"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

giovedì 3 gennaio 2008

Emergenza Spazzatura: Napoli, incendiato bus a Pianura

Presidio davanti ai cancelli. Sit in anche a Cercola. Occupata la ferrovia Cumana
Nel capoluogo oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa

"La discarica riaperta fino al 2009"

In 12 ore novanta incendi in provincia. A Poggioreale sei vigili del fuoco all'ospedale



NAPOLI - Novanta roghi in 12 ore;
sei pompieri feriti dallo scoppio di alcuni petardi mischiati ai rifiuti; un bus bruciato a Pianura dai contestatori; sit-in davanti ai cancelli della discarica di Cercola. I cingolati che arrivano nel quartiere per fare spazio ai camion. Bloccato l'ingresso della superstrada a Pozzuoli. E oggi, a Napoli si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa.

Tensione a Pianura. Davanti all'ex discarica di Contrada Pisani nel quartiere Pianura a Napoli, la tensione è alta. Un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli. Alcune decine di manifestanti hanno bloccanto l'ingresso della superstrada di via Campana a Pozzuoli, che poi si collega alla tangenziale di Napoli. Nella notte è stato incendiato un autobus. I manifestanti bloccano anche le strade di accesso alla discarica chiusa da una decina d'anni ma indicata dalle autorità come nuovo sito per lo stoccaggio della spazzatura che sommerge Napoli. Occupato anche un tratto della ferrovia Cumana a Pianura.

La discarica resterà aperta almeno fino al 2009, e comunque chiuderà in coincidenza con l'ultimazione del termovalorizzatore di Acerra. Il prefetto di Napoli ed ex commissario per l'emergenza, Alessandro Pansa incontrerà al più presto rappresentanti dei cittadini di Pianura per "rassicurarli sulla nostra volontà di dare interventi compensativi, come abbiamo già fatto a Serre".

"La discarica - aggiunge - era l'unica soluzione per fare uscire Napoli dall'emergenza e renderla autonoma. L'idea di usare Pisani era già nata in precedenza, quando sono cominciate le prime difficoltà nell'allestimento dei siti di stoccaggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la chiusura di Lo-Uttaro, e poi di Taverna del Re".

La reazione dei manifestanti. "Mancano ancora fogne, strade, illuminazione. Ritornare pure a essere uno sversatoio, dopo 40 anni di accumulo, è davvero un fallimento per tutti, politica compresa", attacca Fabio Tirelli, Rifondazione, presidente della municipalità di Pianura. E' il quartiere più ampio di Napoli, oltre 11 chilometri quadrati. Conta oltre 58mila abitanti, venuti qui negli anni della espansione a nord della città. All'inizio del 1996 fu chiusa la discarica, la più grande in tutta la Campania. Sembrava una decisione definitiva. Invece da stamani sono iniziati i lavori per la riapertura. Il quartiere reagisce con furia sotto lo sguardo preoccupato di decine di agenti che presidiano la zona con molti mezzi e unità attrezzate anti sommossa.

Sei pompieri feriti. La gente continua a dare fuoco ai cumuli di spazzatura. I vigili del fuoco hanno contato a Napoli e provincia 90 interventi in 12 ore, da ieri sera a mezzogiorno. A Poggioreale, sei vigili del fuoco sono rimasti feriti, uno dei quali è stato costretto al ricovero perchè mentre spegnevano un incendio sono esplosi dei petardi mischiati tra i rifiuti.

IL VIDEO - LE FOTO

IL SONDAGGIO: L'ESERCITO SI O NO?


Sit-in a Cercola. A Napoli oggi si prevedono oltre 2.000 tonnellate di spazzatura non rimossa. Un disastro. Un presidio con una cinquantina di persone è stato organizzato davanti ad un'altra discarica, quella del comune di Cercola. I manifestanti impediscono l'ingresso degli operai. "Non li faremo entrare. Stamattina - spiegano - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito". La discarica è chiusa ma le autorità vorrebbero riaprirla per risolvere l'emergenza. "Bugie", assicurano i contestatori. "Il sito di 1.500 metri quadrati potrebbe ospitare la spazzatura di una sola giornata e non risolverebbe il problema".

Rischio sanzioni Ue. Di fronte all'emergenza rifiuti, l'Unione europea ha fatto la voce grossa. "Nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure", ha detto Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente. L'Unione aveva già avviato nel giugno scorso l'iter per una procedura di infrazione a carico dell'Italia, inosservante delle direttive comunitarie sullo smaltimento rifiuti. Il 7 gennaio, data in cui si riunirà l'esecutivo europeo, potrebbe partire alle volte di Roma una sorta di ultimatum prima del ricorso davanti alla Corte di giustizia europea, organismo deputato eventualmente a comminare sanzioni nei confronti dell'Italia.
(3 gennaio 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/rifiuti-campania/tensione-pianura/tensione-pianura.html

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SI SCRIVEVA UN ANNO FA..
NULLA DI NUOVO? NO? GIURA!
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Il problema spazzatura ormai al capolinea

Buongiorno Napoli

9 ottobre 2006 - Vittorio Moccia

Spazzatura a Napoli Respirate a pieni polmoni, eccoci a Napoli!
In queste ore la città, la sua periferia e la sua provincia hanno superato qualsiasi precedente record di insostenibilità.
Aria irrespirabile, roghi notturni, pericoli di epidemie, in taluni casi perfino viabilità compromessa.
Parliamo di un'emergenza lunga 12 anni, un commissariamento infruttuoso, che è riuscito soltanto a prolungare la lenta agonia del dramma rifiuti, sfociata nell'insostenibile disastro ambientale di queste ore e mai manifestatosi in precedenza con una simile drammaticità. Città e paesi invasi da cumuli di immondizia; spazzatura che deraglia per le strade, invade i portoni, appesta i quartieri. E' un inno di orripilante arte moderna, testimone di anni di amministrazione ottusa ed inetta della cosa pubblica, incapace di guardare un centimetro oltre, incapace di concepire un qualsiasi meccanismo virtuoso di raccolta, che fosse almeno l'ombra sfocata di quanto si riusciva a fare perfino a pochissime decine di chilometri da Napoli (parliamo di Mercato

San Severino, paese simbolo del possibile ciclo "rifiuti zero"). Spazzatura a Napoli
Scende in campo la Protezione Civile, prova ad intervenire lì dove il commissariamento governativo del prefetto Corrado Catenacci ha fallito. Ma è un continuo rincorrere le emergenze, una ricerca estenuante di siti di stoccaggio, discariche il più delle volte abusive, sequestrate alla camorra e "regolarizzate"; o discariche temporanee, ma di un temporaneo che si trasforma spesso in definitivo. Alcune di esse servite nel passato al "Sistema" per riversare, tra i cumuli di immondizia, quintali di rifiuti tossici, come avvenuto ad esempio per Tufino, oggi contemplata tra le soluzioni per l'emergenza. Spazzatura a Napoli

Riportiamo alcune foto che testimoniano il disastro. Siamo nelle zone "bene" di Napoli, nel quartiere Vomero-Arenella. Figurarsi il resto...
Montagne di sacchetti maleodoranti in cui si mischia di tutto: umido di ogni tipo, ferro, plastica, cartone, anche e perfino quando vicino ai bidoni si trovano le due campane per la plastica e il vetro, solitamente stracolme e dunque difficilmente alimentabili. Misto plastica e rami secchi E ancora: scarti del fioraio conditi da un pezzo di plastica marcato "Saratoga", elettrodomestici, parti di divano, bidoni di latta, basi di legno, pile esaurite, escrementi di animali e chissà quant'altro. Neppure il futuro ecomostro di Acerra potrebbe ingerire una simile mistura di generi da rifiuto.

Cause ed effetti si inseguono, partendo dagli atti di inciviltà ed ignoranza di chi non dimostra neppure un minimo di sensibilità per la propria terra per arrivare alle colpe amministrative, alla disinformazione dilagante, all'inettitudine governativa, al malaffare e all'incompetenza diffusi.

Napoli: bidoncino dell'umidoEccolo li' il piccolo contenitore nero dei "residui organici": in Alto Adige ne usano uno per casa, qui a Napoli uno o due per via, giusto di fronte a fruttivendoli e fiorai, che ovviamente scaricano il "grosso" nei normali bidoni della spazzatura. Un terzo della spazzatura napoletana, che, se raccolto in differenziata, potrebbe essere immediatamente riciclato per produrre a prezzi ridicoli materiale compost, è lì, mischiato a tutto il resto e diventa, in queste ore, la principale possibile fonte di epidemie.

La raccolta "differenziata" secondo l'ASIAEcco lì ancora i nuovi cinque bidoni colorati dell'ASIA: uno in fila all'altro, il nuovo "caso di test" di quartiere, uno per quartire, col quale si tenta di far credere che, sì insomma, qualcuno ci sta pur provando a differenziare. Mentre nei fatti si monta l'ennesimo alibi per l'indifferenziato.
Legno, metallo, plastica, mobili... manca sempre lui: l'umido.

Spazzatura indifferenziata Ma protestare non serve più.
Continuiamo a dire un NO convinto alla follia degli inceneritori, fonti incontrollabili di anidride carbonica, di diossina e, peggio sul peggio, di micidiali polveri sottili. Un no doppio se l'ipotesi è che questi ecomostri debbano essere edificati in terre come Acerra, recentemente dichiarata dal governo luogo in cui vige lo stato di emergenza, a causa delle spaventose concentrazioni di diossina, entrate "di diritto" in parte della catena alimentare campana.

Campane Differenziato E' indispensabile un nuovo e serio ciclo-rifiuti che parta dalla bonifica dei territori devastati dalle discariche abusive della camorra (la Campania ridotta a pattumiera d'Italia).
Bisogna strappare l'affare spazzatura dalle mani di consulenze multimilionarie, malavita organizzata e amministratori, nel migliore dei casi, incapaci: qualsiasi processo decisionale che riguardi aspetti di impatto ambientale deve coinvolgere i cittadini, le associazioni ambientaliste ed i comitati locali, secondo quanto richiesto dalle più recenti convenzioni europee.
Va realizzata in maniera convinta una vera filiera della raccolta differenziata, gestita col porta a porta, con incentivi fiscali per il cittadino e con controlli severi del territorio, aventi finalità di prevenzione e punizione intransigente degli abusi.
La raccolta differenziata va inoltre alimentata mediante una massiccia campagna educativa ed una pervasiva opera di sensibilizzazione, anche tramite gli istituti scolastici ed i mezzi di diffusione stampa.

Ridare insomma un volto umano ad una città e ad un territorio nel quale il dilemma spazzatura rappresenta oggi la punta dell'iceberg di problemi atavici ed ormai cronici che qualificano la regione Campania in maniera tanto negativa.



fonte: http://www.peacelink.it/ecologia/a/19006.html

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3 commenti:

edgar ha detto...

Napul è na carta sc'porc e nsciun s n'bort (tratto da un testo di Pino Daniele)

Franca ha detto...

E' un problema sia politico sia culturale

Anonimo ha detto...

E' inutile tanto appellarsi al buon senso di un cittadino, sperando nel riciclaggio, nel risparmio. Perchè ormai in questa società a nessuno frega nulla di riciclare risparmiare e contribuire in qualunque modo a quaunque miglioramento. Se non si è direttamente interessati, perchè perdere tempo in questo?
Ma la gento (spero) capirà presto che siamo tutti direttamente interessati, perchè fra 100 anni non avremo più neanche l'aria da respirare. Allora, si spera, la gente si pentirà di quella che ha fatto, fa e continuerà imperturbata a fare.