"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Antonio Gramsci

mercoledì 25 luglio 2007

Confessioni di un Sicario dell'Economia



Per rubare milioni, bisogna avere un team formidabile di ladroni armati. Ma per rubare miliardi, bisogna avere un dottorato, grafici colorati e proiezioni economiche fatte di polvere di fata ed occhi di salamandra.

John Perkins: cretino, imbroglione e falso

di
Greg Palast

6 Luglio 2007

Mi ricordo John Perkins. Era un vero cretino. Il perfetto cliente finto per i gangster corporate: ingannatore, ricoperto di oro, untuoso e bugiardo; un venditore di fumo con sorrisone da star del cinema, mocassini luccicanti, calcolatore truccato e una valigetta firmata piena di cazzate madornali.

Questo era vent'anni fa, nei primi anni 80. Io indossavo sandali, capelli spettinati lunghi fino al colletto della camicia a buon mercato, e portavo un classificatore ad anelli, rotto, pieno di calcoli onesti e analisi sincere. Sembrava il [duello] Perkins, il Sicario dell'Economia, contro Palast, il Capellone dell'Economia. Non avevo alcuna chance. Il Sicario dell'Economia stava per lasciarmi un buco più largo di una moneta da un dollaro con un proiettile politico.

I Sicari dell'Economia hanno dei "clienti". Quello di Perkins era un'azienda, la Public Services di New Hampshire, PSNH, gigante del settore energia. La PSNH stava cercando di vendere ai pescatori di aragoste e ai coltivatori di patate del New England l'idea che loro avessero un bisogno disperato di un impianto nucleare da svariati miliardi. Il fatto che questo bollitore gonfiato di acqua atomica, chiamato "Seabrook", avrebbe prodotto una quantità di elettricità sufficiente perché tutti gli abitanti dello Stato del Granito potessero fondere il ferro non aveva alcuna importanza. Che la bestia avrebbe aggiunto una tassa supplementare alle bollette di corrente elettrica pari all'ipoteca sulle case fu semplicemente fatto passare con un sorriso da Perkins e dal suo team di economisti imbroglioni.

Per rubare miliardi, bisogna avere il dottorato

Per rubare milioni, bisogna avere un team formidabile di ladroni armati. Ma per rubare miliardi, bisogna avere un dottorato, grafici colorati e proiezioni economiche fatte di polvere di fata ed occhi di salamandra. Perkins aveva tutto, incluso una cosa magica chiamata "foglio elettronico" (questo molto prima di Excel).

Io ero un rappresentante di alcuni gruppi di consumatori e cercavo di spiegare ai funzionari statali che i numeri forniti da Perkins erano tanto fasulli quanto dei bagel fatti di gomma da masticare e che le sue proiezioni finanziarie erano per qualche New Hampshire in un altro pianeta.

Ma il punto chiave era questo: Perkins dormiva in una suite all'Omni, mentre io soffrivo d'insonnia a causa dei camion rombanti davanti ad un motel all'uscita 68. Lui guardava con sguardo penetrante, ghignava e salutava con falso entusiasmo, mentre io tenevo gli occhi aperti a stento.

Andò a finire così: gli amministratori locali si tuffarono, di testa, nelle fantasie di Perkins e comprarono dal suo cliente il progetto fasullo dell'impianto di energia, finanziato dal governo federale per dei favoritismi politici privi di valore per la comunità o per la nazione. Nel giro di qualche anno, tutte le aziende locali di energia avevano fatto bancarotta, il tesoro dello stato era stato drenato, le bollette di corrente elettrica erano passate dall'essere le più basse all'essere le più alte della nazione causando la chiusura delle fabbriche e lasciando, immagino, circa 11.000 persone senza lavoro.

I clienti di Perkins andarono via con carrelli pieni di miliardi.

E il dott. Perkins ne intascò parecchi per la sua anima mortale.

Ma come in tutte le storie con una morale, Perkins, il dott. Faust moderno, ritrovò la redenzione nella sua confessione.

E siamo fortunati che lo fece. Perché nelle sue confessionali: "Confessioni di un Sicario dell'Economia" e il suo ultimo [libro], appena uscito, "Secret History of the American Empire [La storia segreta dell'Impero americano]", troviamo ciò che fa funzionare questa gente. Con "questa gente" intendo gli avvoltoi che risucchiano i fondi per lo sviluppo, gli squali che utilizzano la Banca Mondiale come l'ente per obbligare, le corporate saccheggiatori, i pirati privati e i ghiottoni dei fondi hedge con i loro musi dentro la grondaia economica.

Bizzarro vuoto morale e spietatezza

Nel "Storia Segreta", Perkins fornisce i dettagli, da iniziato, del vuoto morale bizzarro e della spietatezza degli uomini che tendono le imboscate alle ricchezze del pianeta per [rubarle] alla gente a cui giustamente appartengono.

Nel New England, i dolori, imposti dai clienti dei sicari dell'economia, furono finanziari; ma, quel che Perkins vuole che non dimentichiamo mai è che in buona parte del mondo la parlantina furba dei sicari dell'economia è poi eseguita e resa effettiva da squadre di sicari armate di armi meno subdole.

Perkins scrive: "Tre uomini che portavano degli AK-47 stavano fuori sull'attenti. Ci salutarono al nostro passaggio. Uno di loro aprì la porta sul lato opposto a quello del conducente. Giacca di Pelle ed io ci entrammo. Lui parlò in un walkie talkie. Dalle finestre oscurate era impossibile sbirciare dentro".

Con parole pesanti alla Hemingway, Perkins ci porta [a fare un giro] nell'Indonesia, nella Bolivia, persino nel minuscolo Diego Garcia e in altri stati-vittima dove "consulenti", armati di dottorati, applicarono una patina accademica sul saccheggio militarizzato.

Nella storia degli uomini con le AK, Perkins è al lavoro in Guatemala per un'impresa, la SWEC, una gemella della Bechtel, che sta cercando di imporre ai nativi del Guatemala un altro esempio di orrore come il folle impianto di energia elettrica. (All'incirca in quello stesso momento, io convinsi lo Stato di New York a mettere sotto accusa la SWEC e i suoi partner per criminalità organizzata allo scopo di realizzare una frode colossale nella costruzione degli impianti di energia. La SWEC e i suoi co-imputati pagarono quasi mezzo miliardo di dollari).

Si rifiutarono di rinegoziare le condizioni con i conquistadores corporate

Diversamente dagli zoticoni di New Hampshire che scivolarono lungo la linea voluta da Perkins, i guatemaltechi non erano degli avversari facili. Alcuni locali scettici, degli sciamani indigeni sospettosi e un paio di politici, inverosimilmente coraggiosi, si rifiutarono di rinegoziare le condizioni con i conquistadores corporate.

I resistenti, ci è dato capire, saranno trattati di conseguenza. Come spiega Perkins, se i suoi grafici a torta non riescono ad assicurare la vendita, gli uomini nella macchina oscurata sanno che un po' di esplosivo collegato all'accensione può essere molto persuasivo. Comunque, prima di arrivare in America Centrale per il suo compito corporate, Perkins era già amareggiato verso le SWEC.

Alla fine, si rifiutò di sostenere il loro progetto distruttivo.

Perkins aveva cambiato squadra, e in "Confessioni di un Sicario dell'Economia" si riprende la sua anima, solo un po' sporca, da Satana. In "Storia Segreta", le confessioni personali si trasformano in una geremiade illuminante che percorre tutto il mondo. Dall'America Latina all'Africa al Medio Oriente, Perkins salta dalla sua storia personale alla diffusa miseria causata dagli eserciti di ingordigia inviati dalle sale dei consigli di New York e di Londra.

Oggi Perkins è mio collega e membro della mia confraternita. Lui porta i capelli lunghi e io li porto... beh', io ho smesso di portarli del tutto.

E nei suoi scritti oggi, il cuore di Perkins va ai bersagli nel Terzo Mondo di questo nuovo impero, governato da truppe d'attacco e da fogli elettronici.

La sua empatia si estende alle persone nel territorio occupato noto come l'Usa.

Perché, dice Perkins, quando gli sfortunati defraudati della Terra si alzano in ribellione, sono i figli dei pescatori di aragoste di New Hampshire, tremanti sotto gli Humvee a Fallujah, a sentire la frusta del backlash, la loro forte reazione, e mai i figli fortunati dei clienti dei sicari dell'economia, scorazzanti nelle loro Ferrari.

...

Greg Palast è l'autore di "Armed Madhouse: From Baghdad to New Orleans - Sordid Secrets and Strange Tales of a White House Gone Wild" [Manicomio Armato: da Baghdad a New Orleans. I Segreti sordidi e le Storie strane di una Casa Bianca impazzita]. Per leggere un estratto dall'ultimo libro di Perkins: "The Secret History of the American Empire" [La storia segreta dell'Impero americano] vedi http://www.gregpalast.com/the-secret-history-of-the-american-empire-excerpt/

Traduzione di Arif



English version

JOHN PERKINS: JERK, CON-MAN, SHILL

by Greg Palast



5 July 2007
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I remember John Perkins. He was a real jerk. A gold-plated, super-slick lying little butthole shill for corporate gangsters; a snake-oil salesman with a movie-star grin, shiny loafers, a crooked calculator and a tooled leather briefcase full of high-blown bullshit.

This was two decades ago. The early 1980s. I wore sandals, uncombed hair down to my cheap collar and carried a busted ring-binder filled with honest calculations and sincere analysis. It was Economic Hit Man Perkins vs. Economic Long-Hair Palast. I didn't stand a chance. The EHM was about to put a political bullet hole through me wider than a silver dollar.

Hit Men have "clients." Perkins' was a giant power company, Public Service of New Hampshire. PSNH was trying to sell New England lobstermen and potato farmers on the idea that they desperately needed a multi-billion dollar nuclear plant. The fact that this bloated atomic water kettle, called "Seabrook," would produce enough electricity for everyone in the Granite State to smelt iron didn't matter. That the beast could add a surcharge to electric bills equal to home mortgages was simply smiled over by Perkins and his team of economic con artists.

TO STEAL BILLIONS YOU NEED PHD'S

To steal millions, you need a top team of armed robbers. But to steal billions, you need PhD's with color charts and economic projections made of fairy dust and eye of newt. Perkins had it all - including a magical thing called a computer-generated spreadsheet (this was well before Excel).

I was an expert witness for some consumer groups, trying to explain to state officials that Perkins' numbers were bogus as a bubble-gum bagel and his financial projections were from some New Hampshire on another planet.

But this was the key point: Perkins slept in a suite at the Omni. I had truck-rumble insomnia at the motel off exit 68. He glared and grinned and glad-handed. I tried to keep my eyes open.

Here's how it ended. The local Joe's jumped head-first into the Perkins fantasy and bought his client's power plant boondoggle. Within a couple years, the local electric companies had all gone bankrupt, the state treasury was drained, electric bills went from lowest to highest in the nation causing factories to close and dump, I figure, about 11,000 jobs.

PERKINS' CLIENTS WALKED AWAY WITH BARRELFULS OF BILLIONS.
AND DR. PERKINS POCKETED PLENTY FOR HIS MORTAL SOUL.

But, as in every moral tale, Perkins, the modern Dr. Faust, found redemption in confession.

And we're lucky he did. Because, in Perkins' confessionals, "Notes of an Economic Hit Man," and his latest, the just-released "Secret History of the American Empire," we find out what makes these guys tick. By "these guys" I mean the vultures who suck up development aide, the sharks who use the World Bank as their enforcers, the corporate marauders, power pirates and hedge fund hogs with their snouts in the economic trough.

WEIRD MORAL EMPTINESS AND PITILESSNESS

In "Secret History," Perkins, from the inside, gives the details of the weird moral emptiness and pitilessness of men who waylay the riches of the planet from the people to whom it rightly belongs.

In New England, the pain imposed by the clients of the economic hit men were financial; but, as Perkins wants us never to forget, in much of the planet, the slick sales pitch of the economic hit man is enforced by squads of hit men with less subtle weaponry. Perkins writes:

"Three men toting AK-47s stood at attention outside. They saluted as we drove past. One of the three opened the front door opposite the driver. Leather Jacket and I climbed in. He spoke into a walkie talkie. Tinted windows made it impossible to see inside."

In lines heavy with Hemingway, Perkins takes us to Indonesia, Bolivia, even tiny Diego Garcia and other victim-states where doctorate-armed "consultants" put an academic gloss on militarized plunder.

In the story of the guys with the AKs, Perkins is on assignment in Guatemala for an outfit called SWEC, a Bechtel twin trying to foist another mad power plant horror show on the natives of Guatemala. (About the same time, I convinced the state of New York to bring racketeering charges against SWEC and its partners in a massive power plant building fraud. SWEC and co-defendants settled the civil charges for a payment of nearly half a billion dollars.)

WOULDN'T ROLL OVER TO THE CORPORATE CONQUISTADORES

Unlike the yokels of New Hampshire who fell for the smooth Perkins line, the Guatemalans were no pushovers. Skeptical locals, suspicious indigenous shamans and a couple of improbably courageous politicians simply wouldn't roll over to the corporate conquistadores.

The resisters, we are led to presume, will be dealt with accordingly. As Perkins explains it, if his pie-charts don't make the sale, the little men in his darkened car know a little explosive wired to an ignition could be persuasive. However, by time he got to Central America on the corporate assignment, Perkins was already ill at heart with the SWECs of this world.

ULTIMATELY, HE REFUSED TO BACK THEIR DESTRUCTIVE SCHEME.

Perkins had switched sides - and, in Confessions of an Economic Hit Man gets his soul back from Satan only a little soiled. In Secret History, the personal confession turns into an illuminating, world-spanning jeremiad. From Latin America to Africa to the Middle East, Perkins leaps from his own story to the widespread [misery] caused by the greed armies sent marching from the boardrooms of New York and London.

Today, Perkins is my confrere and colleague. He wears his hair longish and I wear mine . . . well, I've stopped wearing hair altogether.

And in his writings today, Perkins heart goes out to the Third World targets of this new empire ruled by shock troops and spread sheets.

HIS EMPATHY EXTENDS TO THOSE IN THE OCCUPIED TERRITORY KNOWN AS THE USA.

Because, says Perkins, when the wretchedly ripped-off of the Earth rise in rebellion, the lash of the backlash is felt by the children of the lobstermen of New Hampshire, shivering under Humvees in Falluja, and never the EHM's clients' fortunate sons, frolicking in their Ferraris.*



Greg Palast is the author of Armed Madhouse: From Baghdad to New Orleans - Sordid Secrets and Strange Tales of a White House Gone Wild. To read an except from Perkins' latest book, The Secret History of the American Empire, go to http://www.gregpalast.com/the-secret-history-of-the-american-empire-excerpt/

...
fonte: http://www.zmag.org/Italy/palast-unsicariodelleconomia.htm


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