenti, innaffiare sempre e responsabilmente. Ancora: sapere quando chiedere il permesso e quando poterlo dimenticare, come diffondere il guerrilla gardening nel mondo ed infine, un consiglio per eludere la sorveglianza: fare le azioni sempre con un'amica. In caso di pericolo si può dissimulare il tutto baciandola.

(21 giugno 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/ambiente/guerrilla-garden/guerrilla-garden/guerrilla-garden.html

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Giardinaggio Libero !!

Libera il giardiniere che è in te

guerrilla gardening

Green revolution

Milano, 25 Aprile 2007

Nasce il nuovo sito www.guerrillagardening.it

Chiunque volesse partecipare con immagini o descrizioni di attacchi verdi può contattarci direttamnente ai numeri 3283786886 (Andrea) - 3405955272 (Eleonora) - Michele(320-3344149) o inviare una mail a info@guerrillagardening.it

Aspettiamo notizie dei vostri attacchi verdi !!!



- Badili alla Riscossa -

Torino, Dicembre 2007

I ragazzi del gruppo "Badili Badola" hanno sfidato il gelo e compiuto il loro primo attacco.

guerrilla gardening a Torino con il gruppo badili badola attacco verde notturno con cedro e pittori

Davanti a Stazione Dora a Torino da stanotte al posto di un'aiuola abbandonata a se stessa c'è un angolo meraviglioso dedicato alla natura ed alla cittadinanza con tanto di cedro, piante, piantine, un vialetto con la ghiaietta bianca ed un messaggio firmato "Badili Badola".
Nell'ottica del Guerrilla Gardening rivendichiamo a nome di cittadini consapevoli, la responsabilità del valore di prendersi cura della propria città convinti che "la bellezza è importante, da lì scende giù tutto il resto" (Giuseppe Impastato).
Sarà bello per chi passerà da quella zona soffermare lo sguardo su quanto abbiamo fatto nascere così come lo è stato per noi piantare il seme di una libertà nuova: quella per la quale chiunque con un piccolo grande gesto può dare un valore aggiunto al posto in cui vive, al suo tessuto sociale, alle relazioni che instaura nella propria vita anche con chi è diverso da sè. E' bella la fatica ed insieme l'entusiasmo di quel che abbiamo cominciato a fare per Torino, in gruppo, autofinanziandoci, inventando, creando qualcosa che prima non c'era per migliorare qualcosa che prima com'era non ci piaceva. Così come bello è stato guardarci negli occhi stanchi e riguardare quel cedro e quelle piantine...."come per rileggere una poesia scritta la sera prima"..... e ritrovare che la Storia è lì. La fai tu. Prendendoti cura di un'aiuola della tua città. Che è molto più di questo: è insegnare educazione civica in un modo nuovo e divertente ai bambini che vedranno i colori delle vernici sulla pietra. E' regalare un po' di nuova meraviglia agli anziani che attraverseranno il nostro piccolo vialetto. E' autofinanziare il nostro diritto al benessere. E' mandare nuovamente un segnale nei fatti, ben fatti, a quella classe politica che non rappresenta i propri bisogni. Anche quello di vedere qualcosa di bello intorno a sè.
E allora eccolo: quest'attimo meraviglioso è per te.... proteggilo!

giardinieri a torino, badili badola fanno guerrilla gardening


Chi passa davanti alla Stazione Dora di Torino trova quel piccolo capolavoro e sappia che la dedica, la responsabilità e l'invito a prendersene cura (dall'occuparsi delle piante, all'occuparsi di fare informazione veramente a partire anche dalla positività di quanto ci circonda,...) è regalato da stanotte a tutta la cittadinanza di cui ci sentiamo parte attiva.
Non tutte le ciambelle riescono col buco....qualcuna riesce come un cerchio con un cedro in mezzo! E che bel cerchio di belle teste, braccia, badili in mano, smorfie e sguardi....che siamo.

aiuola prima dell'attacco notturno di guerrilla-gardening, giardinaggio abusivo

aiuola notturna dopo l'attacco dei giardinieri improvvisati di badili badola, che fanno guerrilla gardening


- Attacco nel traffico-

Milano, Dicembre 2007

Un'aiuola spartitraffico in una delle vie più frequentate di Milano ha preso nuova vita. L'attacco di guerrillagardening è cominciato alle 22:30, in grande fretta, ed è finito alle 22:49. Il tutto sotto gli occhi di decine di persone affacciate alle finestre che si chiedevano cosa stessero facendo quei tre pazzi con vanghe e badili. L'aiuola è stata adottata dal phone center in fianco all'aiuola, dove un prode pakistano di nome john (dice lui, ?) promette di innaffiare regolarmente. Piante utilizzate: Erica, Crisantemo, Skimmia, Pachisandra. Guerrilla uno, Milano zero.

attacco notturno abusivo ad una aiuola milanese, guerrillagardening

guerrilla gardening in una aiuola fiorita

attacco di guerrilla-gardening a milano in viale monza


4 commenti:

edgar ha detto...

Ma sono dei geni!

Equo ha detto...

Conosco ed apprezzo il Movimento in questione. Un dettaglio per i non-torinesi: "badola" significa "scioccone"... anche spiritosi, i ragazzi :-))

Franca ha detto...

Bravi!

Pierprandi ha detto...

Queste sono ottime iniziative!